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Tragedia in Crociera: Muore Donna dimenticata sull’isola

| 29 Ottobre 2025

Una donna di 80 anni muore dimenticata su un’isola della Grande Barriera Corallina durante un’escursione: indagini in corso.


coral adventurer crociera incidente

  • Come è possibile che una donna sia rimasta sola su un’isola?
  • Quali responsabilità della crociera?
  • Cosa dicono le autorità australiane?

L’episodio che ha scosso l’Australia

Le autorità australiane hanno avviato un’indagine approfondita dopo la tragica morte di una donna di 80 anni, rimasta dimenticata su un’isola deserta durante un’escursione organizzata da una nave da crociera nella Grande Barriera Corallina. L’incidente è avvenuto sabato scorso e ha subito sollevato interrogativi sulla sicurezza dei passeggeri e sui protocolli adottati dalle compagnie marittime che operano nella zona.

L’escursione a Lizard Island e la scomparsa

La vittima si trovava a bordo della Coral Adventurer, una delle navi della compagnia Coral Expeditions, specializzata in crociere di lusso lungo le coste australiane. Durante una tappa dell’itinerario, la donna era sbarcata con altri passeggeri per un’escursione a Lizard Island, un’isola remota situata a circa 250 chilometri a nord di Cairns, famosa per le acque cristalline e i paesaggi incontaminati.

Secondo quanto riportato dalla BBC, la donna avrebbe deciso di allontanarsi temporaneamente dal gruppo per riposarsi all’ombra, mentre gli altri turisti proseguivano la visita. Poco dopo, la nave avrebbe lasciato l’isola, apparentemente senza effettuare un controllo accurato della presenza di tutti i passeggeri a bordo.

Le ore di angoscia e l’allarme lanciato dall’equipaggio

Solo al tramonto, durante la navigazione, l’equipaggio della Coral Adventurer si sarebbe accorto della mancanza della donna, facendo scattare immediatamente l’allarme. La nave è tornata verso Lizard Island, mentre è stata attivata una vasta operazione di ricerca e soccorso coordinata dall’Autorità australiana per la sicurezza marittima (AMSA), con il supporto della polizia del Queensland e delle autorità locali.

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Lizard Island, luogo della tragica morte di una donna dimenticata durante un’escursione in crociera.

Squadre aeree e marittime hanno setacciato l’isola per tutta la notte. Le ricerche si sono concluse tragicamente domenica mattina, quando il corpo senza vita dell’anziana è stato trovato lungo la costa. Le autorità non hanno ancora reso note le cause del decesso, ma non si esclude che la donna possa essere stata colta da malore o disidratazione, complice il caldo estremo e l’isolamento del luogo.

Le indagini dell’Amsa e il ruolo della compagnia

L’Amsa ha confermato l’apertura di un’indagine ufficiale per chiarire le circostanze dell’accaduto e valutare eventuali responsabilità da parte dell’equipaggio. Gli investigatori incontreranno i membri della Coral Adventurer al suo arrivo nel porto di Darwin nei prossimi giorni.

In una nota ufficiale, Mark Fifield, direttore generale di Coral Expeditions, ha espresso “profondo rammarico” per l’accaduto:

“Siamo profondamente dispiaciuti per la tragica morte della nostra passeggera. Il nostro equipaggio ha contattato la famiglia per offrire pieno sostegno e coopereremo con le autorità durante tutte le fasi dell’indagine.”

La compagnia ha inoltre dichiarato di aver avviato una verifica interna delle proprie procedure di sicurezza, per comprendere come sia stato possibile che un passeggero rimanesse sull’isola senza essere notato.

Sicurezza delle crociere sotto osservazione

L’incidente ha acceso un ampio dibattito in Australia sull’efficacia dei protocolli di sicurezza nelle escursioni organizzate dalle navi da crociera. In particolare, le associazioni dei consumatori e i sindacati del settore marittimo hanno chiesto un rafforzamento delle procedure di controllo al momento del reimbarco dei passeggeri, soprattutto nelle zone più remote come la Grande Barriera Corallina, dove le condizioni ambientali possono diventare rapidamente critiche.

Esperti del settore sostengono che la tragedia evidenzi una falla sistemica nelle verifiche di bordo, spesso affidate a procedure manuali o poco rigorose. Alcune compagnie, infatti, si basano ancora su liste cartacee o conteggi visivi dei passeggeri, invece di utilizzare sistemi digitali di tracciamento o braccialetti elettronici che garantirebbero maggiore precisione.

Le reazioni e il dolore della famiglia

La notizia ha suscitato sconcerto e indignazione sia in Australia che a livello internazionale. Sui social media, molti utenti hanno espresso cordoglio per la vittima e chiesto maggiore attenzione da parte delle compagnie crocieristiche nei confronti dei passeggeri più anziani.

La famiglia della donna, raggiunta dalle autorità, ha chiesto rispetto della privacy ma ha espresso fiducia nelle indagini in corso, auspicando che la tragedia possa servire a migliorare gli standard di sicurezza nel settore delle crociere di lusso.

Una lezione da non dimenticare

Il caso della Coral Adventurer si aggiunge ad altri incidenti avvenuti negli ultimi anni nelle acque australiane, e potrebbe diventare un punto di svolta per la regolamentazione delle crociere ecoturistiche nella Grande Barriera Corallina.

Le autorità marittime e il governo federale hanno già annunciato la possibilità di introdurre nuove norme di sicurezza obbligatorie per le compagnie che operano in aree isolate, al fine di garantire che nessun passeggero venga mai più lasciato indietro.