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IA generativa: Google rischia la pubblicità, Microsoft cresce cloud

| 12 Gennaio 2026

L’IA generativa mette sotto pressione il business pubblicitario di Google, mentre Microsoft rafforza la crescita del cloud con Azure.


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  • L’IA generativa può ridurre i ricavi di Google?
  • Perché Microsoft è favorita?
  • Chi vince la sfida tra pubblicità e cloud?

In che modo l’IA generativa mette a rischio il business pubblicitario di Google?

La corsa globale all’intelligenza artificiale generativa accelera verso il 2026 e divide profondamente gli analisti di mercato. Al centro del dibattito c’è Google, controllata da Alphabet, il cui modello storico di pubblicità online potrebbe essere messo sotto pressione proprio dall’evoluzione dell’IA.

Secondo diversi osservatori, l’integrazione dell’IA generativa nei motori di ricerca rischia di ridurre drasticamente i clic sugli annunci, base del business pubblicitario di Google. Le risposte generate direttamente dall’IA forniscono informazioni immediate agli utenti, eliminando la necessità di visitare siti esterni.

Perché l’IA generativa può “cannibalizzare” i ricavi di Google?

Durante un’intervista a Schwab Network, Cory Johnson, chief market strategist di Epistrophy Capital Research, ha definito la situazione di Google come una minaccia esistenziale. Per restare competitiva, l’azienda sarebbe costretta a stravolgere il proprio modello di business, oggi tra i più redditizi al mondo.

Storicamente, Google Search ha generato miliardi di dollari grazie ai link sponsorizzati. Con l’adozione massiccia dell’IA generativa, però, il motore di ricerca tende a fornire risposte dirette, riducendo in modo strutturale il traffico verso altri siti.

“È una vera e propria auto-cannibalizzazione”, ha spiegato Johnson. Quando l’utente ottiene subito una risposta, diminuisce la probabilità di cliccare su annunci o risultati organici, con un impatto diretto sui ricavi pubblicitari.

Gli utenti cliccano meno con le risposte generate dall’IA?

I dati citati dagli analisti indicano che, in presenza di risposte AI-generated, gli utenti sono significativamente meno propensi a visitare altre pagine rispetto alla ricerca tradizionale. Questo cambiamento di comportamento rappresenta un rischio concreto per il core business di Google, basato sulla monetizzazione del traffico.

Perché Microsoft è vista come più solida nell’era dell’IA?

Una visione opposta arriva da John Freeman, cofondatore di Ravenswood Partners, che guarda con maggiore favore a Microsoft nel periodo 2025-2026. Secondo Freeman, il gruppo di Redmond beneficia dell’IA senza subire una discontinuità interna paragonabile a quella di Google.

Il punto di forza è Microsoft Azure, la piattaforma di cloud computing, che ha recentemente registrato una crescita del 35%. L’IA in cloud rappresenta per Microsoft un potente motore di espansione, senza intaccare direttamente i suoi flussi di ricavi consolidati.

Windows e Microsoft 365 sono a rischio con l’IA?

Secondo Freeman, è improbabile che prodotti chiave come Windows e Microsoft 365 vengano destabilizzati dall’intelligenza artificiale nel breve periodo. Questo rende Microsoft una scommessa più difensiva rispetto a Google, con un profilo di rischio percepito come inferiore.

Dove si concentra la vera opportunità di investimento nell’IA?

Al di là dei colossi del software, entrambi gli analisti concordano su un punto: l’opportunità più immediata riguarda la costruzione dell’infrastruttura IA. La diffusione dell’AI generativa richiede investimenti massicci in data center, reti, energia e componenti hardware avanzati.

Johnson punta l’attenzione sul boom di spesa in centri dati hyperscale, mentre Freeman individua un’area ancora più specifica.

Perché la memoria è strategica per lo sviluppo dell’IA?

Freeman parla apertamente di una “scommessa sulla memoria”. I modelli di intelligenza artificiale di nuova generazione necessitano di enormi quantità di memoria DRAM, con una domanda destinata a crescere rapidamente.

Tra i principali beneficiari di questo trend vengono citate Micron Technology e Lam Research, aziende chiave nella filiera dei semiconduttori e delle tecnologie per la memoria, considerate centrali nell’ecosistema dell’IA ad alte prestazioni.