
- Akhetaten fu davvero abbandonata per una plaga?
- Quali fattori portarono alla caduta della città del faraone Akenatón?
Nuovo studio mette in discussione la teoria della plaga ad Akhetaten
Un recente studio mette in dubbio l’ipotesi che una epidemia di grandi proporzioni sia stata il fattore determinante dell’abbandono della città di Akhetaten, fondata intorno al 1346 a.C. dal faraone Akenatón, padre di Tutankamón. Considerato uno dei sovrani più enigmatici dell’Antico Egitto, Akenatón è noto per aver introdotto il monoteismo, abbandonando il tradizionale politeismo, e per essere stato, dopo la sua morte, vittima della Damnatio Memoriae.
La ricerca, condotta dalle archeologhe Gretchen R. Dabbs (Università del Sud dell’Illinois) e Anna Stevens (Università di Monash), ha analizzato testimonianze scritte e resti scheletrici rinvenuti nell’antica capitale, come riportato da Archaeology Magazine.
Riconsiderare le prove della peste ad Akhetaten
Le studiose hanno esaminato diverse evidenze storiche, tra cui preghiere ittite contro la peste e lettere ritrovate nella città che menzionano focolai di malattie nella regione. Tali indizi hanno portato archeologi precedenti a ipotizzare che una epidemia possa aver causato l’improvviso abbandono della città dopo la morte del faraone nel 1332 a.C.

Tuttavia, l’analisi dei resti umani e delle tombe nel cimitero della zona meridionale, confrontati con i modelli tipici di città devastate da epidemie, ha rivelato incongruenze significative. I scheletri mostrano evidenti segni di lavori forzati e denutrizione, ma pochi tratti patologici indicativi di una grande epidemia.
Abbandono “ordinato” e sepolture regolari
La maggior parte delle sepolture appare organizzata, con oggetti funerari e contesti che non riflettono il caos atteso in caso di fuga massiva dovuta a una malattia. Anche le sepolture multiple, che avrebbero potuto indicare una crisi sanitaria, riguardano principalmente donne e bambini e non mostrano prove di misure straordinarie o improvvisate.
Le ricercatrici concludono che l’abbandono di Akhetaten è stato ordinato e che una parte della popolazione è rimasta sul posto anche dopo la morte del faraone. Secondo le autrici, l’ipotesi di una plaga come causa principale dell’esodo perde consistenza: “Ciò che è accaduto ad Amarna non corrisponde ai modelli standard di una città devastata da un focolaio epidemico”.
Nuove interpretazioni sul declino di Akhetaten
Questa scoperta apre nuove prospettive per comprendere il declino della breve capitale del faraone eretico. Se non fu una epidemia a determinare l’abbandono, restano da valutare fattori come la crisi economica, la pressione politica o religiosa, cambiamenti nel corso del Nilo o problemi strutturali interni. Lo studio invita a superare l’interpretazione epidemica e a rivalutare la caduta di una delle città più enigmatiche dell’Egitto faraonico.