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3I/ATLAS, le anomalie che sfidano la scienza e l’idea di cometa

| 21 Novembre 2025

Le anomalie di 3I/ATLAS riaprono il dibattito sugli oggetti interstellari e sulle possibili origini tecnologiche oltre le comete tradizionali.


cometa interstellare anomalie

  • Che cosa rende 3I/ATLAS così anomalo?
  • Perché sfida i modelli cometari?
  • E se non fosse una semplice cometa?
  • Quanto può dirci sugli oggetti interstellari?

Riassunto e tesi principale

La ricerca scientifica avanza attraverso tentativi ed errori: la base del progresso è la umiltà scientifica, non l’arroganza dell’esperto. Quando il 1° luglio 2025 venne scoperto 3I/ATLAS, molti specialisti lo classificarono subito come una cometa ricca d’acqua. Secondo l’astrofisico Avi Loeb (63 anni), questa risposta riflette un “dataset mentale” limitato, costruito quasi esclusivamente su corpi ghiacciati del sistema solare. Per interpretare correttamente gli oggetti interstellari, occorre includere anche manufatti tecnologici lanciati dall’umanità nello spazio.

Il precedente del Tesla Roadster

Il 2 gennaio 2025, il Centro di Pianeti Minori classificò erroneamente un oggetto come “asteroide vicino alla Terra”. Solo il giorno successivo si accorsero che la sua traiettoria coincideva con quella del Tesla Roadster lanciato da SpaceX nel 2018. L’oggetto fu immediatamente rimosso dal catalogo degli asteroidi. Un esempio chiaro di quanto sia facile scambiare un manufatto tecnologico per un corpo naturale quando il dataset non contempla alternative.

Civiltà extraterrestri e artefatti interstellari

Nella Via Lattea esistono centinaia di miliardi di stelle simili al Sole, e miliardi di pianeti potenzialmente abitabili. È plausibile che altre civiltà possano aver prodotto artefatti spaziali molto prima di noi. La sonda Voyager, lanciata negli anni Settanta, in un miliardo di anni potrebbe attraversare l’intera galassia: un esempio di come manufatti tecnologici possano viaggiare su scale astronomiche. Non è quindi garantito che ciò che osserviamo sia una “cometa” nel senso tradizionale: potrebbe essere qualcosa di diverso.

Le dodici anomalie di 3I/ATLAS

L’autore elenca dodici anomalie che, prese insieme, rendono difficile spiegare 3I/ATLAS come semplice cometa:

  1. Traiettoria retrograda con inclinazione di circa 5° rispetto all’eclittica: evento molto raro.
  2. Getti rivolti verso il Sole (anticoda) osservati per mesi, non spiegabili con la sola geometria.
  3. Nucleo estremamente massivo, molto più di 1I/ʻOumuamua e 2I/Borisov, ma con velocità superiore.
  4. Arrivo sincronizzato per avvicinarsi a Marte, Venere e Giove rimanendo invisibile dalla Terra al perielio.
  5. Pennacchio di gas con abbondanza anomala di nichel rispetto al ferro e rapporti nichel/cianuro mai visti nei cometi noti.
  6. Solo il 4% della massa del pennacchio è acqua, valore inusuale per una cometa.
  7. Polarizzazione negativa estrema, senza precedenti.
  8. Arrivo da una direzione quasi coincidente con la celebre Wow! Signal.
  9. Aumento di luminosità rapidissimo e colore più blu del Sole vicino al perielio.
  10. Getti stretti e collimati che richiederebbero superfici molto ampie per sublimare ghiaccio sufficiente.
  11. Accelerazione non gravitazionale che implicherebbe l’evaporazione di oltre il 13% della massa, senza segni di disgregazione.
  12. Getti orientati in più direzioni che mantengono la collimazione per milioni di chilometri nonostante la rotazione dell’oggetto.

Perché ignorarle è un errore

L’autore sostiene che ignorare queste anomalie fa perdere due opportunità:

  1. Educare il pubblico mostrando la scienza come processo, non come verità definitiva. I grandi avanzamenti — dalla meccanica quantistica alle onde gravitazionali — sono nati da dati inattesi.
  2. Rivedere le priorità della ricerca astronomica. Nel Decadal Survey 2020, gli Stati Uniti hanno assegnato oltre dieci miliardi di dollari alla ricerca di microbismo, trascurando la ricerca di firme tecnologiche. Eppure, queste ultime potrebbero essere più facili da individuare rispetto a microorganismi primitivi.

Oggetti interstellari: una nuova frontiera scientifica

Gli oggetti interstellari rappresentano un’opportunità unica: potrebbero essere rocce naturali contenenti i mattoni della vita di un’altra stella, oppure manufatti tecnologici. Missioni simili a OSIRIS-REx, che riportano campioni sulla Terra, potrebbero svelare chimiche prebiotiche sconosciute o, in casi estremi, tecnologie non umane. Quest’ultima eventualità aprirebbe questioni scientifiche ed etiche imprevedibili.

Aggiornare il metodo scientifico

L’autore ribadisce che classificare 3I/ATLAS come “cometa ricca d’acqua” è stato un riflesso automatico basato su un dataset incompleto. Per interpretare correttamente ciò che arriva dallo spazio interstellare, bisogna ampliare gli schemi mentali includendo anche artefatti tecnologici.

Implicazioni per la ricerca e per il pubblico

Il pubblico è più interessato alla ricerca di civiltà extraterrestri che ai microbi, e finanzia la scienza attraverso le tasse: ignorarne l’interesse non è una strategia sostenibile. Servono investimenti paralleli nella ricerca di vita primitiva e di vita tecnologica, sfruttando ogni oggetto interstellare come occasione per ottenere dati diretti.

Riflessioni finali

Il caso di 3I/ATLAS è presentato come un invito ad ampliare le ipotesi e ad accettare che la scienza sia un percorso in continua revisione. Aggiornare i dataset interpretativi e considerare scenari non convenzionali è fondamentale per non lasciarsi sfuggire scoperte potenzialmente rivoluzionarie.


Segui la traiettoria del cometa in tempo reale

La rotta del cometa interstellare 3I/ATLAS può essere osservata in diretta grazie agli aggiornamenti costanti dell’ESA, ai dati raccolti dalle missioni NASA e alle mappe dinamiche disponibili su theskylive.com. Le immagini e le rilevazioni più recenti offrono una risorsa di grande valore per la ricerca astronomica e permettono di approfondire la comprensione dei corpi provenienti dallo spazio profondo che attraversano il nostro sistema solare.