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Milano-Cortina sotto accusa: NYT e Bild attaccano le Olimpiadi

| 4 Febbraio 2026

NYT e Bild criticano le Olimpiadi Milano-Cortina tra distanze, ritardi e problemi logistici. Ecco cosa scrive la stampa internazionale.


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  • Milano-Cortina è davvero pronta?
  • Le distanze sono sostenibili?
  • I lavori finiranno in tempo?
  • Cosa dicono NYT e Bild?

Il New York Times attacca Milano-Cortina: “Logistica da incubo per le Olimpiadi invernali”

Il New York Times punta il dito contro l’organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, definendo l’evento un potenziale incubo logistico. Critiche arrivano anche dalla stampa tedesca, con Bild che evidenzia ritardi nei lavori e incertezze sulle infrastrutture chiave. Un doppio fronte mediatico che riaccende il dibattito internazionale sulla gestione delle Olimpiadi italiane.

Perché il New York Times parla di “incubo logistico” per Milano-Cortina?

Secondo il quotidiano americano, il principale problema dei Giochi Invernali Milano-Cortina è la distanza tra le sedi di gara. Le competizioni sono distribuite su otto località diverse nel Nord Italia, estese su circa 8.500 miglia quadrate, un’area enorme per un evento sportivo di questo tipo.

Il reportage firmato da Jason Horowitz, corrispondente da Roma del New York Times, descrive una situazione complessa: strade strette, collegamenti difficili, nevicate frequenti e tempi di percorrenza lunghissimi renderebbero gli spostamenti tra una sede e l’altra estremamente complicati.

Quante sedi coinvolgono le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina?

La 25ª edizione delle Olimpiadi Invernali coinvolge località molto distanti tra loro, tra cui Milano, Cortina d’Ampezzo, Livigno e altre zone alpine. Una configurazione inedita rispetto al modello tradizionale, che prevedeva impianti concentrati tra una città ospitante e le montagne limitrofe.

Il New York Times sottolinea come ogni nuovo tunnel, ogni potenziamento ferroviario o ogni linea di autobus aggiuntiva venga accolta dagli organizzatori come una piccola vittoria contro il rischio di disfunzioni operative.

Perché l’Italia ha scelto un’Olimpiade “diffusa”?

Il modello delle Olimpiadi diffuse è stato adottato per necessità e in linea con le indicazioni del Comitato Olimpico Internazionale. Dopo le polemiche sui costi record dei Giochi di Pechino 2008, stimati in oltre 40 miliardi di dollari, l’allora presidente del CIO Thomas Bach aveva invitato i Paesi candidati a utilizzare impianti esistenti e a ridurre gli investimenti strutturali.

L’Italia ha quindi scelto di adattare infrastrutture già presenti, rompendo con il vecchio modello centralizzato, ma assumendosi al contempo l’onere di garantire trasporti efficienti su un territorio molto ampio.

Come funziona il piano trasporti dei Giochi di Milano-Cortina?

Per gestire la mobilità, il Comitato Organizzatore ha previsto un imponente piano logistico. Sono stati introdotti autobus a zero emissioni, più treni, e una flotta composta da Fiat Panda e Alfa Romeo destinata a funzionari, atleti e VIP.

Secondo le stime riportate dal New York Times, questi mezzi dovrebbero effettuare circa 400.000 viaggi e trasportare 1,5 milioni di persone nel corso dei Giochi. Nei giorni precedenti l’evento, molte strade apparivano ancora come cantieri aperti, tra coni arancioni, strisce pedonali in fase di pittura e lavori di rifinitura dell’ultimo minuto.

L’app ufficiale dei trasporti risolve davvero il problema degli spostamenti?

Gli organizzatori hanno lanciato una app ufficiale dei trasporti, definita “dettagliata”, per aiutare spettatori e addetti ai lavori a muoversi tra le sedi olimpiche. Tuttavia, lo stesso New York Times evidenzia un dato emblematico: il percorso più efficiente tra le gare di curling e bob a Cortina e quelle di snowboard a Livigno richiederebbe 18 ore e 6 minuti di viaggio.

Un esempio che, secondo il quotidiano americano, sintetizza le criticità strutturali di un’Olimpiade così frammentata sul territorio.

Cosa denuncia il quotidiano tedesco Bild sui ritardi dei lavori?

Se la stampa statunitense si concentra sulla logistica, il giornale tedesco Bild punta l’attenzione sui ritardi infrastrutturali. In particolare, viene citata la funivia Apollonio-Socrepes di Cortina, ritenuta un’opera strategica per l’evento.

Alla domanda “Quando sarà completata la funivia?”, le risposte raccolte dal giornalista tedesco risultano contrastanti. Un operaio parla di almeno due settimane, un progettista stima circa una settimana, mentre il responsabile del cantiere evita di fornire indicazioni precise. Secondo Bild, il clima nei cantieri è riassunto da un unico obiettivo: finire, prima o poi.

Qual è l’impatto mediatico internazionale su Milano-Cortina 2026?

Le analisi di New York Times e Bild contribuiscono a costruire una narrazione critica sulle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, mettendo in discussione tempi, organizzazione e sostenibilità operativa. Un’attenzione mediatica che accompagna l’Italia alla vigilia dei Giochi e che potrebbe influenzare la percezione internazionale dell’evento, tra ambizioni olimpiche, sfide logistiche e ritardi infrastrutturali.