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Cina alla ricerca della “Terra 2.0” e delle origini della vita

| 25 Novembre 2025

La Cina lancia nuove missioni spaziali per studiare l’universo primordiale e cercare una Terra 2.0 potenzialmente abitabile.


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  • La Cina può davvero scoprire una Terra 2.0?
  • Cosa studieranno le nuove missioni?
  • Quali misteri cosmici potrebbero essere rivelati?

Cina: la missione per trovare la Terra 2.0 e svelare l’origine della vita

La Cina prepara una nuova stagione di esplorazioni scientifiche con un programma spaziale ambizioso che punta a svelare i misteri dell’universo primordiale, studiare fenomeni astrofisici estremi e individuare esopianeti simili alla Terra. Il progetto rientra nel quindicesimo piano quinquennale (2026-2030) del Centro Nazionale di Scienze Spaziali dell’Accademia Cinese delle Scienze.

Missioni per decifrare l’universo primordiale

Tra le iniziative più rilevanti figura il Programma Hongmeng, composto da una costellazione di 10 satelliti dotati di radiotelescopi a bassa frequenza. L’obiettivo è esplorare i caotici centinaia di milioni di anni successivi al Big Bang, un periodo ancora in gran parte sconosciuto in cui non erano ancora nate le prime stelle.

Il piano prevede anche la costruzione di un innovativo osservatorio spaziale, posizionato oltre l’atmosfera terrestre. Questa struttura studierà le cosiddette “zone estreme proibite” del cosmo, come l’orizzonte degli eventi dei buchi neri e le superfici incandescenti delle stelle di neutroni, dove la gravità deforma lo spazio-tempo e i campi magnetici raggiungono intensità un miliardo di volte superiori a quelle terrestri.

La ricerca della “Terra 2.0”

Un altro pilastro del programma è il satellite dedicato alla ricerca di pianeti potenzialmente abitabili. La missione mira a individuare una vera e propria “Terra 2.0”: mondi di dimensioni simili al nostro pianeta e collocati nella zona abitabile delle loro stelle, considerati i candidati ideali per comprendere l’origine della vita.

La Cina si consolida come leader nella scienza spaziale

Dal lancio del suo programma nel 2011, la Cina ha ottenuto risultati di grande rilievo, come la realizzazione della prima mappa globale del cielo in raggi X, la misurazione del campo magnetico più intenso mai osservato e la rilevazione del getto di materia ad alta velocità più vicino a un buco nero.

Secondo Andrea Santangelo, professore all’Università di Tubinga (Germania), la Cina è ormai “alla vanguardia della scienza spaziale” ed è in posizione ideale per diventare il leader mondiale nell’astrofisica delle alte energie. “La Cina si è affermata come un attore affidabile, impegnato nella ricerca e nell’innovazione. Questa tendenza continuerà”, ha dichiarato.