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NASA verso una base sulla Luna: piani USA, Artemis e regole ONU

| 29 Dicembre 2025

Gli USA puntano a una base permanente sulla Luna con NASA e SpaceX: obiettivi, Artemis, risorse lunari e diritto spaziale ONU.


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  • La NASA costruirà una base sulla Luna?
  • Chi guiderà il progetto? Cosa prevede Artemis?
  • A chi appartiene la Luna? Quali limiti impone l’ONU?

NASA costruirà una base sulla Luna?

Gli Stati Uniti torneranno sulla Luna e realizzeranno una base lunare permanente entro il mandato del presidente Donald Trump. A dichiararlo è il nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, che in un’intervista a CNBC ha parlato apertamente di un progetto strategico destinato a diventare il pilastro di una futura economia orbitale.

Il giorno successivo, Isaacman ha ribadito il concetto con un messaggio pubblicato su X: “Costruiremo una base sulla Luna”. Una dichiarazione accolta con entusiasmo dal CEO di SpaceX, Elon Musk, che ha commentato con un semplice “geniale”.


Chi è Jared Isaacman e perché il suo ruolo è centrale?

Jared Isaacman è un imprenditore miliardario, ex astronauta civile e alleato di lunga data di Elon Musk. La sua nomina alla guida della NASA rafforza l’asse tra amministrazione statunitense e settore privato, in particolare con le grandi aziende dell’aerospazio.

Secondo Isaacman, il rinnovato impegno politico verso la esplorazione lunare è fondamentale per sbloccare il potenziale scientifico, economico e di sicurezza nazionale dello spazio. La Luna, ha spiegato, rappresenta un laboratorio naturale per nuove tecnologie e infrastrutture strategiche.


Quali attività sono previste sulla superficie lunare?

La futura base sulla Luna non sarà solo un avamposto scientifico. Tra le opportunità allo studio figurano:

  • la realizzazione di infrastrutture permanenti
  • l’installazione di data center lunari
  • lo sviluppo di sistemi energetici avanzati
  • la possibile estrazione di elio-3, un gas raro presente nel regolite lunare, considerato promettente per la fusione nucleare

Dopo la costruzione della base, la NASA valuterà anche investimenti in energia nucleare spaziale e propulsione nucleare, tecnologie ritenute cruciali per missioni più profonde nel Sistema Solare.


Che ruolo ha il programma Artemis nella nuova corsa alla Luna?

La strategia statunitense ruota attorno al programma Artemis, sviluppato in collaborazione con SpaceX, Blue Origin e Boeing. L’obiettivo è stabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna e preparare future missioni con equipaggio su Marte.

Secondo Isaacman, Artemis II, il primo volo di prova con equipaggio del razzo Space Launch System e della capsula Orion, partirà a breve. A seguire ci sarà Artemis III, missione che prevede un allunaggio grazie al sistema sviluppato da SpaceX.


Quali tecnologie renderanno più frequenti i viaggi Terra-Luna?

Sia SpaceX sia Blue Origin stanno perfezionando razzi di grande capacità dotati di trasferimento criogenico del propellente in orbita. Questa tecnologia consentirà missioni più frequenti, più economiche e logisticamente sostenibili tra la Terra e la Luna.

Per la NASA, si tratta di un passaggio chiave per trasformare la Luna in un vero hub operativo spaziale.


A chi appartiene la Luna secondo il diritto internazionale?

Lo sbarco dell’Apollo 11 nel luglio del 1969 segnò una svolta storica per l’umanità. Tuttavia, la bandiera statunitense piantata sul suolo lunare non ha mai attribuito diritti di proprietà agli Stati Uniti.

Secondo il diritto spaziale internazionale, la risposta è chiara: la Luna non appartiene a nessuno.


Cosa stabilisce il Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico?

Entrato in vigore nel 1967, il Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico, ratificato da oltre cento Paesi tra cui USA, URSS, Regno Unito e membri dell’ONU, stabilisce principi fondamentali:

  • nessuno Stato può rivendicare sovranità sulla Luna
  • lo spazio deve essere utilizzato a beneficio di tutta l’umanità
  • l’accesso allo spazio deve avvenire senza discriminazioni
  • l’uso dello spazio deve essere pacifico e conforme al diritto internazionale

Il trattato è uno dei pilastri giuridici che regolano le attività spaziali a livello globale.


Perché la Luna è considerata patrimonio comune dell’umanità?

Nel 1979 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il Trattato sulla Luna, che rafforza i principi precedenti. Il documento definisce i recursos naturales de la Luna come patrimonio comune dell’umanità.

Nessuno Stato, azienda o individuo può appropriarsi della superficie, del sottosuolo o delle risorse lunari. Anche la presenza di basi, veicoli spaziali o personale non genera diritti di proprietà.


È possibile costruire basi lunari rispettando le regole ONU?

Sì. I trattati internazionali consentono agli Stati di esplorare e utilizzare la Luna, costruendo basi lunari ed estraendo risorse minerarie, purché le attività avvengano nel rispetto del diritto internazionale e a beneficio dell’umanità intera.

Oggi USA, Russia, Cina, Unione Europea, India e Giappone stanno sviluppando programmi lunari avanzati. Anche Elon Musk e SpaceX hanno annunciato piani per una base lunare permanente, vista come tappa intermedia per le missioni umane verso Marte.

Se questi progetti seguiranno le regole stabilite dalle Nazioni Unite, la nuova corsa alla Luna potrebbe trasformarsi in un’opportunità condivisa per il progresso scientifico e tecnologico globale.