
- Cosa mostrano le nuove immagini della cometa 3I/ATLAS?
- Perché è così rara?
- Da dove arriva l’oggetto interstellare studiato dalla NASA?
NASA pubblica nuove immagini della cometa interstellare 3I/ATLAS
La NASA ha diffuso una serie di immagini inedite della cometa 3I/ATLAS, sottolineando ancora una volta che si tratta di un oggetto naturale proveniente dallo spazio interstellare. La cometa, scoperta a luglio, è rapidamente diventata virale per le speculazioni che la descrivevano come un possibile veicolo alieno. La comunità scientifica, però, è sempre rimasta compatta nell’identificarla come una cometa naturale.

Le ragioni del ritardo nella pubblicazione delle immagini
Il rilascio del nuovo materiale è arrivato dopo settimane di silenzio da parte dell’agenzia spaziale, un periodo sovrapposto allo shutdown del governo statunitense (1 ottobre – 12 novembre). In quei giorni la cometa si trovava dietro il Sole, ha raggiunto il perihelio il 29 ottobre ed è entrata nella sua fase più attiva. Il ritardo nella pubblicazione delle immagini ha alimentato teorie complottistiche sul fatto che la NASA avesse qualcosa da nascondere.
La posizione ufficiale della NASA
Durante una diretta streaming del 19 novembre, la NASA ha affrontato apertamente le voci in circolazione. Amit Kshatriya, Associate Administrator dell’agenzia, ha dichiarato:
«Questo oggetto è una cometa. Si comporta come una cometa e tutte le evidenze indicano che sia una cometa. La differenza è che arriva da fuori dal Sistema Solare, ed è questo a renderlo affascinante, emozionante e scientificamente rilevante».
Le nuove osservazioni e gli strumenti utilizzati
Le immagini sono state raccolte da diverse missioni NASA. Le più ravvicinate provengono dalla Mars Reconnaissance Orbiter, che grazie alla camera HiRISE ha ripreso 3I/ATLAS durante il suo rapido passaggio accanto a Marte a inizio ottobre.
L’orbiter MAVEN ha invece catturato immagini in ultravioletto utili a studiare la composizione della chioma e del nucleo.
Altre osservazioni provengono dagli strumenti di monitoraggio solare della missione STEREO, oltre che dalle sonde Psyche e Lucy, attualmente impegnate in missioni verso gli asteroidi. Le immagini sono state elaborate solo di recente e le analisi scientifiche sono ancora in corso, motivo per cui i risultati preliminari restano limitati.

Origine interstellare e possibile età della cometa
Gli astronomi sanno con certezza che la cometa 3I/ATLAS provenga da oltre il Sistema Solare, anche se non è stato ancora possibile individuarne il sistema stellare d’origine. Le prime stime suggeriscono che potrebbe essere molto antica: forse miliardi di anni più vecchia del nostro Sole.
Tom Statler, scienziato responsabile per i piccoli corpi del Sistema Solare alla NASA, ha spiegato che la velocità estremamente elevata della cometa — circa tre volte quella media delle stelle vicine — indica una lunga permanenza nello spazio interstellare. «La probabilità è che provenga da un sistema stellare più antico del nostro. Pensare che 3I/ATLAS sia una finestra sul passato profondo, antecedente alla formazione della Terra e del Sole, dà letteralmente la pelle d’oca», ha dichiarato.
Perché 3I/ATLAS è così importante per la scienza
Pur essendo un oggetto naturale, 3I/ATLAS rappresenta una rarità assoluta: è solo la terza cometa interstellare mai osservata, e potrebbe essere una delle più antiche e massicce registrate finora. Le nuove immagini aiuteranno i ricercatori a studiarne la struttura, la composizione e l’evoluzione, offrendo informazioni su ambienti e processi che avvengono in sistemi planetari lontanissimi.