
- Come trovare una stanza senza rischi?
- Quali truffe online colpiscono gli studenti?
- Come riconoscere contratti irregolari?
Affitti per studenti: cresce il rischio di truffe online e contratti irregolari
La ricerca di una stanza per studenti universitari è diventata sempre più complessa e rischiosa. Con l’inizio dei corsi, migliaia di giovani si mettono alla caccia di un alloggio fuori sede, ma devono fare i conti con truffe online, affitti in nero e contratti irregolari. A lanciare l’allarme è SoloAffitti, la principale rete italiana specializzata nella gestione e tutela della rendita immobiliare, che ha pubblicato un vademecum per aiutare gli studenti a evitare frodi e abusi.
Secondo i dati raccolti, il canone medio per una stanza singola si aggira sui 675 euro a Milano, 620 euro a Roma, 350 euro a Firenze, 360 euro a Torino e 310 euro a Bari. Ma non è solo una questione di prezzo: la scarsità di alloggi e la forte concorrenza spingono molti studenti ad accettare condizioni poco chiare o contratti non verificati.
Truffe online in aumento tra gli studenti fuori sede
Il mercato degli affitti per studenti è sempre stato dinamico, ma oggi è diventato terreno fertile per truffatori e operatori improvvisati. “Gli studenti, soprattutto le matricole, spesso non conoscono le regole e si fidano di annunci accattivanti”, spiega Silvia Spronelli, CEO di SoloAffitti.

Negli ultimi due anni, le segnalazioni di truffe online sono aumentate del 20%, con picchi all’inizio dei semestri accademici. Le frodi più comuni riguardano la cosiddetta “truffa della caparra anticipata”: un falso proprietario pubblica un annuncio con foto rubate da internet, chiede una caparra per bloccare la stanza e sparisce dopo l’incasso.
Un altro schema frequente è quello del “proprietario fantasma”, che sostiene di vivere all’estero e richiede un pagamento anticipato senza mostrare l’immobile. Crescono anche i casi di agenzie abusive e database fasulli, che offrono – dietro compenso – elenchi di appartamenti inesistenti o già affittati.
Affitti in nero e contratti non registrati
Oltre alle truffe, permangono numerose irregolarità contrattuali. SoloAffitti segnala che circa il 5% delle segnalazioni riguarda affitti in nero o contratti non registrati. Queste pratiche, oltre a essere illegali, privano le famiglie delle detrazioni fiscali fino al 19% del canone annuo, con un massimo di 2.633 euro per gli studenti fuori sede.

Molti contratti risultano incompleti o contengono clausole non conformi alla legge, come l’ingresso libero del locatore nell’abitazione o spese accessorie forfettarie non rendicontate. Per legge, il contratto deve specificare chiaramente canone e oneri accessori, con la dicitura “salvo conguaglio”.
Un’altra irregolarità riguarda i canoni concordati non asseverati: alcuni proprietari stipulano contratti agevolati senza rispettare gli accordi territoriali previsti dalla legge 431/1998. In questi casi, lo studente può chiedere la restituzione delle somme eccedenti entro sei mesi dalla fine della locazione.
Come evitare truffe e affitti irregolari
Per difendersi, SoloAffitti consiglia alcune regole di prudenza:
- Visitare sempre l’immobile prima di versare denaro.
- Diffidare da prezzi troppo bassi rispetto alla media di mercato.
- Non pagare caparre senza un contratto scritto.
- Pretendere la registrazione del contratto all’Agenzia delle Entrate.
- Controllare le spese accessorie, richiedendo la rendicontazione.
- Rivolgersi a professionisti qualificati del settore immobiliare.
“Affidarsi a un professionista non è un costo, ma un investimento in sicurezza”, sottolinea Spronelli. “Serve più informazione e consapevolezza: la fretta e i prezzi bassi sono spesso i primi campanelli d’allarme”.
Truffe anche nei centri universitari di medie dimensioni
Le difficoltà non riguardano più solo le grandi città universitarie. Secondo SoloAffitti, truffe e irregolarità sono in crescita anche a Parma, Perugia, Pavia, Lecce e Trento, dove si registrano più studenti stranieri e nuove sedi universitarie decentrate.
Gli studenti provenienti da altre regioni o dall’estero, spesso ignari del contesto locale, finiscono per affidarsi a piattaforme non verificate o annunci sui social network.
“Il mercato universitario riflette le fragilità del mercato degli affitti nel suo complesso”, conclude Spronelli. “Servono più strumenti pubblici di controllo, sportelli dedicati e database certificati degli immobili per studenti, per garantire trasparenza e tutela a chi cerca casa lontano da casa”.