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Il cometa 3I/ATLAS potrebbe essere una Sonda Extraterrestre

| 1 Ottobre 2025

Scienziati ipotizzano che il cometa 3I/ATLAS sia una sonda extraterrestre, tra traiettoria insolita e composizione chimica enigmatica.


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  • Il cometa 3I/ATLAS è naturale o artificiale?
  • Potrebbe nascondere tecnologia aliena?
  • Scopri cosa dicono gli scienziati.

Il cometa 3I/ATLAS potrebbe essere una sonda extraterrestre, ipotizzano gli scienziati

Un team di astronomi internazionali ha riacceso il dibattito sulla vita intelligente nello spazio, avanzando l’ipotesi che il cometa 3I/ATLAS, scoperto a luglio, non sia un semplice corpo celeste, ma un artefatto tecnologico inviato da civiltà aliene. La proposta, avanzata dall’astrofisico di Harvard Avi Loeb, suggerisce scenari sorprendenti sul nostro vicinato cosmico.

Un oggetto insolito nel sistema solare

Il cometa 3I/ATLAS è stato individuato dalla NASA mentre attraversava il sistema solare. Con dimensioni comparabili all’isola di Manhattan, il corpo celeste ha attirato l’attenzione degli astronomi per il suo comportamento anomalo rispetto ai comete ordinari. Loeb e il suo team hanno seguito meticolosamente la sua traiettoria, evidenziando caratteristiche che lo distinguono da precedenti visitatori interstellari come ‘Oumuamua e 2I/Borisov.

Dimensioni e massa straordinarie

Secondo le stime più recenti, il nucleo solido di 3I/ATLAS avrebbe un diametro superiore a 3 miglia e un peso stimato di oltre 33 miliardi di tonnellate. Questi valori lo rendono più imponente rispetto ai corpi interstellari precedentemente osservati. Loeb sottolinea che la rarità della sua rilevazione suggerisce che non si tratta di un fenomeno naturale comune: ci si sarebbe aspettati di trovare prima numerosi oggetti più piccoli nel sistema solare.

Traiettoria e accelerazione anomala

La traiettoria del cometa presenta accelerazioni inspiegabili solo con la gravità. I suoi passaggi vicino a pianeti come Venere, Marte e Giove sono stati definiti insoliti dagli esperti. Recentemente, l’oggetto è arrivato a soli 2,68 milioni di chilometri dall’orbita di Marte, una distanza relativamente ravvicinata in termini astronomici. Sebbene 3I/ATLAS non rappresenti una minaccia immediata per la Terra, la sua inclinazione retrò, opposta al moto degli altri corpi del sistema solare, potrebbe consentirgli di avvicinarsi al nostro pianeta senza ostacoli.

Possibile origine artificiale e missione strategica

In uno studio pubblicato con altri colleghi, Loeb ha avanzato l’ipotesi che 3I/ATLAS potrebbe essere una sonda extraterrestre inviata per raccogliere informazioni sui pianeti del sistema solare. Gli scienziati ipotizzano due scenari: una missione pacifica e inofensiva oppure una finalità con scopi ostili. L’idea si basa su analisi della composizione e del percorso dell’oggetto, che potrebbero rispondere a un piano di riconoscimento strategico pianificato.

Composizione chimica e indizi di tecnologia aliena

La composizione a base di diossido di carbonio non esclude la possibilità di un’origine artificiale. Gli esperti sottolineano che la combinazione di massa, traiettoria e accelerazione anomala è difficile da spiegare con i modelli di comete naturali conosciuti. Se confermata, questa scoperta rappresenterebbe la prima prova concreta di tecnologia extraterrestre nel nostro vicinato cosmico, aprendo nuove prospettive per la ricerca di vita intelligente nello spazio.

Implicazioni scientifiche e future osservazioni

Il caso di 3I/ATLAS stimola un rinnovato interesse per l’astronomia interstellare e le tecnologie di rilevamento avanzate. I ricercatori sottolineano l’importanza di monitorare costantemente oggetti simili, in quanto potrebbero fornire informazioni preziose sulle caratteristiche dei corpi interstellari e sulle possibili manifestazioni di vita intelligente al di fuori della Terra.

Gli scienziati auspicano ulteriori osservazioni tramite telescopi terrestri e spaziali, per determinare se 3I/ATLAS sia davvero un fenomeno naturale unico o una sonda aliena. Il dibattito è destinato a proseguire, con un impatto significativo sulle strategie di esplorazione spaziale e sulla nostra comprensione dell’universo.