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Incendi Canada 2023: oltre 87.000 morti premature globali per il fumo

| 11 Settembre 2025

Il fumo degli incendi in Canada nel 2023 ha causato oltre 87.000 morti premature nel mondo, con effetti devastanti su salute e qualità dell'aria.


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  • Come gli incendi in Canada hanno influenzato la salute globale?
  • Quante vite sono state perse e come si può prevenire l’inquinamento da fumo?

Le morti premature legate agli incendi in Canada del 2023: uno studio stima oltre 87.000 decessi nel mondo

Secondo una nuova ricerca, oltre 87.000 morti premature in tutto il mondo possono essere ricondotte agli effetti della stagione di incendi esplosivi in Canada nel 2023. Il fuoco ha distrutto circa 71.043 miglia quadrate (18,4 milioni di ettari) di foreste canadesi, ovvero circa il 5% del totale delle foreste nel paese. Le imponenti nuvole di fumo hanno colpito pesantemente la regione nord-orientale e centrale degli Stati Uniti, arrivando persino a traversare l’Atlantico fino in Europa e Nord Africa.

Gli effetti immediati e a lungo termine degli incendi

Un nuovo studio, pubblicato il 10 settembre sulla rivista Nature, suggerisce che l’esposizione a breve termine alla polvere fine (PM2.5) generata dagli incendi abbia contribuito a circa 5.400 morti tra Stati Uniti e Canada. Gli incendi, che sono durati settimane, hanno anche comportato un’esposizione cronica alla polluzione, un accumulo che, nel lungo periodo, ha causato altre 82.100 morti premature in tutto il mondo, secondo lo studio.

L’autore principale della ricerca, Qiang Zhang, scienziato ambientale alla Tsinghua University di Pechino, ha spiegato che le “morti acute” sono quelle legate agli impatti immediati che si verificano durante i giorni di fumo intenso, quando i livelli di PM2.5 superano ampiamente i limiti di sicurezza e possono scatenare eventi fatali come infarti o insufficienze respiratorie. Le “morti croniche”, invece, riflettono il peso della esposizione prolungata, che aumenta i rischi di malattie cardiovascolari e respiratorie, contribuendo così alla mortalità prematura nel lungo periodo.

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Il fumo degli incendi in Canada nel 2023 ha causato migliaia di morti premature in tutto il mondo, colpendo anche Europa e Stati Uniti.

Un rischio crescente con i cambiamenti climatici

Le incertezze sui numeri restano, ma il rischio per la salute dovuto all’esposizione al fumo degli incendi è un problema crescente. Emily Fischer, scienziata atmosferica presso la Colorado State University, non coinvolta nello studio, ha sottolineato che eventi simili diventeranno sempre più frequenti con il cambiamento climatico, e che “questo è solo la punta dell’iceberg”, ha dichiarato.

Nel breve periodo, l’esposizione al fumo degli incendi può causare irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie, bronchiti, esacerbazioni di malattie polmonari come l’asma e altri disturbi cardiovascolari, aumentando il rischio di infarti e ictus. Inoltre, l’esposizione a lungo termine al fumo degli incendi è stata collegata a problemi di memoria e apprendimento, e può aumentare il rischio di sviluppare demenza.

Come è stato misurato l’impatto globale del fumo

Per quantificare gli effetti degli incendi canadesi del 2023, i ricercatori provenienti da Cina, Stati Uniti e Canada hanno modellato il percorso del fumo a livello globale. Successivamente, hanno raccolto i dati globali sulle concentrazioni di PM2.5 osservate, ovvero particelle di dimensioni inferiori a 2,5 micrometri, abbastanza piccole da essere inalate profondamente nei polmoni e da entrare nel flusso sanguigno.

Utilizzando un approccio di machine learning, gli studiosi hanno stimato la quantità di PM2.5 osservato che proveniva proprio dagli incendi canadesi, e quindi hanno applicato modelli epidemiologici consolidati per determinare il numero probabile di morti attribuibili al PM2.5 generato dagli incendi.

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Studio sugli incendi in Canada del 2023: oltre 87.000 decessi globali attribuiti al fumo, con un impatto su salute e ambiente.

Impatto globale e aumento delle morti premature

I risultati dello studio suggeriscono che gli incendi in Canada nell’estate del 2023 sono stati responsabili del 13% del totale del PM2.5 rilasciato da tutti gli incendi nel mondo durante quell’anno. Circa 354 milioni di persone negli Stati Uniti e in Canada sono state esposte a questa polluzione, con un aumento annuale medio della concentrazione di PM2.5 di 1,08 microgrammi per metro cubo. Inoltre, a causa della distanza percorsa dal fumo, anche l’Europa ha visto un incremento medio di 0,41 micrometri per metro cubo.

Si stima che circa 4.100 di queste morti acute siano avvenute negli Stati Uniti e 1.300 in Canada. Nonostante la qualità dell’aria fosse peggiore in Canada, le regioni colpite negli Stati Uniti erano più densamente popolate, aumentando così l’esposizione effettiva, ha spiegato Michael Brauer, coautore dello studio e ricercatore in salute ambientale presso l’Università della Columbia Britannica.

Le conseguenze in Europa e l’importanza della preparazione

I ricercatori stimano che l’esposizione cronica al fumo abbia ridotto la durata della vita di 82.100 persone in tutto il mondo, tra cui 33.000 negli Stati Uniti. In Europa, si stima che circa 22.400 vite siano state accorciate dal fumo canadese, rappresentando il 3,8% delle morti legate al PM2.5 nel 2023.

Secondo Steven Davis, professore di Earth System Science presso l’Università di Stanford e coautore dello studio, il fumo degli incendi non rispetta i confini internazionali e, per questo motivo, la gestione di tale problema deve essere affrontata a livello globale. “Non è un numero insignificante, e queste persone sono molto lontane dal Canada”, ha dichiarato Davis.

Prevenire gli effetti più gravi: la necessità di interventi concreti

Lo studio evidenzia la necessità di prepararsi meglio agli eventi di fumo, migliorando il monitoraggio e l’educazione pubblica. Come sottolineato da Emily Fischer, le persone devono sapere che, anche quando il fumo non ha più un odore pungente, dopo un giorno di viaggio nell’aria, non significa che sia più sicuro respirarlo.

Secondo Michael Brauer, interventi come l’uso di maschere nei giorni di forte inquinamento e il miglioramento del design degli edifici per filtrare meglio l’aria potrebbero contribuire a ridurre l’impatto sanitario degli incendi. È fondamentale che vengano adottate misure preventive, poiché gli incendi saranno probabilmente più frequenti in un mondo che si riscalda.

“Quello che abbiamo visto nel 2023 è stato un evento storicamente significativo, ma penso che un giorno batteremo questo record”, ha concluso Brauer. “Non è qualcosa di estremo che non vedremo mai più”.