
- Chi ha davvero creato l’uomo secondo i miti mesopotamici?
- Cosa raccontano gli dèi, gli Igigi e gli Apkallu sulle origini della civiltà?
La narrazione mesopotamica che plasma le origini dell’umanità
La ricostruzione delle origini dell’umanità emerge con chiarezza da alcuni testi antichi della Mesopotamia: l’Enūma Eliš, l’Atrahasis e l’Eridu Genesis. Mettendo a confronto queste fonti, si delinea una trama unica e coerente che ha influenzato, nel corso dei millenni, molte altre tradizioni scritte.

I testi fondativi: Enūma Eliš, Atrahasis, Eridu Genesis
I rimaneggiamenti e le copie su tavolette cuneiformi hanno conservato racconti che descrivono la creazione del mondo, il conflitto tra dèi e la nascita dell’uomo. Gli studiosi ritrovano nelle stesse sequenze tematiche — lotte divine, creazione dagli elementi primordiali, catastrofi e restaurazioni — una continuità narrativa che attraversa i principali testi mesopotamici.
La creazione: Apsu, Tiamat e la nascita degli dèi
Secondo questi racconti, all’origine esistevano due acque primordiali: Apsu, l’abisso d’acqua dolce, e Tiamat, il mare salato. Dalla loro unione nacquero le prime generazioni divine. Dopo conflitti e battaglie, Marduk sconfisse Tiamat, separando il suo corpo per formare cielo e terra. Dal sangue del generale Kingu, mescolato con argilla, prende forma l’essere umano, creato per svolgere i lavori che gli dèi non intendevano più compiere.

Gli Igigi: i lavoratori celesti e la ribellione
Prima della creazione dell’uomo, il lavoro nei cieli era affidato agli Igigi, descritti come operai divini o Vigilanti. Per lunghi periodi essi mantennero canali, templi e strutture cosmiche. La narrazione racconta una rivolta: gli Igigi abbandonarono gli strumenti, protestarono e circondarono la dimora di Enlil. Dalla crisi dell’empireo nasce la soluzione “creativa”: la formazione di una nuova specie, l’uomo, con essenza divina imprigionata in un vaso d’argilla.
Gli Apkallu e la trasmissione della civiltà
Dopo la creazione, gli Apkallu — i cosiddetti Sette Saggi — vengono inviati da Enki dall’Abzu per tramandare tecniche e conoscenze. Figure come Oannes, l’uomo-pesce che emergeva dalle acque, insegnano la scrittura, l’architettura, l’astronomia, la medicina e la legge. La fondazione di città come Eridu è in questo quadro il primo nucleo della civiltà organizzata, con la regalità che “discende dal cielo” come legittimazione della sovranità.
Il diluvio: avvertimento, salvezza e nuovo ordine
I testi convergono anche sul tema del grande diluvio. Un uomo giusto — ricordato con nomi diversi come Ziusudra, Atrahasis o Utnapishtim — riceve l’avvertimento divino, costruisce un’imbarcazione e preserva i semi della vita. Dopo l’alluvione, quando le acque si ritirano, gli dèi rivedono il proprio atteggiamento: Enlil manifesta pentimento e, su proposta di Enki, si stabilisce un nuovo equilibrio che limita la durata della vita umana e introduce malattie e restrizioni naturali. La regalità e l’insegnamento rituale riprendono, con gli Apkallu che tornano a guidare i sopravvissuti.

Paralleli e rispecchiamenti nelle tradizioni successive
Molte tradizioni religiose e mitologiche successive — dalla Torah al Libro di Enoch, dai Veda ai poemi epici greci — contengono elementi che richiamano la trama mesopotamica: creazione dall’acqua, diluvi universali, figure sapienzali che introducono la civiltà. Questi paralleli suggeriscono una circolazione e una rielaborazione di motivi culturali che hanno attraversato aree geografiche e fasi storiche differenti.
Interpretazioni accademiche e rilevanza storica
La comunità accademica inquadra questi racconti come testimonianze della memoria culturale antica. Elementi ricorrenti — conflitti divini, creazione strumentale dell’uomo, catastrofi regolative — sono analizzati come esiti di processi religiosi, politici e sociali nelle società fluviali del Vicino Oriente antico. La persistenza di questi temi denuncia l’importanza di tali narrazioni per comprendere gerarchie, lavoro, potere e istituzioni nelle prime civiltà urbane.
Alle origini della civiltà: la narrazione che ha plasmato l’umanità
La sequenza di miti e poemi provenienti dalla Mesopotamia costituisce una delle più antiche narrazioni coerenti sull’origine del mondo e dell’essere umano. L’insieme di immagini e figure — Apsu, Tiamat, Marduk, Igigi, Apkallu, il diluvio — ha contribuito a modellare idee fondamentali su lavoro, autorità e sopravvivenza collettiva, segnando profondamente il patrimonio culturale di intere tradizioni.