
- Stop ai numeri falsi: funzioneranno davvero i nuovi filtri anti-spoofing?
- Le chiamate moleste diminuiranno?
- Cosa devono aspettarsi gli utenti?
Telemarketing: stop ai finti numeri mobili. Ma le chiamate moleste sono davvero finite?
L’entrata in vigore del blocco alle chiamate commerciali provenienti da finti numeri mobili italiani segna un nuovo passo nella lotta contro lo spoofing e il telemarketing aggressivo. Gli utenti sperano in una riduzione delle telefonate truffaldine, ma i dubbi rimangono.
Secondo Massimiliano Dona, presidente di Unione Nazionale Consumatori, il provvedimento rappresenta soltanto “un piccolo passettino in avanti” e non la soluzione definitiva a un problema che continua a generare milioni di segnalazioni ogni anno.
Cosa cambia da oggi per chi riceve chiamate moleste
Il nuovo sistema introdotto dall’Agcom mira a filtrare e bloccare tutte le chiamate che, pur mostrando numeri italiani, provengono da call center irregolari situati all’estero.
Finora questi numeri apparivano sul display come cellulari italiani attendibili, rendendo difficile per l’utente capire se rispondere o meno.
Da oggi, invece, gli operatori telefonici sono obbligati a verificare l’autenticità del numero prima di far arrivare la chiamata al destinatario. È una misura che, nelle intenzioni dell’Autorità, dovrebbe ridurre la quantità di telefonate fraudolente che simulano numeri mobili nazionali, una tecnica particolarmente insidiosa perché utilizza numerazioni apparentemente innocue e familiari.
Che cos’è lo spoofing e perché è così pericoloso
Lo spoofing è una tecnica che permette di manipolare il numero di telefono visualizzato dal destinatario.
Questa pratica è diventata uno degli strumenti principali per:
- mascherare l’origine reale delle chiamate,
- far credere all’utente di essere contattato da un ente affidabile,
- avviare tentativi di phishing telefonico,
- accedere a dati sensibili e home banking,
- incrementare l’aggressività delle campagne commerciali illegittime.
Molti consumatori hanno ricevuto, negli ultimi anni, telefonate che sembravano provenire dalla propria banca o da servizi clienti ufficiali, quando invece erano operate da call center situati in Paesi difficili da controllare.
Il software utilizzato da queste strutture è in grado di generare migliaia di numerazioni al giorno, inviando milioni di chiamate automatiche e aggirando i sistemi antispam dei telefoni.

I primi filtri anti-spoofing: un sistema in evoluzione
Il percorso di implementazione dei filtri anti-spoofing è iniziato il 19 agosto, quando l’Agcom ha attivato i primi blocchi alle chiamate che apparivano come provenienti da numeri fissi italiani.
Questa misura, pur iniziale, ha permesso di arginare i tentativi più grossolani di falsificazione.
Da oggi la protezione viene estesa anche ai numeri mobili, più difficili da verificare e spesso utilizzati nei tentativi di frode. Per arrivare a questo risultato è stato necessario più tempo, poiché i controlli sulle numerazioni mobili sono tecnicamente più complessi e richiedono verifiche in tempo reale.
Come funzionano i nuovi filtri di rete
I nuovi filtri di rete operano con un sistema di controlli progressivi:
1. Verifica dell’attività del numero
L’operatore controlla se il numero italiano che appare sul display è attivo.
Se non lo è, la chiamata viene bloccata immediatamente.
2. Verifica del roaming
Se il numero è attivo, viene verificato lo stato del suo utilizzatore: si trova all’estero in roaming internazionale?
- Se la risposta è sì, la chiamata è considerata legittima e viene inoltrata.
- Se la risposta è no, la chiamata viene classificata come sospetta e viene bloccata.
Questo meccanismo è stato progettato anche per evitare di penalizzare le chiamate autentiche provenienti da italiani in viaggio all’estero.

Perché il blocco non basta a fermare le chiamate moleste
Secondo Unione Nazionale Consumatori, pensare che il problema delle chiamate moleste dipenda solo dallo spoofing è un errore.
Il fenomeno è alimentato anche da operatori italiani che utilizzano pratiche commerciali aggressive, spesso subappaltando le campagne a call center con scarsa supervisione.
Inoltre, le società che operano dall’estero possono tentare di aggirare i nuovi sistemi, sfruttando falle tecnologiche o nuove tecniche di falsificazione.
Il rischio, dunque, è che i volumi delle chiamate moleste diminuiscano solo parzialmente o che si spostino su canali diversi, come SMS o messaggistica istantanea.
La proposta dei consumatori per fermare i contratti non richiesti
Tra le soluzioni più discusse c’è la proposta dell’Unc di vietare i contratti telefonici per luce e gas.
Dona sottolinea come le offerte energetiche siano troppo articolate per essere comprese e accettate durante una semplice telefonata.
Secondo l’associazione, eliminare la possibilità di aderire a un contratto tramite chiamata telefonica ridurrebbe drasticamente i casi di attivazioni non richieste, una delle cause più frequenti di contenziosi tra consumatori e operatori.
Un eventuale divieto costringerebbe le aziende a utilizzare canali più trasparenti, come e-mail certificata, firma digitale o conferma tramite documentazione scritta.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Con l’attivazione dei nuovi filtri di rete, gli operatori telefonici e l’Agcom monitoreranno il flusso delle chiamate per valutare l’efficacia delle misure e individuare eventuali nuove tecniche di elusione.
Le segnalazioni degli utenti continueranno a essere fondamentali per comprendere se le chiamate moleste diminuiranno in modo significativo o se il settore troverà vie alternative per raggiungere potenziali clienti.
Il provvedimento rappresenta quindi un passo avanti, ma non ancora la soluzione definitiva a un fenomeno che negli ultimi anni si è trasformato in una vera emergenza quotidiana per milioni di persone.