
- Perché il Tribunale ha fermato Corona?
- Cosa deve rimuovere dai social?
- Quali sanzioni rischia?
- Che ruolo hanno privacy e diritto digitale?
Perché il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Alfonso Signorini contro Fabrizio Corona?
Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso urgente presentato da Alfonso Signorini contro Fabrizio Corona, disponendo un provvedimento restrittivo immediato. La decisione stabilisce che l’ex re dei paparazzi non potrà più pubblicare online contenuti diffamatori o lesivi della privacy del giornalista e conduttore televisivo.
Il ricorso è stato presentato dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, che hanno chiesto un intervento cautelare per fermare la diffusione seriale di contenuti ritenuti dannosi per la reputazione, l’immagine e la riservatezza di Signorini.
Il giudice Roberto Pertile, della prima sezione civile del Tribunale di Milano, ha ordinato a Fabrizio Corona di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider, social network e piattaforma a lui direttamente o indirettamente riconducibile:
- Video
- Contenuti testuali
- Audio
- Materiali multimediali
tutti riconducibili alla vicenda che coinvolge Alfonso Signorini.
Il provvedimento riguarda qualsiasi forma di pubblicazione online, inclusi Instagram, Telegram, siti web e canali digitali.
È vietata ogni futura pubblicazione su Alfonso Signorini?
Sì. L’ordinanza del Tribunale vieta espressamente a Corona di pubblicare, diffondere o condividere qualsiasi ulteriore contenuto:
- Diffamatorio
- Lesivo della reputazione
- Danneggiante l’immagine
- Violativo della privacy
di Alfonso Signorini, con qualsiasi mezzo e su qualsiasi piattaforma digitale. Il divieto riguarda anche la diffusione indiretta o tramite terzi.
Quali obblighi immediati deve rispettare Fabrizio Corona secondo l’ordinanza?
Oltre alla rimozione dei contenuti, Fabrizio Corona dovrà:
- Depositare entro due giorni in cancelleria del Tribunale
- Dati
- Documenti
- Immagini
- Chat e corrispondenza privata
relativi alla sfera privata di Alfonso Signorini.
Il giudice ha inoltre disposto il pagamento di:
- 286 euro di spese processuali
- 9.000 euro per i compensi professionali dei legali
Qual è la sanzione economica prevista in caso di violazione dell’ordinanza?
Per ogni violazione delle disposizioni stabilite dal Tribunale, Fabrizio Corona dovrà pagare a Alfonso Signorini una penale di 2.000 euro al giorno.
La misura mira a garantire l’effettiva tutela dei diritti del ricorrente e a impedire la reiterazione di condotte ritenute lesive nell’ecosistema digitale.
Cosa ha dichiarato Fabrizio Corona dopo la decisione del Tribunale?
Fabrizio Corona ha annunciato l’intenzione di ricorrere contro la decisione, sostenendo che il provvedimento limiti la libertà di espressione e il diritto di cronaca.
«Non mi fermo», ha dichiarato, aggiungendo che si tratterebbe di un tentativo di «zittirlo».
Anche il suo storico avvocato Ivano Chiesa ha ribadito la posizione difensiva, richiamando i principi costituzionali sulla libertà di pensiero e parola.
Cosa hanno dichiarato gli avvocati di Alfonso Signorini sul provvedimento?
Gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello hanno espresso piena soddisfazione per la decisione del Tribunale di Milano, sottolineando che il provvedimento:
- Inibisce ogni ulteriore diffusione di contenuti diffamatori
- Impone la rimozione immediata da tutte le piattaforme digitali
- Vietata qualsiasi ripubblicazione futura
Secondo i legali, la decisione riafferma un principio fondamentale: la libertà di espressione non può trasformarsi in licenza di diffamare né in gogna mediatica online.
Perché la decisione viene considerata rilevante per il diritto digitale?
Il provvedimento viene definito di particolare rilievo perché stabilisce che:
- La tutela della dignità personale è un limite invalicabile
- La rete non è una zona franca
- Anche i social media e i web hosting hanno responsabilità etiche e giuridiche
La diffusione seriale e incontrollata di contenuti online non giustifica violazioni della vita privata, della reputazione e dell’onore.
Che ruolo hanno le piattaforme digitali secondo i legali di Signorini?
Secondo l’avvocato Domenico Aiello, anche i grandi colossi del web e i servizi di hosting possono essere considerati moralmente concorrenti nell’illecito se non intervengono per bloccare contenuti manifestamente diffamatori.
Il riferimento è alla necessità di una maggiore responsabilità delle piattaforme digitali nella gestione dei contenuti.
Qual è la sanzione della Consob contro Fabrizio Corona?
Parallelamente alla vicenda giudiziaria, Fabrizio Corona è stato colpito da una sanzione della Consob. Con la delibera n. 23815, l’Autorità ha disposto una sanzione amministrativa di 200.000 euro per violazioni del regolamento europeo sulle cripto-attività.
La sanzione riguarda l’offerta al pubblico del memecoin $Corona.
Perché la Consob ha sanzionato il memecoin $Corona?
Secondo la Consob, Corona avrebbe violato l’articolo 4 del regolamento UE MiCAR, che impone agli emittenti di cripto-attività di pubblicare un white paper approvato dalle autorità competenti prima dell’offerta al pubblico.
Le violazioni contestate includono:
- Mancata redazione del white paper
- Offerta promossa in prima persona
- Ignorato un richiamo preventivo della Consob
- Utilizzo diretto di Instagram e Telegram per la promozione
Per quanto tempo si è protratta la violazione secondo la Consob?
La Consob ha accertato che la violazione si è protratta per almeno nove giorni, dal 24 febbraio 2025 al 4 marzo 2025, data in cui l’Autorità ha bloccato ufficialmente l’offerta del token con una delibera dedicata.
L’Autorità ha inoltre ingiunto a Fabrizio Corona di astenersi dal ripetere condotte analoghe in futuro.