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Olimpionici esclusi da Milano-Cortina 2026: bufera sui tedofori

| 13 Gennaio 2026

Fauner denuncia l’esclusione degli olimpionici da Milano-Cortina 2026. Polemiche su tedofori, CONI e Fondazione. Interviene il ministro Abodi.


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  • Perché gli olimpionici sono stati esclusi?
  • Chi ha scelto i tedofori?
  • Qual è il ruolo di CONI e Fondazione?
  • Perché la politica è intervenuta?

Perché gli olimpionici denunciano una mancanza di rispetto verso Milano-Cortina 2026?

La denuncia parte da Silvio Fauner, oro olimpico nella staffetta 4×10 km di sci di fondo a Lillehammer 1994, e riapre il dibattito sugli olimpionici dimenticati in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Secondo Fauner, nessuno dei grandi campioni del passato è stato coinvolto ufficialmente nell’organizzazione dell’evento: né come tedofori, né come ambassador, né in ruoli istituzionali.

Fauner afferma di rappresentare 10 atleti con 35 medaglie olimpiche complessive, completamente esclusi da qualsiasi iniziativa legata ai Giochi nel Paese che ospiterà l’evento. Una scelta definita “un’offesa incredibile” e “una vergogna”, che ha immediatamente sollevato polemiche a livello sportivo e politico.

Qual è il ruolo della Fondazione Milano-Cortina e del CONI nella scelta dei tedofori?

Il caso ha coinvolto direttamente la Fondazione Milano-Cortina e il CONI, chiamati in causa per i criteri di selezione dei tedofori olimpici.
La scelta di includere personaggi dello spettacolo e figure estranee allo sport olimpico ha alimentato un acceso dibattito pubblico, soprattutto dopo la diffusione di immagini di non atleti con il braciere olimpico.

Secondo le critiche, la staffetta della fiaccola olimpica, con circa 10mila tedofori, avrebbe dovuto avere come protagonisti naturali gli ex campioni olimpici, simboli autentici dei valori dello sport, della storia olimpica italiana e delle discipline invernali.

Cosa ha dichiarato il ministro dello Sport Andrea Abodi sul caso?

Il ministro dello Sport e dei Giovani Andrea Abodi si è detto “spiazzato” dalla gestione della vicenda.
Alla luce delle polemiche, ha chiesto chiarimenti ufficiali alla Fondazione Milano-Cortina e al CONI per comprendere le modalità di selezione adottate.

Abodi ha sottolineato che chi ha fatto la storia dello sport italiano dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione, soprattutto in un evento di portata globale come le Olimpiadi invernali.
Secondo il ministro, gli olimpionici avrebbero dovuto rappresentare una vera avanguardia simbolica, grazie alla loro capacità di testimoniare sul territorio nazionale i valori educativi e culturali dello sport.

Perché la polemica ha coinvolto anche la politica e la Lega?

La vicenda ha rapidamente superato i confini sportivi, arrivando al centro del dibattito politico nazionale.
Le immagini di tedofori estranei allo sport hanno scatenato reazioni durissime, spingendo anche la Lega a intervenire con un comunicato ufficiale.

Il partito ha definito la scelta della Fondazione Milano-Cortina e del CONI come “incomprensibile e sconcertante”, accusando gli enti organizzatori di aver marginalizzato i veri protagonisti della storia olimpica italiana.

Perché Fauner parla di “olimpionici irrispettosamente dimenticati”?

In un’intervista, Fauner ha chiarito di non voler protestare, ma di attendersi delle scuse ufficiali.
Secondo l’ex fondista, il coinvolgimento dei campioni dovrebbe essere automatico, non solo da parte del CONI, ma anche della FISI e della Fondazione Milano-Cortina, accusate di non tutelare il patrimonio sportivo nazionale.

Fauner riconosce le eccezioni di Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler, protagonisti dell’accensione della torcia in Grecia, oltre a Manuela Di Centa, Cristian Zorzi, Marco Albarello e Fulvio Valbusa, coinvolti a livello locale.
Tutti gli altri, però, sarebbero stati completamente esclusi, nonostante i successi olimpici.

Perché la presenza di personaggi dello spettacolo ha acceso le critiche?

Secondo Fauner, la scelta di coinvolgere personaggi dello spettacolo come l’Uomo Gatto o alcuni cantanti rappresenta una distorsione del messaggio olimpico.
Figure che, a suo giudizio, non incarnano le discipline olimpiche invernali né possono promuovere efficacemente sci, fondo, slittino e sport della neve.

L’ex campione riporta anche episodi emblematici, come quello di un tedoforo che avrebbe ammesso di partecipare grazie a conoscenze con sponsor, alimentando il sospetto di una selezione basata su relazioni e visibilità, più che su meriti sportivi.

Chi dovrebbe promuovere gli sport invernali alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026?

La domanda centrale resta aperta: chi meglio dei campioni d’inverno può promuovere gli sport d’inverno?
Secondo Fauner e altri olimpionici, escludere chi ha vinto medaglie olimpiche, rappresentato l’Italia nel mondo e contribuito alla crescita dello sport nazionale significa perdere un’occasione storica.

Il caso degli olimpionici dimenticati continua a scuotere Milano-Cortina 2026, mettendo sotto pressione istituzioni sportive e politiche chiamate ora a fare chiarezza su una scelta che ha acceso un vasto dibattito pubblico e mediatico.