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Sindrome da ritardo di fase del sonno: cos’è, sintomi, cause e trattamenti

| 1 Settembre 2025

Scopri cos'è la sindrome da ritardo di fase del sonno, i sintomi più comuni, le cause scientifiche e i trattamenti più efficaci per combatterla.


sindrome ritardo di fase sonno

  • Perché fai fatica ad addormentarti?
  • Che cos’è la sindrome da ritardo di fase?
  • Esistono cure efficaci?
  • Quando bisogna consultare uno specialista?

In un mondo sempre più connesso e frenetico, molte persone si trovano a posticipare regolarmente l’orario in cui vanno a dormire. Tuttavia, quando questo comportamento si ripete in modo sistematico e indipendentemente dalla volontà dell’individuo, potrebbe trattarsi di un disturbo del sonno vero e proprio: il sindrome da ritardo di fase del sonno (DSPS – Delayed Sleep Phase Syndrome).

Questo disturbo, che può compromettere seriamente la qualità della vita, è più comune di quanto si pensi, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.

Cos’è il sindrome da ritardo di fase del sonno

Il sindrome da ritardo di fase del sonno è un disturbo del ritmo circadiano caratterizzato da un significativo e persistente ritardo nell’orario di inizio e fine del sonno, spesso superiore a due ore rispetto ai ritmi socialmente accettati.

Secondo esperti neurofisiologi, il paziente ha grandi difficoltà ad addormentarsi in orari convenzionali, ma una volta che si addormenta, la durata e la qualità del sonno sono normali, purché gli sia permesso di seguire il suo ritmo naturale.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la vita quotidiana impone orari rigidi: svegliarsi presto per lavoro o per la scuola diventa una vera sfida, causando sonnolenza diurna e stanchezza cronica.

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Sindrome da ritardo di fase del sonno: sintomi e cause principali del disturbo del ritmo circadiano.

Cause del disturbo: una questione di disallineamento interno

Il ciclo sonno-veglia è regolato da due principali processi biologici:

  • Il ritmo circadiano, controllato dal nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, che regola la tendenza a dormire e a restare svegli lungo le 24 ore;
  • Il processo omeostatico del sonno, che aumenta la propensione al sonno quanto più tempo si resta svegli.

Nei pazienti con sindrome da ritardo di fase, alcuni marcatori del ritmo circadiano – come la temperatura corporea minima e l’inizio della secrezione della melatonina – si manifestano più tardi rispetto alla norma. Questo suggerisce una desincronizzazione tra il ritmo interno e gli stimoli esterni, come la luce solare.

In molti casi, il ritmo circadiano di questi soggetti supera le 24 ore, rendendo difficile l’adattamento alle normali routine quotidiane. Inoltre, comportamenti come l’uso serale di dispositivi elettronici o l’abitudine a svegliarsi tardi, possono aggravare il ritardo di fase esponendo il cervello alla luce nelle ore sbagliate.

Quando lo stile di vita alimenta il problema

La componente sociale gioca un ruolo chiave. Abitudini come lavorare o studiare fino a tarda notte, frequenti cambi di fuso orario o turni di lavoro notturni, contribuiscono a spostare ulteriormente il ritmo sonno-veglia.

Gli esperti sottolineano anche che molte persone affette da DSPS presentano un cronotipo serale: sono naturalmente più vigili, attive e concentrate nelle ore serali, con picchi di prestazione cognitiva e fisica che si manifestano tardi nella giornata.

Questo è particolarmente comune tra i giovani, soprattutto nella seconda decade di vita, in cui si verifica un slittamento biologico naturale verso orari più notturni.

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Come migliorare il sonno con buone abitudini e consigli per chi soffre di ritardo di fase del sonno.

I sintomi quotidiani del disturbo

Cercare di adattare un orologio biologico sfasato agli orari imposti dalla società può provocare effetti debilitanti:

  • Difficoltà a svegliarsi al mattino, spesso accompagnate da confusione e senso di stordimento;
  • Sonnolenza diurna persistente, con riduzione della vigilanza e del rendimento;
  • Affaticamento cronico e irritabilità;
  • Disturbi cognitivi e compromissione della memoria e della concentrazione;
  • Maggior rischio di depressione e altri disturbi dell’umore.

A lungo termine, la privazione cronica di sonno può portare a danni neurologici, alterazioni della plasticità cerebrale e problematiche gravi anche a livello metabolico.

In ambito sociale ed economico, le conseguenze non sono meno rilevanti: il disturbo può comportare assenze scolastiche o lavorative, perdita del posto di lavoro e fallimenti accademici.

Diagnosi e trattamenti più efficaci

Il trattamento della sindrome da ritardo di fase del sonno si basa sull’anticipo graduale dell’orologio biologico. Le principali strategie terapeutiche includono:

Cronoterapia

Consiste nel posticipare progressivamente l’orario del sonno fino a riportarlo all’orario desiderato, in un ciclo completo di 24 ore. È una tecnica che richiede costanza, ma può essere efficace se seguita con precisione.

Uso di cronobiotici

La melatonina, somministrata in dosi basse alcune ore prima dell’orario di sonno desiderato, è una sostanza utile per regolare il ritmo circadiano e anticipare il sonno.

Fototerapia

L’esposizione alla luce intensa (naturale o artificiale) al mattino presto aiuta a rafforzare la fase diurno-attiva del ciclo sonno-veglia. È altrettanto importante evitare la luce blu di smartphone, tablet o TV nelle ore serali.

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Trattamenti efficaci per la sindrome da ritardo di fase: cronoterapia, melatonina e fototerapia.

Strategie quotidiane per migliorare il ritmo del sonno

Oltre alle terapie cliniche, adottare uno stile di vita coerente può fare la differenza. Ecco alcune buone pratiche consigliate dagli esperti:

  • Mantenere una routine regolare, andando a dormire e svegliandosi alla stessa ora ogni giorno, compresi i weekend;
  • Esporsi alla luce del sole nelle prime ore del mattino, ad esempio con una passeggiata o facendo colazione all’aperto;
  • Fare attività fisica al mattino, evitando allenamenti intensi la sera;
  • Limitare l’uso di dispositivi elettronici prima di dormire, preferendo attività rilassanti come la lettura;
  • Consultare un medico specializzato in medicina del sonno per una diagnosi personalizzata e un trattamento su misura.

Conclusioni

Il sindrome da ritardo di fase del sonno non è una semplice abitudine o una preferenza personale. Si tratta di un disturbo del ritmo circadiano che può avere effetti profondi sulla salute fisica, mentale e sociale.

Riconoscerlo e affrontarlo con l’aiuto di professionisti, adottando al contempo strategie di igiene del sonno e tecniche specifiche, può migliorare in modo significativo la qualità della vita dei pazienti. La chiave è la costanza, la pazienza e l’intervento mirato.