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Vive in una grotta da 50 anni con acqua ed elettricità in Cina

| 15 Gennaio 2026

Vive da solo in una grotta da oltre 50 anni con acqua ed elettricità: la storia estrema di Yang tra autosufficienza e natura in Cina.


eremita cinese vita autosufficiente

  • Come si vive in una grotta per 50 anni?
  • Da dove arrivano acqua ed elettricità?
  • Perché scegliere l’isolamento totale oggi?

Chi è l’uomo che vive da solo in una grotta da oltre 50 anni in Cina?

Vive da solo in una grotta da più di mezzo secolo, con acqua propria, elettricità e uno stile di vita completamente ai margini del mondo moderno. La sua storia arriva dalla provincia di Hubei, nel cuore della Cina rurale, ed è diventata virale grazie a un video pubblicato su YouTube.

Dopo la morte dei genitori, i suoi cinque fratelli hanno lasciato la montagna, trasferendosi nei villaggi vicini. Lui, invece, ha scelto di restare. Il suo nome è Yang e considera quella grotta la sua unica casa.

Dove si trova la grotta in cui vive Yang da decenni?

La grotta si trova sulle montagne di Lichuan, nascosta tra la fitta vegetazione e incastonata sotto un alto costone roccioso. È distante appena 300 metri dalla strada asfaltata, ma invisibile dalla carreggiata.

Per raggiungerla è necessario salire una pendenza ripida e percorrere un sentiero stretto e accidentato. Non è un luogo casuale. È una scelta precisa. Secondo chi l’ha visitata, ricorda i rifugi leggendari degli eremiti cinesi.

Com’è costruita la casa all’interno della grotta?

Dall’esterno appare come una semplice apertura nella roccia. Avvicinandosi, però, emerge una struttura solida realizzata con pietra, adobe e legno, modellata seguendo la forma naturale della montagna.

La casa non è mai stata ristrutturata. È cresciuta nel tempo, poco alla volta, utilizzando materiali naturali reperiti sul posto. Anche l’erba che cresce davanti all’ingresso viene usata per la manutenzione.

Perché Yang dice che “la posizione è perfetta”?

“La posizione è perfetta”, ripete Yang. In inverno fa caldo, in estate si sta al fresco. La grotta crea un microclima naturale stabile, proteggendo la casa da vento, piogge intense e sbalzi di temperatura.

L’abitazione è collocata esattamente all’ingresso della grotta. Quando piove, l’acqua non entra. Quando c’è il sole, la luce illumina l’interno. “Qui non c’è umidità”, spiega Yang. “Se ci fosse, l’intonaco cadrebbe”.

Da quanto tempo la famiglia di Yang vive nella grotta?

Yang non è il primo abitante. La sua famiglia si è trasferita nella grotta quasi cento anni fa. Per decenni, più generazioni hanno condiviso questo spazio.

Dopo la scomparsa dei genitori, i fratelli hanno scelto una vita diversa. Yang è rimasto. Da circa 50 anni vive completamente solo, senza considerarlo un sacrificio.

La solitudine è davvero totale?

La strada è vicina, ma non accessibile facilmente. “Sono solo 300 metri”, racconta Yang, “ma sono stretti e ripidi”. Questa distanza minima diventa una barriera naturale tra lui e il resto del mondo.

Per Yang, la solitudine non è isolamento. È equilibrio.

Come riesce a essere autosufficiente vivendo in una grotta?

Uno dei segreti della sua autosufficienza totale è l’acqua. All’interno della grotta ci sono pozze naturali di acqua cristallina, alimentate da filtrazioni costanti della montagna.

L’acqua viene raccolta e conservata in contenitori artigianali. “Non manca mai”, assicura Yang. Il gocciolio continuo dalle pareti garantisce una fornitura costante.

Ha davvero elettricità e comfort essenziali?

Vivere in una grotta non significa rinunciare alla modernità. A pochi metri dall’abitazione passa una linea elettrica. L’elettricità è condivisa con altri abitanti della zona.

Per cucinare e scaldare l’acqua, Yang utilizza una stufa a legna. La legna viene raccolta direttamente nei boschi circostanti, quando il tempo lo permette.

Di cosa vive oggi Yang?

Un tempo allevava mucche e maiali. I vecchi recinti sono ancora visibili. Oggi, da solo, non può più gestirli.

Si dedica invece a un orto naturale, dove coltiva piante medicinali. Le raccoglie e le vende nei villaggi vicini. “Non uso pesticidi”, sottolinea con orgoglio.

Perché Yang non considera la grotta una prigione?

“La grotta non è una trappola”, dice Yang. “È casa mia”.

In un mondo sempre più connesso, la sua scelta rappresenta un esempio estremo di vita alternativa, autosufficienza, contatto con la natura e rifiuto consapevole del consumismo moderno. Una storia che continua a incuriosire e a far discutere.