
- Quanto paga OpenAI?
- Perché il ruolo è così rischioso?
- Chi controlla l’IA avanzata?
- Quali pericoli reali preoccupa la sicurezza dell’intelligenza artificiale?
Quanto paga OpenAI per il ruolo più delicato nella sicurezza dell’IA?
OpenAI, l’azienda creatrice di ChatGPT, ha pubblicato una delle offerte di lavoro più sorprendenti del settore tecnologico. In palio ci sono 555.000 dollari l’anno, più partecipazione azionaria, per la posizione di Head of Preparedness, un ruolo strategico dedicato alla prevenzione dei rischi estremi dell’intelligenza artificiale avanzata.
Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Sam Altman, si tratta di un incarico ad altissima pressione: “Sarà un lavoro stressante e dovrai buttarti subito nella mischia”. Un’affermazione che riflette la complessità e la delicatezza della funzione.
Quali sono le responsabilità dell’Head of Preparedness di OpenAI?
Il responsabile della AI Safety avrà il compito di identificare, valutare e mitigare minacce emergenti legate ai modelli di intelligenza artificiale generativa. Tra queste rientrano rischi per la salute mentale, la cybersecurity, la disinformazione e persino potenziali minacce biologiche.
Il ruolo prevede anche il monitoraggio delle cosiddette capacità di frontiera, ovvero quelle abilità dell’IA che, se utilizzate in modo improprio, potrebbero causare danni gravi alla società.
Perché questo ruolo è considerato ad altissimo rischio?
Non è la prima volta che posizioni simili vengono introdotte nei grandi laboratori di IA. In passato, diversi dirigenti incaricati della sicurezza dell’intelligenza artificiale hanno lasciato l’incarico dopo poco tempo, sopraffatti dalla pressione costante e dalla rapidità dell’evoluzione tecnologica.
Il contesto attuale rende il compito ancora più complesso: i modelli diventano più potenti, mentre le regole restano indietro.
Perché cresce la paura nell’industria dell’intelligenza artificiale?
Il timore non arriva da osservatori esterni, ma dai protagonisti stessi del settore. Mustafa Suleyman, CEO di Microsoft AI, ha recentemente avvertito: “Se non sei un po’ spaventato in questo momento, significa che non stai prestando attenzione”.
Sulla stessa linea Demis Hassabis, cofondatore di Google DeepMind e premio Nobel, ha parlato del rischio che i sistemi di IA “deraglino in modi dannosi per l’umanità”.
L’intelligenza artificiale è davvero poco regolamentata?
A differenza di altri settori sensibili, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale è ancora frammentata e debole a livello globale. Il ricercatore Yoshua Bengio, tra i massimi esperti mondiali di IA, ha sintetizzato il problema con una frase diventata virale:
“Un panino è più regolamentato dell’intelligenza artificiale”.
Negli Stati Uniti, in particolare, la resistenza politica a norme più stringenti ha spinto le aziende verso forme di autoregolarizzazione, con tutti i rischi che questo comporta.
Quali sono i rischi concreti già emersi con l’IA avanzata?
Negli ultimi mesi, Anthropic ha segnalato i primi cyberattacchi condotti in larga parte da sistemi di IA, sotto la supervisione di attori statali cinesi.
OpenAI ha ammesso che il suo modello più recente è quasi tre volte più efficace nell’hacking rispetto a versioni di appena tre mesi prima, anticipando che questa capacità continuerà a crescere.
Quali cause legali coinvolgono OpenAI e ChatGPT?
La società è attualmente coinvolta in cause giudiziarie sensibili. Una è stata avviata dalla famiglia di un ragazzo di 16 anni che si è tolto la vita dopo presunte interazioni problematiche con ChatGPT. Un’altra accusa il chatbot di aver rafforzato deliri paranoidi in un uomo che ha poi ucciso la madre e si è suicidato.
OpenAI ha definito questi episodi “profondamente strazianti” e ha dichiarato di stare migliorando l’addestramento dei modelli per riconoscere segnali di disagio emotivo, ridurre l’intensità delle conversazioni e indirizzare verso supporto umano reale.
Perché lo stipendio include anche azioni OpenAI?
Oltre al compenso fisso, l’offerta prevede una quota non specificata di azioni OpenAI, società oggi valutata circa 500 miliardi di dollari. Un incentivo proporzionato a una responsabilità che, secondo Altman, punta ad “aiutare il mondo” in una fase senza precedenti per la tecnologia.
Che cos’è la AI Safety e perché è diventata cruciale?
La AI Safety è il campo che mira a garantire che i sistemi di intelligenza artificiale avanzata siano prevedibili, controllabili e allineati ai valori umani, anche quando acquisiscono maggiore autonomia decisionale.
Con l’integrazione di strumenti come ChatGPT in ambiti sensibili – istruzione, sanità, programmazione, sicurezza informatica – l’obiettivo è prevenire usi impropri, errori critici e comportamenti imprevisti capaci di generare danni reali.
Dove si studia la sicurezza dell’intelligenza artificiale?
La sicurezza dell’IA è oggi un’area centrale di ricerca. Negli Stati Uniti, MIT e Stanford lavorano su sistemi affidabili, etica algoritmica e controllo umano dell’IA. In Europa, l’Università di Oxford guida il dibattito sui rischi a lungo termine attraverso il Future of Humanity Institute.
Carnegie Mellon sviluppa modelli verificabili e resistenti a manipolazioni, mentre laboratori privati come OpenAI, DeepMind e Anthropic testano internamente comportamenti estremi, bias, disobbedienza alle istruzioni e generazione di contenuti dannosi.
Perché OpenAI cerca ora esperti di AI Safety?
L’accelerazione dell’intelligenza artificiale generativa ha portato la AI Safety fuori dai confini accademici. Milioni di persone interagiscono ogni giorno con sistemi capaci di scrivere, analizzare, programmare e consigliare.
In questo scenario, la ricerca di OpenAI non guarda alla fantascienza, ma a una necessità concreta: anticipare rischi reali in tecnologie che evolvono più velocemente delle normative globali. La sicurezza dell’intelligenza artificiale si conferma così uno dei fronti più critici per il futuro immediato del settore.