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Megafrode in Bitcoin: la più grande confisca di Criptovalute al mondo

| 30 Settembre 2025

Scopri come Qian Zhimin ha orchestrato la più grande confisca di bitcoin e criptovalute della storia, con 7,4 miliardi di dollari coinvolti.


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  • Chi è Qian Zhimin?
  • Come è stata realizzata la più grande confisca di bitcoin?
  • Quali implicazioni per le criptovalute e il settore finanziario?

La più grande confisca di criptovalute al mondo: il megafrode orchestrato da una donna cinese

La polizia londinese ha confermato che Qian Zhimin, conosciuta anche come Zhang Yadi, si è dichiarata colpevole di aver organizzato una delle più grandi truffe in bitcoin della storia, portando alla maggior confisca di criptovalute a livello mondiale. La vicenda ha attirato l’attenzione internazionale per l’entità dei fondi coinvolti e per le modalità complesse con cui sono stati trasferiti e riciclati.

La confessione e le accuse

Qian Zhimin, 47 anni, ha ammesso davanti a un tribunale del Regno Unito di aver partecipato a una frode da 7,4 miliardi di dollari in bitcoin. I magistrati britannici l’hanno accusata di acquisizione e possesso di beni di origine illecita, due reati gravi che rappresentano un punto centrale nella lotta internazionale al riciclaggio di denaro tramite criptovalute.

Will Lyne, responsabile del Comando dei Crimini Economici e Cibernetici della Metropolitan Police, ha definito il caso “uno dei più grandi episodi di lavaggio di denaro nel Regno Unito e uno dei casi di criptovalute di maggior valore a livello mondiale”.

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Qian Zhimin, la donna responsabile del megafrode in bitcoin e della più grande confisca di criptovalute al mondo.

Come è stato orchestrato il megafrode

La donna era ricercata dalle autorità da diversi anni e nel mese di aprile dello scorso anno è stata finalmente arrestata. Le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 61.000 bitcoin, parte dei fondi ottenuti tra il 2014 e il 2017 tramite truffe su larga scala che hanno coinvolto più di 128.000 persone in Cina.

I proventi illeciti sono stati convertiti in bitcoin, rendendo la truffa una delle più ingenti nella storia della criptovaluta. Gli investigatori sottolineano come Qian avesse creato una rete complessa di società e conti virtuali per nascondere la provenienza dei fondi, un sistema studiato per eludere controlli bancari e regolatori finanziari internazionali.

Arrivo nel Regno Unito e tentativo di riciclaggio

Secondo i rapporti della polizia, Qian è arrivata nel Regno Unito nel settembre 2017 utilizzando un passaporto falso di San Cristóbal e Nieves. Un anno dopo ha tentato di riciclare denaro acquistando proprietà immobiliari tramite il complice Jian Wen, condannato successivamente a sei anni e otto mesi di carcere.

Questo tentativo di convertire fondi illeciti in beni tangibili rappresenta un esempio classico di come le truffe in criptovalute possano estendersi ben oltre il contesto digitale, coinvolgendo anche il settore immobiliare internazionale.

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La polizia londinese sequestra oltre 61.000 bitcoin nella più grande operazione contro le criptovalute illegali.

La battaglia legale sui fondi sequestrati

La corte britannica ha disposto la detenzione preventiva di Qian in attesa della sentenza, ancora da fissare. Gli avvocati della donna hanno dichiarato che la loro cliente nega le accuse di frode presentate contro di lei in Cina.

Intanto, i fondi confiscati sono al centro di una disputa legale tra il Governo del Regno Unito e investitori cinesi, entrambi interessati a stabilire la proprietà della somma. La ministra delle Finanze britannica, Rachel Reeves, ha annunciato che gli asset sequestrati saranno destinati a ridurre il deficit pubblico, secondo quanto riportato da Sky News.

Implicazioni per il settore delle criptovalute

Questo caso evidenzia come le truffe in bitcoin e criptovalute possano generare danni economici su scala globale e solleva interrogativi sulle norme di sicurezza e trasparenza nelle transazioni digitali. Gli esperti sottolineano l’importanza di regolamentazioni più rigorose per prevenire il riciclaggio di denaro e tutelare gli investitori.

Inoltre, la vicenda mostra quanto sia cruciale la cooperazione internazionale tra forze dell’ordine, banche e piattaforme di criptovalute per intercettare operazioni illecite che attraversano diversi continenti.

Il bilancio della confisca

La storia di Qian Zhimin e della più grande confisca di criptovalute del mondo rappresenta un monito per chi opera nel settore digitale: le truffe in bitcoin possono avere conseguenze legali e finanziarie enormi. La vicenda continua a essere seguita da vicino dagli analisti finanziari e dalle autorità internazionali, segnando un precedente importante nella lotta globale al riciclaggio di denaro tramite criptovalute.