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IA e lavoro: quali professioni cambieranno entro il 2030

| 18 Dicembre 2025

L’IA cambierà il lavoro entro il 2030: milioni di persone dovranno riqualificarsi. Ecco quali settori cresceranno e quali professioni sono a rischio.


intelligenza artificiale mercato del lavoro

  • Quali lavori spariranno con l’IA?
  • Chi dovrà cambiare professione?
  • Quali competenze serviranno entro il 2030?
  • I governi sono pronti?

Il mercato del lavoro davanti alla svolta dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale trasformerà il lavoro prima del 2030: milioni di persone cambieranno occupazione a causa dell’automazione. L’impatto non sarà una cancellazione totale dei posti di lavoro, ma una trasformazione profonda delle mansioni, delle competenze richieste e dei settori più richiesti dal mercato.

L’adozione accelerata della intelligenza artificiale (IA) e dei sistemi di automazione è destinata a ridisegnare in modo radicale il mercato del lavoro globale nel prossimo decennio. Secondo un rapporto del McKinsey Global Institute (MGI), tra 400 e 800 milioni di persone potrebbero essere costrette a cambiare lavoro entro il 2030, in uno dei più grandi processi di riconversione occupazionale degli ultimi decenni.

L’analisi sottolinea che la portata del cambiamento dipenderà dalla velocità di diffusione delle tecnologie, dalle politiche pubbliche adottate e dalla capacità dei lavoratori di acquisire nuove competenze digitali. Lo scenario presenta sfide rilevanti, ma gli esperti chiariscono che non si tratta solo di perdita di posti di lavoro, bensì di una modifica strutturale della natura del lavoro.

Perché l’automazione non distruggerà tutti i posti di lavoro?

Il rapporto MGI evidenzia che gli effetti dell’automazione intelligente non si tradurranno necessariamente in una distruzione permanente dell’occupazione. Piuttosto, si assisterà a uno spostamento delle mansioni verso settori emergenti e nuove funzioni professionali.

Nello scenario più ampio, l’istituto stima che tra 75 e 375 milioni di lavoratori dovranno cambiare categoria occupazionale e riqualificarsi in ambiti differenti. La trasformazione del lavoro sarà quindi graduale ma profonda, con una crescente domanda di competenze legate a tecnologia, analisi dei dati, gestione dei sistemi digitali e soft skill avanzate.

Qual è il ruolo di governi e imprese nella riconversione professionale?

Secondo il McKinsey Global Institute, la chiave sarà la capacità delle economie di adattarsi alla nuova struttura produttiva. Le transizioni lavorative potranno essere più fluide se governi e aziende investiranno in programmi di riqualificazione su larga scala, orientati a preparare la forza lavoro alle esigenze della trasformazione digitale.

Le politiche di reskilling e upskilling diventano centrali per ridurre l’impatto sociale dell’automazione e garantire una crescita economica sostenibile.

Quali lavori saranno più colpiti dall’intelligenza artificiale?

I lavori più a rischio di automazione si concentrano nelle attività ripetitive e standardizzate. Tra queste figurano:

Secondo MGI, queste funzioni sono le più facilmente sostituibili da algoritmi di IA e robot specializzati.

Al contrario, le professioni che richiedono creatività, empatia, pensiero critico e abilità sociali mostrano una maggiore resistenza. In Stati Uniti ed Europa è già evidente un cambiamento nelle competenze richieste: oltre alle conoscenze tecniche, le imprese valorizzano adattabilità, capacità strategiche e apprendimento continuo.

L’intelligenza artificiale può creare lavori migliori?

Secondo molti economisti, il processo in corso rappresenta anche un’opportunità senza precedenti. La cosiddetta rivoluzione industriale digitale potrebbe generare nuovi posti di lavoro, caratterizzati da salari più elevati e migliore qualità della vita, a condizione che i Paesi investano in istruzione, formazione e sviluppo del talento.

La transizione tecnologica deve essere gestita in modo proattivo per evitare l’ampliamento delle disuguaglianze sociali. Investire nella formazione professionale potrebbe tradursi in un significativo aumento della produttività e del benessere economico.

Cosa dovrebbero fare i governi di fronte all’automazione?

Gli analisti del McKinsey Global Institute e di altri organismi internazionali concordano sul fatto che la risposta politica sarà determinante. Tra le misure considerate prioritarie figurano:

  • Programmi di riqualificazione professionale per i lavoratori più esposti all’automazione
  • Riforme delle politiche del lavoro e dei sistemi di protezione sociale
  • Incentivi agli investimenti in capitale umano, per favorire tecnologie complementari al lavoro umano
  • Sistemi di allerta precoce per individuare le professioni più a rischio e anticipare la riconversione

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale è già in corso. La sfida globale consiste nel garantire che il suo impatto sul futuro del lavoro sia inclusivo e sostenibile. Per molti esperti, l’automazione non rappresenta solo una minaccia, ma una leva strategica per ripensare occupazione, competenze e ruolo umano nell’economia digitale.