
- Quanto aumentano gli stipendi dei docenti e del personale ATA nel 2025?
- Quando arriva la firma con l’Aran e cosa prevede il nuovo contratto scuola?
Rinnovo contratto scuola: aumenti fino a 185 euro, in arrivo la firma con l’Aran
L’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, ha convocato le organizzazioni sindacali per definire gli ultimi dettagli del nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca, che prevede incrementi medi fino a 185 euro lordi al mese. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha espresso ottimismo sull’accordo imminente, annunciando su Radio 24 che «le sensazioni sono buone, potremmo chiudere già domani».
Aumenti medi fino a 185 euro: ecco la proposta economica
La proposta dell’Aran si attesta su 150 euro medi lordi mensili, con punte di 185 euro a seconda del grado e dell’anzianità di servizio. Le principali sigle sindacali, come la Uil Scuola, hanno manifestato disponibilità alla firma, mentre la Cgil mantiene una posizione più prudente.
L’accordo prevede anche arretrati medi stimati in 1.444 euro lordi, calcolati dal 2022, per compensare il ritardo del rinnovo contrattuale. Complessivamente, l’aumento corrisponde a circa il 6% della massa salariale complessiva.

Incrementi per il personale docente e amministrativo
Gli aumenti variano in base al ruolo e all’anzianità:
- Docenti: tra 105 e 177 euro lordi mensili.
- Personale amministrativo e tecnico: da 82 a 186 euro lordi.
Questi incrementi consolidano quanto già erogato grazie al Decreto-Legge 145/2023 (“Anticipi”), che aveva anticipato oltre il 60% degli aumenti oggi confermati in busta paga.
Decreto-Legge 127/2025: una tantum e aggiornamenti
Con il Decreto-Legge 127/2025, voluto dal ministro Giuseppe Valditara, è stata introdotta un’una tantum pari a 142 euro lordi per ciascun lavoratore. Si tratta di un’integrazione temporanea che, sommata agli arretrati, porta il beneficio economico complessivo a livelli significativi per il personale scolastico.

Aumenti per grado di scuola e anzianità di servizio
Gli aumenti si differenziano in base al grado scolastico e agli anni di servizio.
- Scuola dell’infanzia e primaria:
- 15-20 anni di anzianità: +132 euro/mese
- 21-27 anni: +142 euro/mese
- Oltre 35 anni: +159 euro/mese
- Scuola secondaria di primo grado (medie):
- 15-20 anni: +145 euro/mese
- 21-27 anni: +156 euro/mese
- Oltre 35 anni: +177 euro/mese
Queste cifre rispecchiano la progressione retributiva in funzione dell’esperienza e della qualifica professionale.
Focus su università ed enti di ricerca
Nel comparto universitario, gli aumenti saranno compresi tra 137 e 215 euro lordi mensili, a seconda delle qualifiche.
Per gli Enti pubblici di ricerca, invece, la forbice sarà più ampia, con incrementi che vanno da 175 a 240 euro.
Anche in questo settore la contrattazione ha l’obiettivo di uniformare le retribuzioni ai livelli europei, migliorando l’attrattività delle carriere accademiche e scientifiche italiane.
Il nuovo contratto triennale 2025-2027
Con la chiusura di questo accordo, si apre il tavolo per il Contratto collettivo nazionale 2025-2027, che interesserà oltre 1,3 milioni di lavoratori tra docenti, ATA, universitari e ricercatori.
L’obiettivo dichiarato dei sindacati, in particolare dell’Anief, è ottenere nei prossimi tre rinnovi un aumento complessivo di circa 450 euro lordi, necessario per recuperare il 16% dell’inflazione accumulata dal 2022.
Le richieste dei sindacati per il futuro
Oltre agli aumenti salariali, le organizzazioni sindacali chiedono riforme strutturali che incidano sulla qualità del lavoro e sulla carriera del personale scolastico.
Tra le principali richieste:
- Riscatto agevolato degli anni universitari;
- Pensionamento anticipato per il personale soggetto a burnout;
- Maggiori fondi per la Carta del docente, estesa anche ai supplenti annuali;
- Riforma del reclutamento con doppio canale di ingresso;
- Introduzione dei buoni pasto per tutto il personale scolastico.
Prospettive e impatti sul comparto istruzione
L’accordo con l’Aran rappresenta un passo importante verso il rinnovo contrattuale dell’intero comparto istruzione e ricerca. Gli aumenti economici, seppur parzialmente anticipati, segnano un rafforzamento del potere d’acquisto e pongono le basi per una riforma più equa e sostenibile del lavoro pubblico nel settore educativo.