
- Le città tedesche sono sull’orlo del default?
- Quali sono le cause del deficit record?
- Come influiranno tagli e restrizioni sull’occupazione?
Germania verso una crisi finanziaria urbana: allarme dei sindaci
La maggior parte delle città e dei comuni tedeschi rischia di scivolare in una grave crisi finanziaria. A lanciare l’allarme è il sindaco di Essen, Thomas Kufen, che in un’intervista ha precisato come appena 10 delle 396 città del Nord Reno-Westfalia possano presentare un bilancio in pareggio. Una situazione che, secondo lui, è ormai estendibile al resto del Paese, con quasi tutte le realtà urbane sull’orlo della bancarotta.
Un deficit combinato da 30 miliardi di euro
Secondo le stime, il deficit delle città tedesche raggiungerà nel 2025 i 30 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 24 miliardi registrati nel 2024, la cifra più alta dalla riunificazione del Paese.
Kufen aveva previsto un lieve avanzo di 1,7 milioni di euro, ma oggi Essen si trova ad affrontare un disavanzo di 123 milioni. Una dinamica simile riguarda anche altre città, incluse quelle storicamente considerate ricche, dove sono già scattati blocchi e restrizioni ai fondi disponibili.
Essen: solo spese essenziali e controlli più rigidi
Nella città guidata da Kufen è stata introdotta una politica di “gestione di bilancio restrittiva”, limitata ai costi essenziali: assistenza sociale, stipendi e servizi di emergenza. Qualsiasi altra spesa superiore a 5.000 euro richiede ora l’autorizzazione del tesoriere.
Il sindaco individua l’origine della crisi nell’esplosione dei costi legati a:
- assistenza sociale
- servizi per l’infanzia e la gioventù
- alloggio e integrazione dei rifugiati
- aumenti salariali nel settore pubblico
Nei prossimi 12 anni Essen riceverà 335 milioni di euro, pari a circa 28 milioni l’anno, una cifra destinata in gran parte alla costruzione di infrastrutture. “Con un po’ di fortuna, basterebbero per due scuole e mezza”, ha affermato Kufen, aggiungendo che la soluzione non è solo più denaro, ma anche “meno burocrazia e procedure di assunzione più rapide”.
Imprese in difficoltà e oltre 147.000 posti a rischio
La crisi finanziaria locale si inserisce in un contesto economico nazionale sempre più complesso. Secondo i dati della Iniziativa Nuova Economia Sociale di Mercato (INSM), le aziende tedesche prevedono il taglio di 147.522 posti di lavoro in 88 sedi del Paese.
Il direttore esecutivo dell’INSM, Thorsten Alsleben, ha avvertito: “Se il cancelliere Friedrich Merz e il suo governo non cambiano rapidamente rotta, la Germania perderà il suo ruolo di destinazione competitiva per il business”.
Critiche politiche e timori per la crescita
Anche sul fronte politico il clima è teso. L’ex vicepresidente del Bundestag, Wolfgang Kubicki, ha definito Merz “una completa delusione”, accusandolo di essersi presentato come “il cancelliere della crescita” e di essere diventato “il cancelliere del decrescita”. Secondo Kubicki, con l’attuale governo “crescono solo il debito pubblico e la disoccupazione”.
Merz ammette una “crisi strutturale”
Lo stesso Merz, ad agosto, aveva riconosciuto che il Paese non sta affrontando una semplice “fase di debolezza economica”, ma una vera e propria “crisi strutturale”, più profonda e complessa del previsto.