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NASA in allarme: Telescopio Swift rischia rientro incontrollato alla Terra nel 2027

| 30 Novembre 2025

La NASA avvia una missione urgente per evitare il rientro incontrollato del telescopio Swift entro il 2027. In gioco dati scientifici cruciali.


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  • Il telescopio Swift cadrà sulla Terra nel 2027?
  • Che rischi comporta il rientro?
  • Qual è il piano della NASA per salvarlo in tempo?

Cosa sta succedendo al Neil Gehrels Swift Observatory?

La NASA ha dichiarato che il telescopio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory, lanciato nel 2004 e fondamentale nello studio delle esplosioni di raggi gamma, sta perdendo quota a causa della degradazione accelerata della sua orbita. L’aumento dell’attività solare ha espanso gli strati superiori dell’atmosfera, incrementando la resistenza e accelerando il decadimento orbitale del satellite.

Qual è il rischio di un rientro incontrollato?

Secondo i calcoli dell’agenzia, esiste circa il 50% di probabilità che il telescopio perda completamente l’orbita prima della fine del 2026 e una probabilità del 90% che ciò avvenga nel 2027. Se la tendenza continua, si apre lo scenario di una rientro incontrollato con potenziali rischi nel sorvolo di aree abitate.

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Il telescopio Swift della NASA è al centro di una missione urgente per evitare il rientro incontrollato.

Cosa sta facendo la NASA per evitarlo?

Per evitare la perdita del veicolo e un possibile rientro incontrollato, la NASA ha stanziato una missione urgente. L’agenzia ha assegnato alla società Katalyst un contratto da 30 milioni di euro per lo sviluppo di una navicella robotica in grado di raggiungere e rialzare il telescopio in un’orbita stabile.

Come sarà lanciata la missione?

Il lancio è previsto utilizzando un Pegasus XL di Northrop Grumman, un razzo che viene sganciato da un velivolo in volo. Questa soluzione permette di inserire la navicella nella traiettoria precisa in cui opera Swift, manovra ritenuta non realizzabile dai porti spaziali tradizionali per questo specifico rendez-vous.

Perché questa operazione è così complessa?

Il telescopio non è stato progettato per interventi di servicing in orbita. Di conseguenza, il sistema di aggancio dovrà essere progettato ad hoc. La navetta dovrà collegarsi al satellite senza danneggiare gli strumenti scientifici sensibili, rendendo l’operazione un intervento robotico senza precedenti per complessità tecnica e precisione operativa.

Chi guida l’operazione e quali sono gli obiettivi tecnici?

Il CEO di Katalyst ha sottolineato l’importanza tecnica dell’impresa: salvare un asset scientifico di primo piano e dimostrare la capacità statunitense di implementare una risposta rapida in orbita. L’obiettivo è che la navetta possa agganciarsi al telescopio e innalzarlo entro meno di un anno, un lasso di tempo molto stretto considerando l’evoluzione della quota orbitale.

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Il Neil Gehrels Swift Observatory rischia di precipitare sulla Terra: la NASA accelera il piano di salvataggio.

Qual è il valore scientifico del telescopio?

Il Neil Gehrels Swift Observatory ha fornito dati cruciali sulle esplosioni di raggi gamma e su altri fenomeni transitori ad alta energia. Perdere questo osservatorio significa interrompere una fonte di dati che ha sostenuto decenni di ricerche astrofisiche e campi di studio collegati.

Quali scenari alternativi esistono se la missione non riesce?

Se la missione di recupero non riuscisse, il telescopio potrebbe reimmettersi nell’atmosfera in modo incontrollato nel 2027. Sebbene la maggior parte dei frammenti di veicoli spaziali bruci nella discesa, rimane il rischio che componenti più massicci raggiungano la superficie. Per questo motivo l’intervento è considerato prioritario.

Cosa significa questa missione per il futuro delle riparazioni in orbita?

Un esito positivo dimostrerebbe la fattibilità di operazioni robotiche complesse su satelliti non progettati per il servizio in loco, aprendo la strada a interventi di prolungamento della vita operativa per altri asset spaziali e a strategie più agili per la gestione del rischio orbitale.

Che impatto avrà sull’opinione pubblica e sulla comunità scientifica?

Il successo della missione sarebbe salutato come una vittoria per la comunità scientifica internazionale, permettendo la continuità delle osservazioni e rafforzando la fiducia nelle capacità tecniche di intervento orbitale rapido. In caso di insuccesso, la perdita del telescopio rappresenterebbe un duro colpo per progetti in corso e per le infrastrutture scientifiche in orbita.