
- Mangiare formaggio protegge il cervello?
- Quali tipi funzionano?
- Quanti grammi al giorno?
- E cosa dice davvero la scienza?
Formaggio e demenza: lo studio che collega il consumo quotidiano a un rischio più basso
Il formaggio potrebbe avere un ruolo nella prevenzione della demenza. È quanto emerge da un nuovo studio scientifico pubblicato su Neurology, la rivista ufficiale della American Academy of Neurology, che associa il consumo quotidiano di formaggi ad alto contenuto di grassi a una riduzione del rischio di sviluppare demenza nel lungo periodo.
Secondo i ricercatori, sarebbe sufficiente consumare 50 grammi di formaggio al giorno per osservare un effetto protettivo statisticamente significativo, in particolare con prodotti che superano il 20% di grassi.
Mangiare formaggio può ridurre il rischio di demenza?
Lo studio suggerisce che un’assunzione regolare di formaggio grasso è associata a un minor rischio di demenza per tutte le cause. I risultati indicano una riduzione del rischio pari al 13% tra chi consuma almeno 50 grammi al giorno rispetto a chi ne consuma meno di 15 grammi.
L’associazione riguarda in particolare formaggi come brie, gouda, cheddar, groviera, oltre a prodotti tipici italiani come parmigiano e mozzarella.
Quali formaggi sono coinvolti nello studio?
I benefici osservati riguardano esclusivamente i formaggi ad alto contenuto di grassi. Nessuna correlazione significativa è stata riscontrata per:
- formaggi magri
- panna a basso contenuto di grassi
- latte (intero o scremato)
- yogurt e kefir
- altri latticini fermentati
Il burro, invece, ha mostrato risultati contrastanti, con un possibile aumento del rischio di Alzheimer in caso di consumo elevato.
Chi ha condotto lo studio e su quante persone?
La ricerca è stata condotta in Svezia e ha seguito oltre 27.000 adulti per un periodo di circa 25 anni. L’analisi si basa sui dati del progetto Malmo Diet and Cancer, uno studio osservazionale di lunga durata che monitora il legame tra alimentazione e salute.
I partecipanti hanno documentato la propria dieta tramite:
- diari alimentari
- questionari sulla frequenza dei pasti
- interviste dettagliate sulle abitudini alimentari
Perché i grassi del formaggio potrebbero proteggere il cervello?
Secondo l’epidemiologa nutrizionista Emily Sonestedt dell’Università di Lund, lo studio mette in discussione le convinzioni consolidate sui grassi alimentari. Per decenni, le diete povere di grassi hanno influenzato le raccomandazioni sanitarie, portando spesso a considerare il formaggio come un alimento da limitare.
I risultati suggeriscono invece che alcuni latticini ricchi di grassi possano avere un impatto positivo sulla salute del cervello, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra nutrizione e funzioni cognitive.
Che cos’è la demenza e perché è un problema globale?
La demenza è un termine che indica un insieme di patologie caratterizzate da un progressivo deterioramento di memoria, capacità cognitive e comportamento, tale da interferire con le attività quotidiane.
Secondo il Ministero della Salute, la demenza non è una conseguenza naturale dell’invecchiamento, ma deriva da malattie specifiche, tra cui:
Quante persone convivono con la demenza nel mondo e in Italia?
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 55 milioni di persone nel mondo convivono con una forma di demenza. Le stime indicano una crescita costante, con un possibile aumento fino a 150 milioni di casi entro il 2050.
In Italia, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) stimano:
- 1.241.000 persone affette da demenza
- 50–60% dei casi legati all’Alzheimer
- circa 900.000 persone con deficit cognitivo lieve
Le proiezioni parlano di oltre 2,2 milioni di casi entro il 2050.
Quali sono i limiti dello studio sul formaggio e la demenza?
La ricerca presenta alcuni limiti metodologici. Il principale riguarda il fatto che il consumo di formaggio è stato registrato in un momento preciso, circa 25 anni prima della diagnosi di demenza.
Secondo gli esperti, è probabile che dieta e stile di vita dei partecipanti siano cambiati nel corso del tempo, influenzando i risultati. Questo aspetto invita alla cautela nell’interpretazione dei dati e sottolinea la necessità di ulteriori studi clinici.
Cosa emerge dal legame tra alimentazione e salute cognitiva?
Nonostante i limiti, lo studio rafforza l’ipotesi che l’alimentazione, e in particolare il consumo di formaggi ad alto contenuto di grassi, possa svolgere un ruolo nella prevenzione della demenza.
Un dato che contribuisce ad arricchire il dibattito scientifico sul rapporto tra dieta, grassi alimentari e salute del cervello, in un contesto globale segnato dall’aumento dei disturbi cognitivi.