
- Qual è il segreto delle fotocamere Leica?
- Perché sono considerate un culto?
- E come si differenziano dagli smartphone moderni?
Una fotocamera iconica che sfida l’era digitale
Realizzata con strumenti di precisione e assemblata a mano, la Leica è diventata una leggenda della fotografia, legata ai nomi immortali di Robert Capa e Henri Cartier-Bresson. A distanza di un secolo, questa fotocamera di lusso continua a distinguersi per eleganza e qualità, anche in un mercato dominato dai colossi giapponesi.
Leica M11: la scelta dei fotografi contemporanei
La fotografa tedesca Franziska Stuenkel utilizza una Leica M11 per catturare scene urbane spontanee. “Devo essere rapida e discreta”, racconta l’artista berlinese, che immortala i passanti attraverso i riflessi dei vetri. Compatta e discreta, la fotocamera Leica si conferma perfetta per chi cerca agilità senza rinunciare alla qualità.

Dalle origini a un’icona della fotografia
Fondata nel 1869 da Ernst Leitz a Wetzlar, in Germania, la società iniziò producendo lenti e microscopi. Solo nel 1925 presentò al pubblico la sua prima fotocamera, la Leica I, alla fiera di primavera di Lipsia. Negli anni successivi, divenne lo strumento prediletto di fotoreporter leggendari come Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, consolidando la sua reputazione mondiale.
Manualità e precisione: il cuore della Leica
Oggi, cento anni dopo, le fotocamere Leica vengono ancora assemblate a mano nello stabilimento di Wetzlar, vicino Francoforte. Circa 70 tecnici utilizzano cacciaviti di precisione e pinzette antistatiche per montare oltre 600 componenti. I lenti Leica vengono lucidati con una precisione al millesimo di millimetro, garantendo la qualità ottica che ha reso celebre il marchio.
“Con una Leica si diventa fotografi migliori”
Il fotografo britannico Alan Schaller, che utilizza una versione monocromatica della Leica M11, sottolinea l’importanza dei comandi manuali. Regolare apertura, tempi e sensibilità, spiega, diventa naturale e persino più veloce dei sistemi automatici.
Il passaggio al digitale e la rinascita del marchio
Dopo una fase difficile negli anni 2000, Leica ha saputo rinnovarsi abbracciando il digitale. Oggi i modelli elettronici, come la M11, rappresentano la maggior parte delle vendite, senza però abbandonare il fascino dell’analogico, con fotocamere come la storica Leica M6.
Crescita e prospettive future
Secondo l’amministratore delegato Matthias Harsch, Leica prevede di raggiungere nel 2024/25 un fatturato record di 600 milioni di euro, con una crescita annua vicina al 10%. A fronte di un mercato delle fotocamere digitali cresciuto solo del 4% lo scorso anno (dati Gfk), Leica continua a puntare su ricerca e innovazione, investendo oltre il 10% delle vendite in sviluppo tecnologico.

Oltre la fotografia: diversificazione e partnership
La gamma Leica non si limita più alle fotocamere. L’azienda produce anche orologi di lusso, proiettori laser per home cinema e collabora con brand tecnologici. I suoi obiettivi si trovano sugli smartphone Xiaomi e sul telefono Leitz Phone, sviluppato con Sharp per il mercato giapponese.
Fotocamera Leica vs smartphone: due mondi a confronto
Nonostante l’integrazione nei telefoni cellulari, per Harsch la differenza resta netta: “Con uno smartphone si scattano istantanee, con una Leica si creano fotografie”. Due universi che convivono pacificamente, ma con standard qualitativi differenti.
Presenza globale e nuove aperture
Gli Stati Uniti rappresentano circa il 20% delle vendite totali del marchio. Con oltre 120 negozi nel mondo, Leica punta a espandere ulteriormente la propria rete di boutique e flagship store, consolidando la sua presenza nei mercati chiave.