
- Cosa sono gli anelli giganti sotto il mare?
- Perché compaiono in Scozia?
- Cosa rivelano i nuovi video?
- Qual è il ruolo delle alghe marine?
Centinaia di anelli giganti scoperti sotto il mare in Scozia: la scienza cerca una spiegazione
Centinaia di anelli circolari sottomarini sono stati individuati nei fondali marini al largo delle Ebridi Esterne, in Scozia, attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Si tratta di strutture naturali rare e complesse, associate a estese praterie di alghe marine, la cui origine non è ancora stata chiarita in modo definitivo.
Per la prima volta, queste formazioni sono state documentate in video, offrendo agli studiosi nuovi dati per analizzare un fenomeno che, fino a oggi, era stato solo osservato in modo frammentario.
Dove si trovano le formazioni circolari sottomarine?
Il ritrovamento è avvenuto nel Sound of Barra, un’area marina caratterizzata da fondali con pattern geometrici regolari. Le strutture ricordano i cosiddetti “cerchi delle fate”, un termine popolare usato anche in altri contesti naturali per descrivere anelli perfettamente circolari visibili sul terreno o, in questo caso, sotto il mare.
Secondo gli esperti di NatureScot, l’ente pubblico scozzese per la tutela dell’ambiente, si tratta di fenomeni naturali legati alla presenza di Zostera marina, una pianta marina fondamentale per gli ecosistemi costieri dell’Atlantico settentrionale.
Perché questi anelli sottomarini sono considerati un fenomeno raro?
La scoperta è particolarmente significativa perché non esistono precedenti documentazioni video o riprese aeree di formazioni simili nelle acque scozzesi. I dati storici disponibili indicano che mai prima d’ora erano state osservate immagini così chiare di anelli di praterie di alghe marine in Scozia.
Questo elemento rafforza l’interesse scientifico nello studio dei processi ecologici e biologici che possono aver favorito la nascita di queste strutture circolari.
Perché la scoperta è importante per la scienza marina?
NatureScot ha sottolineato il carattere eccezionale e inedito del ritrovamento. Sarah Cunningham, responsabile delle Aree Marine Protette e del Miglioramento Marino, ha spiegato che si tratta del primo video mai registrato di questi fenomeni nei mari scozzesi.
Gli studiosi definiscono queste strutture “donuts sottomarini”, evidenziandone l’impatto visivo e l’importanza per la ricerca scientifica marina, ancora alla ricerca di una spiegazione condivisa sul loro esatto meccanismo di formazione.
Qual è la storia delle praterie di alghe marine in Scozia?
Le praterie di alghe marine erano un tempo molto diffuse lungo le coste scozzesi, soprattutto fino ai primi decenni del XX secolo. Negli anni Trenta, però, una grave malattia colpì queste piante, causando una perdita massiccia dell’habitat marino.
Gli effetti di quel declino sono ancora visibili oggi, in alcune aree dove il processo di rigenerazione naturale non si è ancora completato.
Quali fattori hanno contribuito al declino dei pascoli marini?
Alla crisi storica si sono aggiunti diversi elementi legati all’attività umana, tra cui:
- Inquinamento marino
- Scarsa qualità delle acque costiere
- Dragaggi e attività estrattive, come la raccolta di molluschi
Questi fattori hanno ulteriormente compromesso la sopravvivenza delle praterie sottomarine, rendendo più lento il loro recupero in molte zone.
Le praterie di alghe marine possono rigenerarsi?
Nonostante le difficoltà, i ricercatori sottolineano che le alghe marine possiedono una notevole capacità di rigenerazione, soprattutto quando le pressioni ambientali diminuiscono. In diverse aree costiere della Scozia sono già stati osservati segnali di recupero, alimentando un cauto ottimismo tra gli esperti.
La comparsa di questi anelli sottomarini giganti potrebbe rappresentare un indicatore positivo dello stato di salute dell’ecosistema.
Perché le praterie di alghe marine sono fondamentali per l’ambiente?
Oltre alla loro forma spettacolare, le praterie di Zostera marina svolgono un ruolo chiave negli ecosistemi marini. Contribuiscono a:
- Ridurre l’erosione costiera
- Migliorare la qualità dell’acqua
- Assorbire e immagazzinare carbonio, aiutando a contrastare il cambiamento climatico
Lo studio degli anelli circolari sottomarini non serve solo a comprenderne l’origine, ma anche a rafforzare l’importanza della tutela degli ecosistemi marini e della protezione della biodiversità in un contesto di crescente deterioramento ambientale globale.