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Maturità 2026: nuove regole, orale ridotto e materie esame ufficiali

| 26 Gennaio 2026

Maturità 2026: cambiano orale, commissioni e seconda prova. Tutte le novità ufficiali sulle materie d’esame e sulle nuove regole.


materie esame maturita 2026

  • Quali materie all’orale?
  • Come cambia la seconda prova?
  • Cosa succede alle commissioni?
  • Quali regole per la maturità 2026?

Maturità 2026, in arrivo il decreto con le materie d’esame: cosa cambia per orale e seconda prova scritta

L’esame di maturità cambia volto. Nei prossimi giorni è atteso il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) che definirà le materie della seconda prova scritta e le discipline oggetto del colloquio orale. La riforma entrerà nel vivo già dal giugno 2026 e coinvolgerà circa 500mila studenti di quinta superiore, pronti ad affrontare un esame rinnovato nella struttura e negli obiettivi.

L’esame di Stato torna ufficialmente a chiamarsi maturità e supera il modello di semplice interrogazione finale, puntando su una valutazione più mirata, orientativa e coerente con il percorso svolto.

Qual è la funzione orientativa della nuova maturità?

La nuova maturità 2026 non è solo una verifica delle conoscenze, delle abilità e delle competenze acquisite. Secondo il MIM, assume una chiara funzione orientativa, pensata per accompagnare lo studente nelle scelte dopo il diploma.

L’esame aiuta a valutare con maggiore consapevolezza se proseguire gli studi all’università, nelle istituzioni AFAM, negli ITS Academy oppure intraprendere un percorso professionale. In questa prospettiva rientra anche il rafforzamento del legame tra scuola e lavoro.

Cosa cambia all’orale della maturità dal 2026?

Il colloquio orale viene profondamente rivisto. A partire dal 2026 sarà limitato a quattro discipline caratterizzanti, individuate ogni anno dal Ministero insieme alla materia della seconda prova scritta.

Scompare l’accertamento generalizzato su tutte le materie. L’obiettivo è rendere l’orale più approfondito, meno dispersivo e più omogeneo sul territorio nazionale, riducendo le differenze tra commissioni.

Quali sono le novità sulle commissioni d’esame?

Cambiano anche le commissioni della maturità. Diventano mini-commissioni composte da cinque membri anziché sette:

  • due commissari interni
  • due commissari esterni
  • un presidente esterno

La riforma prevede inoltre un incremento delle risorse per la formazione dei commissari: +3 milioni di euro nel 2026 e +11 milioni nel 2027.

Novità anche per il bonus maturità: il punteggio massimo aggiuntivo sale a 3 punti, assegnabili agli studenti con voto finale pari o superiore a 90 (non più 97).

Cosa succede a chi fa scena muta all’orale?

Arriva lo stop definitivo alla scena muta volontaria. L’esame di maturità è valido solo se il candidato partecipa a tutte le prove:

  • due prove scritte nazionali
  • il colloquio orale

Chi rifiuta volontariamente di sostenere l’orale sarà bocciato. La misura punta a evitare comportamenti elusivi e a garantire la serietà della valutazione.

Perché viene eliminato l’avvio del colloquio con il materiale della commissione?

Viene superata la modalità introduttiva basata sull’analisi di un materiale scelto dalla commissione, pensata per stimolare collegamenti interdisciplinari. Questo meccanismo aveva generato incertezze applicative e forti differenze nella conduzione del colloquio.

Dal 2026 il focus sarà sulle discipline caratterizzanti, con un impianto più chiaro, uniforme e prevedibile per studenti e docenti.

Come vengono valutate le altre materie?

Le discipline non incluse nel colloquio non scompaiono. Restano valutate attraverso il credito scolastico del triennio, che continua a rappresentare una componente centrale del voto finale di maturità.

Il nuovo modello crea un sistema bilanciato tra la valutazione dell’intero percorso scolastico e l’approfondimento mirato delle competenze più rappresentative dell’indirizzo di studi.

Cosa cambia per i PCTO nella maturità 2026?

I PCTO cambiano nome e diventano ufficialmente formazione scuola-lavoro. La nuova denominazione rafforza il legame tra formazione scolastica e mondo del lavoro, in coerenza con la funzione orientativa dell’esame.

La formazione scuola-lavoro mira a sviluppare competenze trasversali, favorendo scelte post-diploma più consapevoli e allineate alle reali opportunità formative e professionali.