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Tutankhamon tra scienza e mito: il faraone bambino che affascina ancora oggi

| 29 Settembre 2025

La scoperta della tomba di Tutankhamon tra scienza e mito: il faraone bambino che ancora oggi affascina il mondo intero.


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  • Chi era davvero Tutankhamon?
  • Cosa rivelò la sua tomba?
  • È esistita davvero la maledizione del faraone?

Una scoperta che cambiò per sempre l’egittologia

Il 4 novembre 1922 l’archeologo britannico Howard Carter individuò l’ingresso della tomba KV62 nella Valle dei Re. Dopo giorni di attesa e preparativi, il 26 novembre riuscì ad aprire un varco e intravide per la prima volta il tesoro di Tutankhamon. Alla domanda del suo mecenate, Lord Carnarvon, «Vede qualcosa?», Carter rispose: «Sì, cose meravigliose».

Quella scena segnò l’inizio della più grande scoperta archeologica del XX secolo. La tomba, quasi intatta dopo oltre 3.000 anni, conteneva più di 5.000 reperti, dal celebre sarcofago d’oro alle maschere funerarie, dai carri cerimoniali agli oggetti di vita quotidiana.

Per un faraone che regnò solo per un decennio e morì a circa 19 anni, il destino fu sorprendente: da sovrano marginale della XVIII dinastia a icona mondiale dell’Antico Egitto.

Il faraone bambino e il suo breve regno

Salito al trono a soli 8 o 9 anni, Tutankhamon ereditò un regno instabile, segnato dalle riforme religiose di Akhenaton. Il giovane faraone ripristinò il culto di Amon e cercò di ristabilire l’ordine, ma non ebbe tempo né forza per lasciare un segno politico duraturo.

La sua morte precoce pose fine a un regno fragile, che sarebbe stato dimenticato se non fosse stato per la straordinaria scoperta della sua tomba.

La scienza che ha ricostruito la sua vita

Grazie alle tomografie computerizzate e alle analisi genetiche, gli studiosi hanno potuto restituire un’immagine inedita del faraone. I dati scientifici hanno rivelato che Tutankhamon soffriva di malformazioni ossee, una deformità al piede sinistro e ripetuti episodi di malaria.

Molti esperti ritengono che il faraone fosse costretto a usare bastoni per camminare: ne furono ritrovati più di un centinaio nella tomba. Queste evidenze smentiscono l’immagine romantica di un giovane guerriero e mostrano invece un sovrano fragile, segnato dalla malattia.

Sul tema della morte, le teorie oscillano tra una frattura al femore complicata da infezione, malattie croniche o crisi improvvise legate alla sua salute precaria. Ciò che appare certo è che non cadde in battaglia, contrariamente a quanto sostenuto per decenni.

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La tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, scoperta da Howard Carter nel 1922.

Il mito della maledizione del faraone

La scoperta della tomba non fu solo un evento scientifico, ma anche un fenomeno mediatico senza precedenti. Quando alcuni membri della spedizione morirono poco dopo l’apertura della camera funeraria, la stampa sensazionalista parlò di una “maledizione del faraone”.

Secondo questa leggenda, Tutankhamon avrebbe vendicato la profanazione del suo sepolcro. In realtà, gli storici e i medici hanno dimostrato che si trattava di morti naturali, dovute a infezioni o patologie comuni. Nessuna prova conferma l’esistenza di gas letali o trappole nella tomba.

Nonostante ciò, il mito sopravvisse e alimentò un’aura di mistero che ancora oggi affascina il pubblico. Cinema, letteratura e giornalismo hanno amplificato questa leggenda, rendendo Tutankhamon protagonista di racconti avventurosi e storie di tesori maledetti.

La rivoluzione nei musei

Il tesoro di Tutankhamon ha rivoluzionato il modo in cui i musei espongono l’arte antica. Le sue mostre itineranti hanno attirato milioni di visitatori in città come Londra, Parigi, Tokyo e Los Angeles.

Maschere, gioielli, letti rituali e oggetti quotidiani mostrano come l’Antico Egitto sapesse unire sacro e profano. Allo stesso tempo, le esposizioni moderne hanno trasformato questi reperti in icone culturali globali, arricchite da ricostruzioni digitali e tecnologie immersive.

Oggi, il Grande Museo Egizio di Giza si prepara a ospitare l’intero corredo funerario di Tutankhamon in sale appositamente progettate, rendendo possibile ammirare per la prima volta l’insieme completo.

Un’eredità che supera il tempo

Il destino di Tutankhamon è una grande parabola storica. Da faraone minore, poco rilevante nella sua epoca, si è trasformato nel volto più noto dell’Egitto antico. La sua fama non nasce dal potere politico, ma dal fascino esercitato dal suo ritrovamento.

Tra scienza e mito, tra studi medici e leggende popolari, Tutankhamon continua a incarnare l’immaginario collettivo. Il suo lascito vive nelle teche dei musei, nelle pagine dei libri, nelle produzioni cinematografiche e nei viaggiatori che ancora oggi affollano la Valle dei Re.

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Il sarcofago d’oro e i tesori di Tutankhamon, simboli eterni dell’Antico Egitto.

Un secolo di “tutmania”

Il termine “tutmania” descrive l’entusiasmo mondiale nato nel 1922 e mai del tutto sopito. L’archeologia divenne moda, la stampa pubblicava notizie quotidiane dal sito di scavo e l’egittologia conquistò il grande pubblico.

Un secolo dopo, l’incantesimo di Tutankhamon non si è spezzato: il suo volto e i suoi tesori restano simboli di mistero, splendore e scoperta. Il “faraone bambino” non è stato dimenticato, ma reinventato come simbolo eterno della storia universale.

Cronologia della scoperta e della fama di Tutankhamon

1922 – La scoperta della tomba KV62
Il 4 novembre Howard Carter trova l’ingresso della tomba nella Valle dei Re. Il 26 novembre, alla presenza di Lord Carnarvon, apre la prima camera funeraria e vede gli straordinari tesori.

1923 – La maledizione del faraone conquista la stampa
Dopo la morte improvvisa di Lord Carnarvon, i giornali alimentano la leggenda della maledizione di Tutankhamon, accrescendo la popolarità del faraone bambino.

1939 – Morte di Howard Carter
L’archeologo che scoprì la tomba muore serenamente all’età di 64 anni, smentendo di fatto la maledizione.

1961-1962 – Prime grandi mostre internazionali
Parte il tour mondiale dei tesori di Tutankhamon: milioni di visitatori affollano musei in Europa e Stati Uniti. Nasce la vera e propria tutmania globale.

2005 – Le prime tomografie computerizzate
Gli scienziati eseguono scansioni del corpo mummificato, rivelando dettagli sulla salute del faraone: deformità al piede, malaria e fragilità ossea.

2010 – Analisi genetiche
Un’équipe di ricercatori egiziani pubblica uno studio basato sul DNA, confermando malattie ereditarie e infezioni.

2018 – Trasferimento al Grande Museo Egizio
Il sarcofago e parte del corredo funerario vengono spostati al Grand Egyptian Museum (GEM) di Giza, progettato per ospitare l’intera collezione.

2022 – Centenario della scoperta
Mostre, documentari e celebrazioni ricordano i 100 anni dall’apertura della tomba di Tutankhamon, confermandone lo status di icona mondiale.

Oggi – Tutankhamon nell’era digitale
Ricostruzioni 3D, realtà virtuale e visite immersive portano la storia del faraone bambino anche online, raggiungendo nuove generazioni di appassionati.