Vai al contenuto

Calendario Lavazza 2026: italianità, arte e scatti di Alex Webb

| 4 Dicembre 2025

Il Calendario Lavazza 2026 celebra l’italianità con gli scatti di Alex Webb e un racconto visivo presentato per la prima volta ad Art Basel Miami.


Calendario%20Lavazza%202026

  • Cosa rivela il nuovo Calendario Lavazza 2026?
  • Come racconta l’italianità?
  • Perché presentarlo ad Art Basel Miami?

Perché il Calendario Lavazza 2026 racconta la nuova italianità?

Il Calendario Lavazza 2026 rinnova il percorso creativo avviato con la campagna internazionale “Pleasure makes us human”, affidando il progetto all’agenzia Armando Testa e allo sguardo del fotografo Magnum Photos Alex Webb, maestro della street photography contemporanea noto per l’uso magistrale della luce e del colore.

Dove viene presentato il Calendario Lavazza 2026?

Per la prima volta, Lavazza svela il nuovo Calendario durante Art Basel Miami Beach, una delle fiere d’arte moderna e contemporanea più prestigiose a livello mondiale.
“Essere official partner di Art Basel Miami ci permette di raccontare la nostra lunga relazione con arte e fotografia”, afferma Francesca Lavazza, board member del Gruppo.

Il Calendario Lavazza 2026 racconta l’italianità attraverso le fotografie di Alex Webb.

Perché l’arte è centrale nella visione Lavazza?

Secondo Lavazza, l’arte contemporanea è un linguaggio universale capace di unire culture e generazioni, stimolando riflessione e dialogo. La presenza ad Art Basel rappresenta un tassello fondamentale nel percorso dell’azienda a sostegno della creatività, della cultura visiva e della responsabilità sociale.

Che tipo di narrazione visiva ha costruito Alex Webb?

Webb ha dato vita a un personale “grand tour” italiano, creando una serie di immagini intense e sofisticate che superano gli stereotipi tradizionali. Il concept “Pleasure makes us human” guida ogni scatto: momenti autentici della vita quotidiana si intrecciano con richiami a cinema, pittura e fotografia, restituendo il piacere semplice e profondo dell’italianità.

Cosa raccontano gli scatti del Calendario?

Il fotografo parla di un’Italia attraversata da una tradizione estetica ancora viva: atmosfere lacustri animate dai giochi dei bambini, bar di città dove emerge un inaspettato spirito ludico, studi artistici dedicati alla modellazione del gesso, bocciofile affollate da sacerdoti, scorci marini carichi di colore, trattorie di quartiere, barberie liberty e momenti di festa come la processione di Santa Rosalia a Palermo.

Ogni scena – dodici fotografie più copertina e retro – è pervasa da luce calda e vitalità, con il caffè come elemento simbolico della convivialità e dei piccoli piaceri quotidiani.

Qual è il ruolo del caffè nella cultura italiana secondo Lavazza?

Il caffè, ricorda Francesca Lavazza, “è una scintilla, l’inizio di qualcosa”. È un gesto condiviso, spontaneo e accogliente, ma anche un momento intimo in cui prendersi cura delle relazioni. Un rituale che rappresenta un vero patrimonio culturale italiano e che, proprio per questo, è protagonista degli scatti del Calendario 2026.

Come si inserisce questo progetto nella storia culturale di Lavazza?

Con oltre trent’anni di edizioni firmate dai più importanti fotografi al mondo, il Calendario Lavazza è un racconto costante del contemporaneo. La partecipazione ad Art Basel Miami conferma l’impegno dell’azienda nella cultura visiva, un impegno consolidato da collaborazioni con istituzioni come Triennale e Mudec di Milano, la collezione Peggy Guggenheim, i musei civici di Venezia e il Guggenheim Museum di New York.

Lavazza continua così a rappresentare non solo un’icona del caffè italiano, ma anche un ambasciatore di bellezza, creatività e dialogo culturale a livello globale.