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Lavoro over 50: i Paesi con più occupazione senior secondo l’OCSE

| 7 Novembre 2025

Scopri quali Paesi guidano la classifica OCSE per l’occupazione degli over 50 e come le politiche pubbliche influenzano la permanenza nel lavoro.


Svezia

  • Quali Paesi offrono più lavoro agli over 50?
  • Chi guida la classifica OCSE?
  • E cosa rende Islanda, Giappone e Svezia modelli di occupazione senior?

Classifica dei Paesi che più integrano gli over 50 nel mercato del lavoro

La permanenza degli over 50 nel mercato del lavoro dipende da fattori chiave come la formazione continua, la salute e le riforme nei sistemi pensionistici. Secondo la OCSE e la Commissione Europea, questi elementi spiegano le forti differenze di partecipazione tra le diverse regioni del mondo.

Differenze internazionali nell’occupazione senior

Nel panorama globale, la partecipazione lavorativa degli adulti over 55 varia significativamente da un Paese all’altro. Alcune nazioni si distinguono per le loro politiche pubbliche e per i settori economici che incentivano la permanenza nel lavoro della cosiddetta generazione silver, ossia le persone tra i 55 e i 69 anni.

Islanda: modello di occupazione senior e formazione continua

L’Islanda guida la classifica OCSE per tasso di occupazione tra gli adulti più anziani, con un 77,2% di lavoratori attivi nella fascia 60-64 anni nel 2024. Anche nella fascia 65-69 anni il Paese mantiene percentuali elevate, secondo DevelopmentAid.

Il successo islandese si spiega con l’assenza di barriere legali all’impiego dei senior e con una forte enfasi sulla formazione permanente. Questo approccio ha reso l’Islanda un punto di riferimento mondiale per l’inclusione lavorativa degli over 60.

Giappone: occupazione alta e sfida demografica

Il Giappone si colloca tra i Paesi con la più alta tassa di occupazione degli over 55, con valori prossimi all’80% nella fascia 55-64 anni, secondo Expat.com.

Nel gruppo 65-69 anni, il Giappone resta tra i leader globali. Tale risultato è legato al progressivo invecchiamento della popolazione e alla necessità di sostenere la produttività nazionale. Le politiche per l’inclusione lavorativa dei senior fanno parte integrante dell’agenda politica giapponese, con misure che promuovono il prolungamento della vita lavorativa.

Germania: riforme strutturali e nuove competenze

Con un 66,7% di occupazione nella fascia 60-64 anni nel 2024, la Germania supera ampiamente la media OCSE (55,9%). Questo traguardo è frutto di riforme del sistema pensionistico, tra cui l’innalzamento dell’età di pensionamento e il rafforzamento del sistema formativo.

Le politiche tedesche hanno ridotto gli incentivi alla pensione anticipata e favorito la riqualificazione professionale, incoraggiando gli over 50 a restare nel mercato del lavoro.

Svezia: formazione e alta partecipazione lavorativa

La Svezia spicca nell’Unione Europea per le sue elevate tasse di occupazione oltre il 70% nella fascia 55-64 anni, secondo il Publications Office of the EU.

Il Paese scandinavo ha investito in programmi di formazione per lavoratori over 55, che hanno rafforzato l’integrazione professionale dei senior. Secondo Euronews, la Svezia è tra i Paesi con la maggiore partecipazione a corsi formali e informali di aggiornamento per adulti, un fattore che ha reso la generazione silver più adattabile ai cambiamenti del mercato.

Fattori chiave e sfide dell’inclusione lavorativa senior

La OCSE identifica tre elementi determinanti per la permanenza degli over 55 nel lavoro: livello di istruzione, stato di salute e condizioni occupazionali.

Tra i lavoratori di 55-64 anni, la media di occupazione OCSE è del 50,4%, ma sale al 76,7% tra chi possiede un titolo di istruzione superiore. Inoltre, chi svolge lavori fisicamente impegnativi o soffre di problemi di salute ha meno probabilità di rimanere attivo.

Le politiche più efficaci includono l’innalzamento dell’età pensionabile, la flessibilità lavorativa e la formazione continua. Queste misure sono comuni ai Paesi che mostrano le migliori performance di integrazione senior.

Grandi differenze tra Paesi

Nonostante i progressi, le disparità restano notevoli: mentre Islanda e Giappone superano l’80% di occupazione tra i 60 e i 64 anni, Paesi come Lussemburgo o Turchia non raggiungono il 21%.

Questi dati confermano che la integrazione degli adulti over 50 nel mercato del lavoro rimane una sfida globale, fortemente legata a politiche pubbliche mirate, condizioni socio-economiche e investimenti nella formazione permanente.