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Cina, strumenti di pietra di 160.000 anni: chi li ha creati?

| 28 Gennaio 2026

Scoperti in Cina strumenti di pietra sofisticati vecchi di 160.000 anni: una scoperta che cambia la storia dell’evoluzione umana in Asia.


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  • Chi ha creato questi strumenti?
  • Perché sono così antichi?
  • Cosa rivelano sull’evoluzione umana?
  • L’Asia era davvero in ritardo?

Strumenti di pietra sofisticati scoperti in Cina: chi li ha realizzati 160.000 anni fa?

Una scoperta archeologica avvenuta in Cina sta riscrivendo la storia delle tecnologie preistoriche in Asia orientale. Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Communications, gruppi umani utilizzavano strumenti di pietra sofisticati già 160.000 anni fa, mettendo in discussione l’idea che l’innovazione tecnologica asiatica fosse in ritardo rispetto a Africa ed Europa.

Perché questi utensili in pietra cambiano la storia dell’evoluzione umana?

Gli archeologi hanno identificato le più antiche prove di utensili con manico (hafted tools) mai rinvenute nell’Asia orientale. Si tratta di strumenti compositi, realizzati combinando pietra e materiali organici, una tecnologia che richiede pianificazione, conoscenze avanzate e abilità tecniche complesse.

Questa scoperta ribalta una visione consolidata secondo cui le popolazioni asiatiche avrebbero utilizzato solo strumenti semplici e “conservativi”.

Cosa sono gli utensili con manico e perché sono così importanti?

La tecnica dell’immanicatura consiste nel fissare una lama di pietra a un manico o a un’asta, aumentando leva, forza ed efficacia dello strumento.
Secondo i ricercatori, questa innovazione rappresenta un salto qualitativo decisivo nell’evoluzione della tecnologia litica.

L’uso di strumenti immanicati migliora le prestazioni durante attività come la perforazione, il taglio e la lavorazione dei materiali vegetali.

A cosa servivano questi strumenti di pietra preistorici?

Le analisi microscopiche delle superfici indicano che gli utensili venivano usati per lavorare piante, probabilmente legno o canne.
I segni di usura sugli spigoli mostrano azioni di perforazione e incisione, suggerendo attività legate alla produzione di oggetti, dimore o utensili secondari.

Chi ha realizzato questi strumenti: Homo sapiens o altre specie umane?

L’identità dei costruttori resta incerta. In quel periodo, nell’Asia orientale convivevano probabilmente diverse specie di ominini. Tra le ipotesi avanzate dagli studiosi figurano:

Solo future scoperte di fossili o DNA antico potranno chiarire definitivamente chi fosse l’autore di queste tecnologie avanzate.

Perché le dimensioni ridotte degli utensili sono sorprendenti?

Molti degli strumenti rinvenuti sono molto piccoli, inferiori ai 50 millimetri, ma realizzati con tecniche estremamente sofisticate.
Questo dato è rilevante perché, per lo stesso periodo, la ricerca archeologica aveva finora identificato soprattutto grandi manufatti semplici, prodotti con scheggiature elementari.

La scoperta suggerisce che le strategie complesse di produzione siano emerse prima di quanto si pensasse.

Cosa sappiamo sullo stile di vita di questi antichi gruppi umani?

Gli utensili sono stati datati tra 160.000 e 72.000 anni fa, un periodo in cui le popolazioni locali vivevano come cacciatori-raccoglitori.
Sebbene manchino resti faunistici utili a ricostruire nel dettaglio le abitudini quotidiane, gli strumenti indicano una notevole flessibilità comportamentale e una capacità di adattamento alle risorse e al clima locali.

Perché questa scoperta smentisce la teoria della “Linea di Movius”?

Per oltre mezzo secolo, la cosiddetta Linea di Movius ha separato idealmente le culture “avanzate” dell’Occidente, caratterizzate da amigdale acheuleane, da quelle asiatiche, ritenute tecnologicamente arretrate.

I nuovi ritrovamenti dimostrano che questa visione era parziale e distorta. Gli ominini dell’Asia orientale non erano affatto statici, ma sviluppavano soluzioni tecnologiche complesse, adattate alle loro esigenze ambientali.

Gli strumenti semplici indicano davvero menti primitive?

Secondo diversi antropologi, l’idea che strumenti semplici equivalgano a intelligenza limitata è un mito archeologico.
In molti casi, utensili piccoli e affilati risultano più pericolosi da produrre e usare, mentre soluzioni apparentemente più semplici possono essere il risultato di scelte razionali ed efficienti.

La scoperta cinese rafforza l’idea che l’evoluzione tecnologica umana non segua una linea unica, ma percorsi multipli, influenzati da ambiente, risorse e necessità culturali.

Cosa ci insegnano oggi questi strumenti di 160.000 anni fa?

Questi reperti mostrano che l’innovazione tecnologica preistorica era diffusa e sofisticata anche in Asia orientale, molto prima di quanto ipotizzato.
Una scoperta che ridefinisce il ruolo di questa regione nella storia dell’evoluzione umana e apre nuove prospettive sulla diversità culturale degli antichi ominini.


  • Fonte: Innovazioni tecnologiche e tecnologia di manovra nella Cina centrale 160.000–72.000 anni fa [Nature Communications]