
- Perché autovelox e Tutor potrebbero spegnersi? Cosa prevede il decreto MIT? Quali rischi per Comuni, multe e sicurezza stradale?
Trasporti, Codacons: da maggio a rischio spegnimento non solo degli autovelox ma anche dei Tutor in autostrada
La questione autovelox in Italia rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso nazionale. A partire da maggio, non solo gli autovelox, ma anche Tutor, Telelaser e sistemi Vergilius potrebbero essere spenti su gran parte delle strade e delle autostrade italiane. L’allarme arriva dal Codacons, dopo il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sull’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità, che dovrebbe entrare in vigore a fine maggio, previo via libera di Bruxelles.
Perché autovelox, Tutor e Telelaser rischiano lo spegnimento da maggio?
Il nodo centrale riguarda le nuove regole sull’omologazione degli autovelox. Secondo il Codacons, su 3.873 apparecchi dichiarati dagli enti locali tramite la nuova piattaforma telematica, solo 1.282 risultano conformi ai requisiti previsti dal decreto MIT.
Tutti gli altri dispositivi dovranno essere spenti in attesa di completare le procedure di omologazione. In caso contrario, l’utilizzo di strumenti non conformi espone i Comuni a ricorsi di massa, annullamento delle multe, spese legali elevate e persino a possibili responsabilità davanti alla Corte dei Conti per danno erariale.
Cosa rischiano i Comuni che continuano a usare autovelox non omologati?
I Comuni che sceglieranno di mantenere attivi dispositivi considerati fuorilegge andranno incontro a una valanga di ricorsi degli automobilisti. Le sanzioni per eccesso di velocità potrebbero essere annullate, con gravi conseguenze sui bilanci comunali.
Al contrario, gli enti locali che decideranno di spegnere autovelox e Tutor potrebbero assistere a un aumento degli incidenti stradali, venendo meno l’effetto deterrente dei controlli elettronici della velocità.
Il problema riguarda anche le autostrade italiane?
Sì. Il caos normativo non riguarda solo le strade urbane ed extraurbane, ma coinvolge anche la rete autostradale. Le nuove regole sull’omologazione si applicano infatti anche ai sistemi Tutor e Vergilius, installati su numerose tratte e fondamentali per il controllo della velocità media.
Secondo il Codacons, proprio questi strumenti hanno contribuito in modo decisivo al miglioramento della sicurezza stradale in autostrada.
Quali sono i dati su incidenti, morti e feriti in autostrada dal 2002 a oggi?
I numeri diffusi dal Codacons mostrano un calo netto dell’incidentalità stradale:
- Incidenti in autostrada: -42,3%, da 16.359 nel 2002 a 9.443 nel 2024
- Morti: -68%, da 801 a 256
- Feriti: -44,35%, da 27.827 a 15.479
Dati che evidenziano l’impatto positivo dei sistemi di controllo elettronico della velocità, come Tutor e autovelox, sulla riduzione degli incidenti e delle vittime della strada.
Perché il Codacons parla di situazione “fuori controllo”?
Secondo l’associazione dei consumatori, l’Italia non è riuscita a creare un equilibrio tra legalità delle sanzioni e sicurezza stradale. Da un lato, i cittadini hanno diritto a multe legittime, basate su dispositivi omologati e certificati. Dall’altro, la sicurezza sulle strade dovrebbe rappresentare la priorità assoluta per gli enti locali.
In molti casi, sostiene il Codacons, gli autovelox sono stati utilizzati più come strumento per fare cassa che come mezzo di prevenzione degli incidenti, generando oggi un sistema fragile, esposto a ricorsi, incertezze normative e rischi concreti per la sicurezza di automobilisti e motociclisti.