
- Perché i sismografi registrano il Capodanno?
- Cosa c’entrano i fuochi d’artificio?
- Quali segnali rileva l’INGV durante i festeggiamenti?
Perché i festeggiamenti di Capodanno 2026 sono stati registrati dai sismografi dell’INGV?
Con l’ingresso nel 2026, la Rete Sismica Nazionale gestita dall’INGV ha registrato anche quest’anno le vibrazioni generate dai festeggiamenti di Capodanno. In diverse stazioni sismiche italiane, i sensori hanno rilevato segnali riconducibili ai fuochi d’artificio esplosi a cavallo della mezzanotte, in alcuni casi già nei minuti precedenti.
Quale stazione sismica è stata analizzata e dove si trova?
Il segnale analizzato proviene dall’accelerometro RDP, installato presso il Museo Geofisico di Rocca di Papa (Roma). Questo strumento, parte integrante della rete di monitoraggio sismico, ha mostrato in modo chiaro l’impatto delle esplosioni pirotecniche sul movimento del suolo.
Che cosa mostra il sismogramma dei fuochi d’artificio?
Nella parte inferiore dell’immagine è visibile un sismogramma tradizionale. Il tracciato rappresenta l’accelerazione del suolo a partire da due minuti prima della mezzanotte fino a cinque minuti dopo. I picchi più evidenti coincidono con i momenti di maggiore intensità dei botti di Capodanno.
Come funziona lo spettrogramma e cosa rivela sulle vibrazioni del terreno?
La parte superiore dell’immagine mostra lo stesso segnale sotto forma di spettrogramma sismico. Questo strumento evidenzia quando e a quali frequenze la Terra ha vibrato più intensamente.
L’asse orizzontale rappresenta il tempo (dalle 23:35 alle 00:05), quello verticale le frequenze delle onde sismiche (da 10 a 100 Hz). I colori indicano l’intensità delle vibrazioni: dal nero, che segnala assenza di rumore, fino al giallo e al rosso, associati alle oscillazioni più forti. Le zone più luminose corrispondono ai momenti in cui i fuochi d’artificio hanno sollecitato maggiormente il terreno.
È la prima volta che l’attività umana viene rilevata dai sismografi?
No. La sismologia moderna registra da tempo fenomeni legati all’attività antropica. In passato, le stazioni dell’INGV hanno captato segnali simili durante eventi come la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio 2021, lo scudetto del Napoli nel 2023 e il concerto di Travis Scott al Circo Massimo.
Quali altre attività quotidiane producono vibrazioni rilevabili?
Oltre ai grandi eventi, i sismometri possono registrare traffico urbano, attività industriali e minerarie, manifestazioni sportive, concerti e persino aerei supersonici. Si tratta di micro-vibrazioni del suolo che, grazie all’elevata sensibilità degli strumenti, diventano dati utili per l’analisi scientifica.
Perché i fuochi d’artificio generano frequenze diverse rispetto ad altri eventi?
Nel caso dei fuochi d’artificio, le vibrazioni risultano visibili lungo tutto lo spettro, con una netta predominanza delle alte frequenze, comprese tra 80 e 100 Hz per questa stazione. Il motivo è legato alla conversione meccanica delle onde acustiche prodotte dalle esplosioni in aria. Questo meccanismo è più efficiente alle frequenze superiori ai 10 Hz, a differenza di eventi come concerti o manifestazioni sportive, dove le frequenze dominanti si collocano tra 2 e 8 Hz.
I segnali dei fuochi d’artificio possono avere un’utilità scientifica?
Sì. Studi recenti dimostrano che i segnali sismici dei fuochi d’artificio possono essere utilizzati per scopi scientifici avanzati. Una pubblicazione di ricercatori cinesi ha mostrato come, durante il Capodanno cinese, queste vibrazioni permettano di “visualizzare” le strutture geologiche superficiali con tecniche simili alla tomografia sismica.
Esistono precedenti storici nell’uso scientifico dei fuochi d’artificio?
Già tra il 1984 e il 1985, alcuni ricercatori giapponesi scoprirono che i grandi spettacoli pirotecnici dei festival estivi generavano onde sufficientemente potenti da essere registrate dai sismometri. Questo approccio consentì studi scientifici senza l’uso di esplosivi artificiali. In alcuni casi, posizionando sensori attorno a un vulcano, fu possibile misurare la velocità delle onde sismiche attraverso una cupola di lava, aprendo nuove prospettive per la ricerca geofisica.