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Rifugi climatici: cosa sono e perché servono contro il caldo estremo

| 7 Gennaio 2026

Cosa sono i rifugi climatici e perché sono sempre più importanti contro caldo estremo, ondate di calore ed effetto isola di calore nelle città.


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  • Cosa sono i rifugi climatici? Dove si trovano?
  • Perché aiutano contro il caldo estremo?
  • Chi ne beneficia davvero? Possono salvare le città?

Rifugi climatici: sono una risposta concreta all’emergenza caldo?

I rifugi climatici non sono più un concetto teorico, ma una necessità concreta in un contesto segnato da aumento delle temperature, ondate di calore e cambiamento climatico sempre più intenso. Dalle aree verdi urbane ai valloni naturali, questi spazi garantiscono ombra, acqua e microclimi favorevoli per persone, animali e piante, riducendo gli effetti più critici del riscaldamento globale.

Nelle città, i rifugi climatici urbani includono parchi, giardini pubblici, biblioteche, centri civici ed edifici pubblici adattati con vegetazione, ombreggiamento naturale, ventilazione e accesso ad acqua potabile. Durante le emergenze climatiche, questi spazi contribuiscono a prevenire colpi di calore, disidratazione e problemi respiratori, soprattutto tra bambini, anziani e persone fragili.

Cosa si intende per rifugio climatico e perché è sempre più importante?

Un rifugio climatico è un’area naturale o urbana che offre condizioni ambientali favorevoli per proteggersi da situazioni avverse come caldo estremo, scarsità d’acqua o habitat degradati.

Può trattarsi di un parco alberato, di un viale verde, di una rambla urbana, ma anche di un’area con accesso diretto a fiumi, laghi o spiagge. Le caratteristiche del rifugio determinano quali specie – umane e non – possano beneficiarne maggiormente, in base alle diverse esigenze ecologiche.

Come vengono studiati i rifugi climatici nelle città?

Attraverso l’alleanza Magnet tra il CREAF e la Scuola J. M. Peramàs di Mataró, un gruppo di ricercatori ha sviluppato una guida didattica per valutare se i parchi urbani possano funzionare come rifugi climatici efficaci.

Durante un’uscita sul campo, gli studenti hanno analizzato diversi spazi cittadini, osservando come alberi e acqua rappresentino gli elementi minimi indispensabili per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. L’esperienza ha evidenziato il valore educativo e ambientale dei rifugi verdi urbani.

Quali caratteristiche rendono efficace un rifugio climatico?

Una zona alberata con punti d’acqua permanenti può già svolgere una funzione di rifugio climatico, come dimostrato durante le recenti ondate di calore prolungate.

Gli indicatori principali per valutare la qualità di un rifugio climatico includono:

  • Percentuale di ombra naturale fornita da alberi e arbusti
  • Superficie naturale rispetto alle aree impermeabilizzate
  • Fonti di acqua potabile per le persone e punti d’acqua per gli animali
  • Diversità morfologica con rilievi, avvallamenti e microhabitat
  • Tipo di vegetazione, con preferenza per specie autoctone e caducifoglie
  • Spazi di rifugio e riposo per la fauna
  • Gestione dell’interazione tra animali domestici e fauna selvatica

Qual è la differenza tra rifugi climatici urbani e naturali?

Secondo i ricercatori Albert Vilà e Josep Barba, i rifugi climatici naturali presentano una maggiore eterogeneità ambientale, con numerosi microambienti capaci di offrire protezione climatica.

Inoltre, gli ambienti naturali garantiscono una migliore connettività ecologica con altri ecosistemi, rendendo i rifugi più accessibili alle specie. Al contrario, i rifugi urbani risultano spesso isolati, influenzando quali specie possano effettivamente utilizzarli. Studi sulla sopravvivenza delle farfalle in ambienti forestali confermano l’importanza di questa connettività.

Perché l’effetto isola di calore rende cruciali i rifugi climatici urbani?

Nelle città, l’effetto isola di calore urbana (UHI) aumenta significativamente il rischio di stress termico per persone, animali e piante. Per questo motivo stanno nascendo progetti di forestazione urbana e rinaturalizzazione come Uforest, Clearing House e iniziative per trasformare i cortili scolastici in spazi verdi.

L’integrazione di alberi, tetti verdi, pareti vegetali e specchi d’acqua rappresenta una strategia efficace per ridurre le temperature urbane e migliorare la qualità della vita.

Chi beneficia maggiormente dei rifugi climatici?

Tutte le specie viventi, inclusa quella umana, traggono beneficio dai rifugi climatici, poiché condividono esigenze simili: rinfrescarsi in estate, ripararsi dal caldo, riposo, idratazione e nutrimento.

Alcuni esempi dimostrano come determinate specie vegetali sopravvivano solo grazie a rifugi naturali, come i tassi presenti nei canali umidi di Montserrat. Anche le popolazioni umane vulnerabili, come anziani e comunità esposte a climi estremi, dipendono fortemente dalla presenza di spazi verdi.

Perché i rifugi climatici sono centrali nella strategia contro il cambiamento climatico?

Il cambiamento globale causato da industrializzazione, inquinamento, deforestazione e agricoltura intensiva ha accelerato il riscaldamento climatico, aumentando eventi estremi come siccità, piogge torrenziali e ondate di calore, soprattutto nell’area mediterranea.

In questo scenario, i rifugi climatici offrono condizioni ambientali stabili che permettono di mitigare gli impatti climatici su ecosistemi e popolazioni.

La loro efficacia dipende dalla conservazione della biodiversità, dalla connessione tra habitat e da una pianificazione territoriale sostenibile. Non rappresentano solo una risposta emergenziale, ma una strategia di adattamento a lungo termine per affrontare le sfide del clima che cambia.