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Improvvisazione musicale: come la creatività riprogramma il cervello

| 20 Dicembre 2025

Uno studio di neuroimaging svela come l’improvvisazione musicale riorganizza il cervello e attiva reti neurali diverse in base alla libertà creativa.


improvvisazione musicale cervello jazz

  • In che modo il cervello reagisce alla creatività musicale?
  • Cosa cambia tra esecuzione e improvvisazione?
  • Quali reti neurali entrano in gioco?

L’improvvisazione musicale riprogramma il cervello in tempo reale

L’improvvisazione musicale rappresenta uno dei modelli più efficaci per studiare la creatività umana mentre prende forma. A differenza di altri processi cognitivi astratti, la musica improvvisata consente di osservare la generazione spontanea di idee nel momento stesso in cui avviene.

Un nuovo studio di neuroimaging mostra come il cervello si riorganizzi dinamicamente in base al grado di libertà creativa, offrendo nuove evidenze sui meccanismi neurali della creatività in tempo reale.

Perché l’improvvisazione jazz è un modello ideale per studiare la creatività?

La creatività è comunemente definita come la capacità di produrre idee o risultati nuovi e appropriati al contesto. Nonostante decenni di ricerche, analizzarla “in azione” resta complesso, a causa della sua natura sfuggente e dell’impossibilità di isolare il processo creativo nel momento in cui si manifesta.

L’improvvisazione jazz unisce struttura e spontaneità. I musicisti creano musica nuova rispettando vincoli armonici e melodici. Questo equilibrio rende possibile osservare come il cervello creativo generi soluzioni originali e pertinenti in tempo reale.

Come è stato condotto lo studio sul cervello dei musicisti jazz?

Un team internazionale ha analizzato l’attività cerebrale di 16 pianisti jazz esperti mentre eseguivano il brano standard Days of Wine and Roses in tre condizioni distinte:

  • esecuzione a memoria (byHeart);
  • improvvisazione sulla melodia (iMelody);
  • improvvisazione libera sui cambi di accordi (iFreely).

Lo studio, intitolato Creativity in Music: The Brain Dynamics of Jazz Improvisation, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Annals of the New York Academy of Sciences. I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) insieme al metodo Leading Eigenvector Dynamics Analysis, che consente di tracciare come il cervello si riorganizza in diversi sottostati di rete nel tempo.

Quali aree del cervello si attivano durante l’improvvisazione musicale?

I risultati mostrano che livelli differenti di libertà creativa attivano pattern distinti di connessione cerebrale.

Durante le due condizioni di improvvisazione, è stata osservata una maggiore attivazione delle reti uditive, motorie e della salience network, coinvolte nella percezione musicale, nell’esecuzione motoria e nelle risposte di piacere.

Queste reti risultano fondamentali per sostenere l’azione musicale fluida e immediata tipica dell’improvvisazione jazz.

Che ruolo hanno le reti di controllo e riflessione nel processo creativo?

Le reti cerebrali legate al pensiero spontaneo, alla valutazione e al controllo esecutivo, come la Default Mode Network e la Executive Control Network, mostrano un coinvolgimento variabile in base al contesto.

Nell’improvvisazione più vincolata (iMelody), queste reti risultano maggiormente attive, suggerendo un maggiore ricorso a processi decisionali controllati e alla valutazione delle scelte musicali.

Nell’improvvisazione libera (iFreely), invece, emerge una coattivazione più intensa di queste reti in uno specifico sottostato, probabilmente a supporto di una pianificazione complessa e flessibile.

In che modo la libertà creativa modifica le dinamiche cerebrali?

Secondo i ricercatori, all’aumentare della libertà improvvisativa il cervello passa da un assetto più esecutivo e valutativo a uno dominato da processi sensoriali e motori, con una maggiore integrazione delle reti legate al piacere e alla salienza.

Questo passaggio evidenzia come la creatività musicale non dipenda dall’attivazione di singole aree, ma da una riconfigurazione dinamica delle reti neurali nel tempo.

Quali nuove prospettive apre questo studio sulla creatività umana?

L’identificazione di sottostati cerebrali specifici associati a diversi livelli di creatività fornisce un modello scalabile per esplorare la base neurale del comportamento creativo spontaneo.

I risultati ampliano i modelli esistenti sull’improvvisazione musicale, sottolineando l’importanza dell’interazione dinamica tra reti cerebrali, piuttosto che di attivazioni statiche e isolate.

Lo studio è stato realizzato presso il Center for Music in the Brain dell’Università di Aarhus, in Danimarca, con il supporto della Bial Foundation e di numerosi enti di ricerca europei.