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Immagine gigante mostra il nucleo nascosto della Via Lattea

| 26 Febbraio 2026

ALMA cattura la più grande immagine del centro della Via Lattea: filamenti di gas freddo e molecole nel cuore del centro galattico.


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  • Cosa ha scoperto ALMA nel centro della Via Lattea?
  • Perché l’immagine è storica?
  • Quali segreti nasconde il gas freddo della galassia?

Via Lattea: l’immagine più grande del centro galattico svela filamenti di gas freddo e nuove molecole

Un team di astronomi dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO) ha ottenuto la più grande immagine mai realizzata del centro della Via Lattea, offrendo una visione senza precedenti del cuore della nostra galassia.

L’osservazione, effettuata con il radiotelescopio ALMA nel deserto di Atacama in Cile, mostra una vasta e intricata rete di filamenti di gas freddo che si estende per oltre 650 anni luce attorno al buco nero supermassiccio situato nel nucleo galattico.

Si tratta di un risultato chiave per l’astronomia moderna, destinato ad ampliare la comprensione dei processi di formazione stellare e della cosiddetta “chimica nascosta” che caratterizza il centro della galassia.

Perché questa immagine è considerata la più grande mai ottenuta con ALMA?

L’immagine è composta da un mosaico di osservazioni che copre un’area del cielo ampia quanto tre lune piene affiancate. È la più estesa mai realizzata con ALMA e rappresenta la prima esplorazione dettagliata dell’intero complesso di gas molecolare freddo nella regione centrale.

Il livello di dettaglio raggiunto permette agli scienziati di analizzare la struttura del Centro Galattico con una precisione mai vista prima, offrendo nuovi dati fondamentali per lo studio dell’evoluzione delle galassie.

Secondo Ashley Barnes, astronomo dell’ESO e membro del team di ricerca, si tratta di “un luogo di estremi, invisibile ai nostri occhi, ma ora rivelato con straordinario dettaglio”.

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Il centro galattico osservato da ALMA rivela molecole complesse e strutture di gas fondamentali per la formazione stellare. Foto www.eso.org.

Che cos’è la Zona Molecolare Centrale (CMZ)?

La regione osservata è nota come Zona Molecolare Centrale (CMZ), un’area densa e turbolenta che ospita enormi quantità di gas interstellare, la materia prima necessaria per la nascita delle stelle.

Qui si trovano alcune delle stelle più massicce della Via Lattea, molte delle quali hanno cicli vitali brevi e terminano la loro esistenza in potenti esplosioni di supernova.

Steve Longmore, responsabile delle osservazioni e docente presso la Liverpool John Moores University nel Regno Unito, ha spiegato che questa regione rappresenta un laboratorio naturale per studiare la formazione stellare estrema.

Quali molecole sono state identificate nel centro della galassia?

Le nuove osservazioni hanno permesso di rilevare decine di molecole diverse all’interno dei filamenti di gas freddo. Tra queste:

  • Monossido di silicio, una molecola relativamente semplice
  • Metanolo
  • Acetone
  • Etanolo

La presenza di molecole complesse in una zona così dinamica offre informazioni cruciali sulla chimica del mezzo interstellare e sui processi che precedono la nascita delle stelle.

I filamenti di gas osservati sembrano convogliare materia verso ammassi stellari in formazione, alimentando la crescita di nuove stelle nel cuore della galassia.

Perché questa scoperta è importante per l’astronomia?

L’analisi dettagliata del gas molecolare nella regione centrale della Via Lattea consente di comprendere meglio:

  • I meccanismi che regolano la formazione delle stelle
  • Il ruolo del buco nero supermassiccio nell’evoluzione galattica
  • La distribuzione e la complessità delle molecole nello spazio
  • I processi che portano alle esplosioni di supernova

Questa ricerca rafforza il ruolo di ALMA come uno degli strumenti più avanzati per lo studio dell’universo, aprendo nuove prospettive sulla struttura e sulla dinamica del Centro Galattico.

L’immagine ottenuta rappresenta un passo decisivo verso una comprensione più completa della nostra galassia, mostrando come il gas freddo, invisibile alla vista umana, sia in realtà il motore nascosto della vita stellare nel cuore della Via Lattea.