
- Come l’intelligenza artificiale analizza il linguaggio?
- Può rivelare segnali nascosti di salute mentale?
- È davvero uno strumento utile per la psicologia?
L’intelligenza artificiale nella psicologia: nuove prospettive per l’analisi del linguaggio
Gli psicologi stanno sempre più ricorrendo all’intelligenza artificiale (AI) per individuare indizi nascosti nel linguaggio parlato. Dalla scelta delle parole al tono di voce e al ritmo, questi segnali possono rivelare tratti della personalità e persino i primi segnali di disturbi della salute mentale, spesso difficili da cogliere per i clinici umani.
Con un utilizzo mirato, l’AI potrebbe offrire un’analisi più rapida e accurata, ma gli esperti avvertono: modelli non addestrati su dati diversificati rischiano di introdurre bias. Se sviluppata con attenzione, questa tecnologia potrebbe trasformare la valutazione psicologica, diventando un supporto prezioso per i professionisti.

Linguaggio come finestra sulla mente
“Le nostre parole riflettono pensieri, emozioni e comportamenti”, spiega Josh Oltmanns, psicologo della Washington University di St. Louis. Il linguaggio, infatti, non è solo un mezzo di comunicazione, ma una vera miniera di informazioni sullo stato psicologico di una persona.
In futuro, basterebbero campioni di conversazione al posto di test complessi per ottenere dati significativi sulla personalità e sul benessere mentale. Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale, capace di riconoscere segnali verbali sottili che anche un clinico esperto potrebbe non notare.
Come l’AI può supportare gli psicologi
Durante un colloquio iniziale, il racconto di un paziente sulla propria vita potrebbe essere analizzato non solo dal professionista, ma anche da un algoritmo. Questo sistema sarebbe in grado di convalidare le osservazioni dello psicologo o di segnalare eventuali aspetti trascurati.
Oltmanns e il suo team stanno sviluppando strumenti di AI per scoprire questi indizi nascosti. I risultati preliminari sono stati pubblicati sulla rivista Advances in Methods and Practices in Psychological Science (a fondo articolo il link esterno).

Dal linguaggio scritto alla voce: cosa rivela il parlato
Il linguaggio scritto sui social media può riflettere i cinque grandi tratti della personalità (Big Five):
- apertura mentale,
- nevroticismo,
- gradevolezza,
- coscienziosità
- ed estroversione.
Ma anche il modo in cui parliamo è determinante. Una voce rallentata può indicare depressione, mentre un eloquio troppo rapido è spesso associato all’ansia. Non solo la velocità, ma anche volume, tono e frequenza vocale offrono informazioni cruciali.
I campioni vocali contengono centinaia di parametri acustici, troppi per essere analizzati manualmente. L’AI rappresenta quindi una risorsa unica per gestire questa complessità.
Le origini e l’evoluzione degli strumenti linguistici
Già oltre vent’anni fa era stato sviluppato Linguistic Inquiry and Word Count, un software capace di analizzare i testi scritti per estrarre dati psicologici. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, le possibilità si moltiplicano: i nuovi modelli sono più veloci, completi e precisi.
Il problema del bias nei modelli di intelligenza artificiale
Un punto critico resta l’addestramento dei modelli. Spesso i dati provengono dal web, con il rischio di pregiudizi culturali. Per questo motivo Oltmanns utilizza le interviste raccolte dallo SPAN Study, un progetto che coinvolge oltre 1.600 adulti di St. Louis appartenenti a comunità diverse.
Lo scopo è assicurare che l’AI tratti in modo equo tutti i gruppi, senza interpretare erroneamente le differenze linguistiche come segnali patologici.
Le sfide future della ricerca
Restano aperte molte domande:
- Quanto differisce la scelta delle parole nel parlato rispetto allo scritto?
- Quante parole servono per ottenere un quadro affidabile della personalità?
Secondo Oltmanns, l’innovazione nell’AI avanza rapidamente e le risposte potrebbero arrivare presto. Tuttavia, mette in guardia contro l’uso commerciale prematuro: alcune aziende vendono già strumenti di valutazione psicologica basati su AI, ma la loro efficacia non è stata adeguatamente verificata.
“Questa tecnologia può rappresentare un progresso enorme per la psicologia, ma va sviluppata con cautela”, conclude.
- Riferimenti: “Large Language Models for Psychological Assessment: A Comprehensive Overview” by Mehak Gupta et al. Advances in Methods and Practices in Psychological Science [link esterno]