
- Perché l’ONU segue il cometa 3I/ATLAS?
- C’è un rischio per la Terra?
- Quanto durerà il monitoraggio e cosa si scoprirà nei prossimi mesi?
Perché l’ONU monitora il cometa 3I/ATLAS e cosa sapere davvero?
L’ONU ha confermato il 27 novembre 2025 l’attivazione della Rete Internazionale di Allerta sugli Asteroidi (IAWN) per monitorare il cometa 3I/ATLAS, un oggetto considerato di particolare interesse scientifico.

Il cometa 3I/ATLAS rappresenta una minaccia per la Terra?
No. Secondo le Nazioni Unite, il cometa 3I/ATLAS non costituisce alcun pericolo per il nostro pianeta. L’attivazione della IAWN rientra in un programma di osservazione prolungata destinato a raccogliere dati dettagliati su questo raro oggetto interstellare.
Quanto durerà il monitoraggio del cometa?
La sorveglianza durerà circa due mesi, fino a quando il cometa uscirà dal Sistema Solare e non sarà più osservabile dagli strumenti delle agenzie spaziali coinvolte. Si tratta dell’ottavo esercizio di questo tipo da parte della IAWN, attiva con regolarità dal 2017; tuttavia, la natura peculiare del cometa 3I/ATLAS ha attirato particolare attenzione.
Quando saranno divulgati i risultati della ricerca?
Le Nazioni Unite prevedono di presentare i risultati in una conferenza mondiale durante i primi mesi del 2026, una volta completata l’analisi dei dati raccolti.

L’indagine sul cometa era stata pianificata in anticipo?
Sì. L’ONU ha chiarito che la campagna di osservazione della IAWN dedicata alle comete per il 2025 era stata programmata già nel 2024. L’arrivo del cometa 3I/ATLAS, scoperto a metà 2025, è stato semplicemente integrato nel piano originale senza alterarne la logica operativa.
Quando avverrà il massimo avvicinamento alla Terra?
Il cometa 3I/ATLAS raggiungerà la distanza minima dalla Terra il 19 dicembre 2025. In quella data saranno effettuate le misurazioni più precise, utili a chiarire la sua composizione e a risolvere i principali interrogativi scientifici che lo circondano.