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3I/ATLAS, la Cometa Interstellare in fuga: Missione di Intercettazione

| 21 Dicembre 2025

La cometa interstellare 3I/ATLAS si allontana dalla Terra: gli scienziati valutano una missione spaziale per intercettarla prima che scompaia.


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  • La cometa 3I/ATLAS sta lasciando il Sistema Solare?
  • È ancora possibile intercettarla?
  • Quali missioni spaziali sono allo studio?

Che cos’è la cometa interstellare 3I/ATLAS e perché affascina gli scienziati?

Osservata mentre attraversa il Sistema Solare con i telescopi più potenti mai realizzati, analizzata tramite sonde in orbita attorno al Sole e robot su Marte, la cometa interstellare 3I/ATLAS resta ancora oggi avvolta dal mistero. Nonostante il passaggio ravvicinato alla Terra il 19 dicembre, l’oggetto appare come una nube indistinta di gas e polveri.

Scoperta all’inizio di luglio, 3I/ATLAS è diventata in poche settimane uno degli oggetti celesti più studiati degli ultimi anni. Tuttavia, molte informazioni chiave restano incerte: origine, età, dimensioni, composizione e forma non sono ancora ben definite. Proveniente da una regione lontana della Via Lattea, la sua storia potrebbe non essere mai completamente ricostruita.


3i atlas cometa interstellare
La cometa interstellare 3I/ATLAS osservata durante il passaggio nel Sistema Solare interno.

Perché è così difficile studiare un oggetto interstellare?

Nonostante l’impiego di osservatori terrestri, telescopi spaziali come il James Webb Space Telescope (JWST) e sofisticati strumenti di analisi della luce, le informazioni ricavabili restano limitate. Le tecnologie attuali consentono solo stime approssimative su dimensioni, struttura e composizione chimica.

Gli oggetti interstellari (ISO) viaggiano a velocità elevatissime e attraversano rapidamente il Sistema Solare. Questo rende estremamente complesso osservarli a lungo o seguirli da vicino. Una volta superata la regione interna, diventano troppo lontani e deboli per studi approfonditi.


È possibile intercettare 3I/ATLAS con una sonda spaziale?

Alcuni scienziati propongono una soluzione ambiziosa: intercettare la cometa con una missione spaziale dedicata. Un’operazione del genere permetterebbe di fotografarne la superficie, analizzarne direttamente i materiali e, potenzialmente, raccogliere campioni interstellari per la prima volta nella storia.

Secondo gli astronomi, questi dati potrebbero chiarire come si formano i pianeti extrasolari, quanto è comune un sistema simile al nostro e persino fornire indizi sulla vita nell’universo. L’occasione, però, è unica: una volta lasciato il Sistema Solare, 3I/ATLAS non tornerà più.

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Collage di immagini della **cometa interstellare 3I/ATLAS** durante il passaggio nel Sistema Solare, osservata da diversi telescopi mentre si allontana dalla Terra.

Come è stata scoperta 3I/ATLAS?

Il 1° luglio, il sistema ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) ha individuato un oggetto in rapido avvicinamento oltre l’orbita di Giove, con una velocità superiore a 210.000 km/h. ATLAS, progettato per individuare potenziali minacce per la Terra, utilizza telescopi in Hawaii, Cile e Sudafrica.

In meno di 24 ore, la NASA ha confermato la natura interstellare dell’oggetto, battezzandolo 3I/ATLAS. Si tratta del terzo oggetto interstellare mai rilevato, dopo ‘Oumuamua nel 2017 e la cometa 2I/Borisov nel 2019.


3I/ATLAS è davvero una cometa aliena?

Nonostante la diffusione di teorie infondate su presunte sonde aliene, le osservazioni iniziali indicano chiaramente che 3I/ATLAS è una cometa, probabilmente una delle più antiche mai osservate. La sua origine è attribuita a una regione periferica della galassia, lontana dal nostro sistema planetario.

Questi visitatori interstellari rappresentano una rara opportunità scientifica: studiare altri sistemi stellari senza dover intraprendere viaggi che richiederebbero generazioni e tecnologie ancora fantascientifiche.


Perché gli oggetti interstellari sono così importanti per l’astronomia?

Gli ISO sono considerati reliquie della formazione planetaria. Analizzarli e confrontarli con asteroidi e comete del Sistema Solare può offrire una visione inedita dei processi che hanno dato origine ai sistemi planetari della galassia.

Ogni oggetto interstellare è una sorta di “campione gratuito” proveniente da un altro quartiere cosmico, capace di raccontare storie lontane miliardi di anni.

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Traiettoria: Rappresentazione di una possibile missione di intercettazione della cometa interstellare 3I/ATLAS.

In che modo si potrebbe inseguire 3I/ATLAS mentre lascia il Sistema Solare?

Attualmente, 3I/ATLAS si trova a circa 270 milioni di chilometri dalla Terra e si allontana rapidamente. Entro un anno potrebbe superare l’orbita di Nettuno, rendendo impossibile un’intercettazione ravvicinata nel Sistema Solare interno.

L’unica opzione realistica sarebbe inseguirla con una sonda che utilizzi le cosiddette manovre di Oberth, sfruttando la gravità di corpi massicci come il Sole o Giove per aumentare drasticamente la velocità.


Cos’è il Project Lyra e perché è ancora sulla carta?

Il concetto di missione “inseguitrice” è stato proposto nel 2022 con il Project Lyra, pensato inizialmente per raggiungere ‘Oumuamua. Il piano prevedeva un lancio nel 2028 e un’intercettazione dopo decenni di viaggio.

Il limite principale di questo approccio è il tempo: anche con un lancio nei primi anni Trenta, i dati arriverebbero solo intorno alla metà del secolo. Inoltre, i costi stimati sono elevati, paragonabili a missioni come New Horizons, con un budget superiore ai 700 milioni di dollari.


Esiste un’alternativa più rapida: l’approccio “hide-and-seek”?

Alcuni ricercatori suggeriscono di prepararsi al prossimo oggetto interstellare, invece di inseguire quelli già in fuga. L’idea è posizionare una sonda in un punto di Lagrange vicino alla Terra, pronta a intervenire rapidamente.

Questo approccio, definito “hide-and-seek”, è alla base della missione Comet Interceptor dell’ESA, prevista per il lancio nel 2029. La sonda resterà in attesa finché non verrà individuato un bersaglio adatto.


La missione Comet Interceptor può intercettare oggetti interstellari?

Pur non essendo progettata esclusivamente per gli oggetti interstellari, Comet Interceptor è pensata per studiare comete non periodiche, con orbite poco conosciute. In caso di scoperta di un ISO raggiungibile, la missione potrebbe essere adattata rapidamente.

Il vantaggio principale è la tempestività: niente attese di decenni e osservazioni nel momento di massima attività, quando le comete rilasciano più gas, polveri e luce.


È possibile raccogliere campioni da un oggetto interstellare?

La velocità elevata degli ISO rende quasi impossibile un rendez-vous prolungato o un atterraggio, come avvenuto con la missione OSIRIS-REx sull’asteroide Bennu. Un’alternativa teorica è la missione impactor, simile al test DART, che prevederebbe una collisione controllata.

Questa soluzione presenta però rischi tecnici elevati, soprattutto con le comete, e potrebbe generare detriti potenzialmente pericolosi. Per questo motivo, molti esperti la considerano prematura.


Qual è la strategia migliore per le future missioni interstellari?

Con risorse limitate, la maggior parte degli scienziati ritiene che un intercettore “hide-and-seek” rappresenti il miglior compromesso tra costi, tempistiche ed efficacia scientifica. Una sonda relativamente semplice, dotata di camere ad alta risoluzione e spettrografi, potrebbe fornire dati fondamentali durante un flyby ravvicinato.

Nel caso di una cometa, dispositivi per la raccolta di polveri cosmiche potrebbero consentire l’analisi diretta di materiale interstellare.


Quanti oggetti interstellari attraversano il Sistema Solare?

Secondo le stime, potrebbero essercene migliaia, ma la maggior parte resta invisibile perché troppo piccola, lontana o veloce. L’entrata in funzione del Vera C. Rubin Observatory in Cile promette di rivoluzionare questo scenario, permettendo di individuare molti più ISO e con maggiore anticipo.

Questo aumenterà le probabilità di intercettare il bersaglio giusto, scegliendo tra asteroidi interstellari e comete interstellari, privilegiando quelle con traiettorie favorevoli e maggiore attività.