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Perché oltre 1.000 dipendenti Amazon lanciano l’allarme sull’IA?

| 29 Novembre 2025

Oltre 1.000 dipendenti Amazon denunciano rischi dell’IA su lavoro, controllo e ambiente. Perché lanciano l’allarme e cosa chiedono all’azienda?


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  • Perché i dipendenti Amazon temono l’IA?
  • Quali rischi segnalano?
  • Cosa denunciano su lavoro, clima e controllo interno?

Quali rischi vede il personale nell’espansione dell’intelligenza artificiale di Amazon?

Secondo una lettera aperta firmata da più di 1.000 dipendenti, lo sviluppo accelerato della intelligenza artificiale starebbe alimentando timori per la democrazia, l’occupazione e l’ambiente. Il documento è nato su iniziativa del gruppo Amazon Employees for Climate Justice ed è stato sostenuto anche da oltre 2.400 lavoratori di altre big tech, tra cui Meta, Google, Apple e Microsoft.

Cosa ha spinto alla lettera aperta?

La protesta è esplosa un mese dopo l’annuncio di nuovi licenziamenti e della crescente integrazione dell’IA nei processi interni. La lettera è stata firmata in forma anonima da figure eterogenee: ingegneri, product manager, addetti ai magazzini e altri profili operativi. Tutti denunciano un clima di pressione crescente, legato all’uso obbligato di strumenti di IA generativa che, invece di semplificare il lavoro, avrebbero aumentato carichi e aspettative.

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Oltre 1.000 dipendenti Amazon segnalano criticità nell’uso interno dell’intelligenza artificiale.

L’IA aumenta la produttività o il carico di lavoro?

Diversi lavoratori raccontano episodi significativi.
Un ingegnere senior ha spiegato di aver firmato perché la dirigenza avrebbe iniziato a imporre “metriche di produttività arbitrarie”, usando la IA come pretesto per chiedere più progetti in meno tempo.
Una sviluppatrice software riferisce che i capi insistono affinché utilizzi l’IA “per tutte le attività quotidiane”, sostenendo che chi non si adeguerà verrà superato. “Il mio responsabile ha detto che, grazie all’IA, dovremmo produrre il doppio del lavoro”, afferma.

Molti segnalano anche risultati poco affidabili: un ingegnere ha dovuto rifare completamente un progetto dopo che un sistema di automazione basato su IA aveva fallito, evidenziando limiti ancora evidenti della tecnologia.

Qual è l’impatto ambientale denunciato dai dipendenti?

Uno dei punti più critici riguarda il clima. I firmatari accusano Amazon di aver messo in secondo piano i propri impegni ambientali per favorire investimenti in infrastrutture dedicate all’IA.
La società ha annunciato 150 miliardi di dollari per nuovi data center nei prossimi quindici anni, inclusi 15 miliardi in Indiana e almeno 3 miliardi in Mississippi.

Le emissioni annuali di Amazon sarebbero aumentate del 35% dal 2019, nonostante l’obiettivo di neutralità carbonica entro il 2040. I dipendenti avvertono che molti nuovi poli dell’IA sorgeranno in aree dove la domanda di energia potrebbe mantenere in attività centrali a carbone o spingere la costruzione di nuove centrali a gas.

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Crescono i timori su lavoro, produttività e impatto ambientale legati all’espansione dell’IA in Amazon.

Cosa chiedono i lavoratori ad Amazon?

Le richieste principali includono:

  • data center alimentati esclusivamente da energia pulita;
  • garanzie affinché prodotti e servizi basati su IA non favoriscano violenza, sorveglianza o deportazioni;
  • gruppi di lavoro composti da dipendenti non dirigenti con potere decisionale sull’uso dell’IA, sulla gestione dei licenziamenti correlati e sulle misure di mitigazione ambientale.

Come ha risposto ufficialmente Amazon?

Il portavoce Brad Glasser ha ribadito che Amazon sarebbe “l’operatore di data center più efficiente” e “il maggiore acquirente corporate di energia rinnovabile al mondo per il quinto anno consecutivo”, con oltre 600 progetti globali.
La società sottolinea inoltre investimenti nel nucleare, incluse tecnologie SMR, come parte del percorso verso la neutralità carbonica entro il 2040.

I dipendenti sono contrari all’IA?

No. I firmatari chiariscono di non opporsi allo sviluppo tecnologico, ma di richiedere un’adozione responsabile, sostenibile e più trasparente. Temono che l’IA venga usata per aumentare il controllo sui lavoratori, intensificare i ritmi produttivi e giustificare licenziamenti, oltre a un maggiore consumo di risorse come acqua ed energia.

L’appello è quindi per un uso dell’intelligenza artificiale che non comprometta diritti, posti di lavoro e ambiente, ma che coinvolga attivamente chi la sviluppa e la utilizza ogni giorno.