
- Perché Olivia Yacé ha lasciato Miss Universo?
- Cosa c’è dietro la nuova polemica?
- Quali accuse scuotono la corona 2025?
La rinuncia di Olivia Yacé accende la controversia su Miss Universo
Nel pieno della forte polemica che avvolge Miss Universo dopo l’assegnazione della corona alla rappresentante del Messico, Fátima Bosch, la delegata della Costa d’Avorio, Olivia Yacé, ha annunciato la rinuncia al suo titolo.
Yacé, proclamata Miss Universo Africa & Oceania 2025, ha dichiarato di lasciare la corona per rimanere fedele ai propri valori, prendendo le distanze dalle controversie che coinvolgono gli organizzatori del concorso. Nel suo messaggio sui social media, accompagnato dall’hashtag “È il momento dell’Africa”, ha sottolineato il desiderio di preservare la propria integrità.
“Il mio impegno a essere un’influenza positiva guida la mia decisione di oggi. Allontanarmi da questo ruolo ristretto mi permetterà di dedicarmi pienamente alla difesa dei valori che porto nel cuore”, ha scritto la modella.

Una presa di distanza dagli organizzatori del concorso
Con la sua rinuncia, Yacé ha chiarito che si separerà completamente dagli organizzatori di Miss Universo e da qualsiasi futura affiliazione con il Comitato del concorso.
La finale dell’evento era già stata segnata da accuse di presunta corruzione e traffico di influenze da parte di alcuni ex giudici. La successiva decisione dell’organizzazione di nominare “regine continentali”, tra cui Yacé, era stata interpretata da molti come un tentativo di contenere lo scandalo.
Nel suo comunicato, la modella ha ribadito: “Per continuare su questa strada, devo rimanere fedele ai miei valori: rispetto, dignità, eccellenza e uguaglianza di opportunità, i pilastri che mi guidano”.
L’appello alle comunità afrodiscendenti
Nel lungo messaggio, Yacé ha rivolto un appello alle comunità nere, africane, caraibiche, americane e afrodiscendenti, invitandole a continuare a “entrare in spazi in cui non ci si aspetta che siano”.
“Apriamo la strada ai fratelli e alle sorelle che verranno dopo di noi. Non permettiamo mai a nessuno di definire chi siamo o di limitare il nostro potenziale. La nostra presenza conta e le nostre voci devono essere ascoltate”, ha aggiunto.
Yacé ha colto l’occasione anche per congratularsi con Bosch e per augurare una pronta guarigione alla rappresentante della Giamaica, Gabrielle Henry, ricoverata in terapia intensiva dopo una grave caduta durante il concorso.

Accuse di frode e conflitto di interessi
La controversia non si è placata. L’elezione di Bosch ha provocato la reazione del pianista franco-libanese Omar Harfouch, che ha denunciato presunte irregolarità nella votazione.
Harfouch ha minacciato di denunciare gli organizzatori per presunti reati quali abuso di potere, corruzione, inganno, violazione contrattuale e conflitto di interessi. Al centro della disputa ci sarebbe il legame professionale tra il padre della vincitrice, Bernardo Bosch Hernández, e Raúl Rocha Cantú, presidente del concorso.
Rocha Cantú ha replicato accusando Harfouch di mentire e spiegando che non si era dimesso dalla giuria, ma era stato allontanato per aver cercato un protagonismo non dovuto.
Il caso Pemex e le reazioni in Messico
Il caos è aumentato quando la compagnia statale Petróleos Mexicanos (Pemex) ha pubblicato un messaggio di congratulazioni alla vincitrice. Diversi media hanno successivamente confermato che il padre di Bosch lavorava in Pemex come vicedirettore.
Secondo un giornalista messicano, Pemex avrebbe inoltre assegnato nel 2023 un contratto a un’azienda di proprietà del presidente di Miss Universo, alimentando sospetti di conflitto di interessi e di una possibile interferenza del Governo messicano.
Pemex ha smentito ogni coinvolgimento: “La pubblicazione di congratulazioni a Fátima Bosch Fernández è avvenuta nel contesto dell’entusiasmo popolare per il suo trionfo”, si legge nella nota della compagnia.
Poche ore dopo, la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha respinto fermamente le accuse di qualsiasi interferenza governativa nella vittoria di Bosch: “Ovviamente no, è falso”, ha dichiarato.
Un concorso sotto pressione mediatica
La rinuncia di Olivia Yacé aggiunge un ulteriore capitolo alla crescente polemica che sta travolgendo Miss Universo, aumentando le pressioni sull’organizzazione, già messa a dura prova dalle accuse di corruzione, conflitto di interessi e presunto favoritismo. La vicenda continua a generare reazioni a livello internazionale, lasciando molti interrogativi sull’integrità del concorso.