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La Via Lattea corre più veloce: nuova sfida al Modello Cosmologico

| 6 Gennaio 2026

Nuove osservazioni indicano che la Via Lattea si muove più veloce del previsto, mettendo in discussione il modello cosmologico standard.


fondo cosmico microonde dipolo

  • La Via Lattea si muove davvero più veloce?
  • Le misurazioni sono corrette?
  • Il modello cosmologico va rivisto?

Viaggiamo nello spazio più velocemente del previsto?

Viaggiamo nello spazio più rapidamente di quanto si pensasse, e questa scoperta mette in discussione la nostra comprensione dell’universo. Secondo nuove analisi, la Via Lattea si muove attraverso il cosmo a una velocità superiore alle stime precedenti, in apparente contrasto con le misurazioni del fondo cosmico a microonde e con il modello cosmologico standard.

Perché siamo sempre in movimento nello spazio?

Se si ha la sensazione di essere costantemente in movimento, è perché lo siamo davvero. Ogni giorno ruotiamo con la Terra sul proprio asse. Il nostro pianeta orbita attorno al Sole, accompagnato dalla Luna, mentre l’intero Sistema Solare oscilla intorno al centro della Via Lattea. A sua volta, la nostra galassia si sposta attraverso l’Universo su scale cosmiche immense.

Che cosa significa misurare il movimento nell’universo?

Il movimento nello spazio è sempre relativo. Non possiamo percepire un moto rettilineo uniforme senza un punto di riferimento. Per questo, quando si parla di velocità cosmiche, è necessario chiarire rispetto a cosa vengono misurate.

Nel caso della Via Lattea, il movimento può essere calcolato rispetto a galassie vicine, come Andromeda. Su scala più ampia, però, il riferimento principale è il fondo cosmico di microonde, la radiazione residua del Big Bang che permea l’intero universo osservabile.

Che ruolo ha il fondo cosmico a microonde?

Le immagini del fondo cosmico a microonde, ottenute da missioni come Planck o WMAP, mostrano piccole variazioni di temperatura. Queste mappe, però, sono il risultato di elaborazioni che correggono il nostro movimento rispetto a tale radiazione.

I dati grezzi rivelano invece un chiaro effetto dipolare: una direzione appare leggermente più calda, quella opposta più fredda. Questo fenomeno è causato dal nostro moto relativo rispetto al fondo cosmico. Le misurazioni indicano che ci muoviamo attraverso il cosmo a circa 360 km al secondo, una velocità sorprendentemente elevata.

Le galassie lontane confermano questa velocità?

Secondo il modello cosmologico standard, lo stesso risultato dovrebbe emergere anche calcolando una media statistica delle velocità rispetto alle galassie più distanti. L’espansione dell’universo, guidata dall’energia oscura, dovrebbe annullarsi su larga scala, lasciando un movimento netto globale simile a quello misurato con il fondo cosmico.

Per verificare questa ipotesi, gli autori di un nuovo studio hanno analizzato i dati di ampi cataloghi di galassie radio, oggetti estremamente luminosi alle frequenze radio e osservabili anche a miliardi di anni luce di distanza.

La Via Lattea si muove davvero ancora più velocemente?

I risultati hanno mostrato un’anomalia. Il dipolo cosmico ricavato dalle galassie radio risulta più pronunciato rispetto a quello del fondo cosmico a microonde. In altre parole, la Via Lattea sembrerebbe muoversi attraverso l’Universo a una velocità ancora maggiore.

Le due misurazioni non sono in totale disaccordo. Entrambe indicano una direzione di movimento simile. Tuttavia, il valore ottenuto dalle galassie radio è statisticamente più elevato, con una discrepanza di 5,4 deviazioni standard, un risultato difficile da ignorare.

Questa discrepanza mette in crisi il modello cosmologico?

La situazione ricorda la cosiddetta tensione di Hubble, il problema legato alle diverse misure della costante di Hubble e dell’energia oscura, che producono valori incompatibili tra loro. Anche in questo caso, osservazioni future potrebbero chiarire l’origine della discrepanza.

Resta però la possibilità che il modello standard della cosmologia non descriva ancora in modo completo la realtà. Le nuove misurazioni suggeriscono che anche la nostra comprensione del cosmo è in continuo movimento, proprio come la galassia in cui viviamo.