
- Cos’è l’oggetto oscuro scoperto?
- Come è stato rilevato?
- Può questa scoperta confermare il modello di materia oscura fredda?
Astronomi rilevano un anello di Einstein e scoprono un misterioso “oggetto oscuro”: possibile traccia della sostanza più elusiva dell’universo
A 10.000 milioni di anni luce dalla Terra, un anello di Einstein deformato ha rivelato la presenza di un oggetto oscuro estremamente leggero, una scoperta che potrebbe offrire nuovi indizi sulla materia oscura e sulla struttura dell’universo. L’anomalia emerge dall’analisi del sistema B1938+666, descritta in due studi pubblicati su Nature Astronomy e Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
Un’anomalia gravitazionale nel sistema B1938+666
L’effetto di lente gravitazionale mostra la luce di una galassia lontana incurvarsi attorno a una galassia in primo piano, seguendo quanto previsto dalla relatività generale di Einstein. In una delle strutture dell’anello, i ricercatori hanno individuato un restringimento in uno degli archi radio, segnale della presenza di una massa aggiuntiva e invisibile.
Secondo l’astronomo John McKean, “dalla prima immagine ad alta risoluzione abbiamo notato subito un restringimento nell’arco gravitazionale, segnale rivelatore che stavamo osservando qualcosa di particolare”. Le stime indicano una massa pari a circa un milione di Soli, il valore più basso mai individuato tramite lente gravitazionale. L’assenza di emissioni ottiche, infrarosse o radio suggerisce che si tratti di un piccolo agglomerato di materia oscura.
La tecnologia dei radiotelescopi e le nuove tecniche di analisi
Per individuare l’anomalia, il team ha combinato i dati del Green Bank Telescope, del VLBA e della rete europea EVN, creando un supertelescopio virtuale grazie alla tecnica dell’interferometria a lunghissima base. La complessità dei dati ha richiesto lo sviluppo di nuovi algoritmi in grado di ricostruire la distribuzione di massa responsabile della distorsione osservata.
Come spiegato da Simona Vegetti, “i dati sono così ampi e complessi che abbiamo dovuto utilizzare nuovi approcci numerici per modellarli”. Le tecniche di imaging gravitazionale hanno permesso di isolare l’influenza dell’oggetto oscuro con una precisione mai raggiunta prima.
Nuove prove del modello di materia oscura fredda
La scoperta è in linea con le previsioni del modello cosmologico della materia oscura fredda, secondo cui lo spazio attorno alle galassie ospita numerosi micro-cumuli invisibili. Gli scienziati ritengono che oggetti simili siano molto più comuni del previsto, ma la loro identificazione richiede osservazioni estremamente dettagliate e grandi risorse computazionali.
Il team sta già analizzando altri sistemi simili per mappare ulteriori distorsioni gravitazionali. Come osserva Devon Powell, “una volta trovato uno, la domanda è se possiamo trovarne altri”. La rilevazione dell’oggetto misterioso nel sistema B1938+666 rappresenta un passo decisivo verso la comprensione dell’architettura invisibile del cosmo.