
- Perché Benigni ha conquistato la serata TV?
- Cosa ha colpito il pubblico?
- Quali dati ascolto hanno premiato “Pietro – Un Uomo nel Vento”?
Benigni domina gli ascolti con “Pietro – Un Uomo nel Vento”
Roberto Benigni conquista la prima serata con lo speciale “Pietro – Un Uomo nel Vento” su Rai1, seguito da 3.968.000 telespettatori e dal 24,4% di share, con picchi oltre 4,9 milioni e il 27% di share. Canale 5 ottiene il secondo posto con “La notte nel cuore” (2.357.000 spettatori, 15,1%), mentre Rai3 con “Chi l’ha Visto?” raggiunge 1.225.000 spettatori e il 7,7%.
Fuori dal podio si posizionano Tv8 con la Champions League Real Madrid–Manchester City (1.155.000 spettatori, 5,9%), Rai2 con “Con Air” (625.000 spettatori, 3,6%), Italia 1 con “Interstellar” (602.000 spettatori, 4,3%), Nove con “La Corrida” (573.000 spettatori, 4,2%), La7 con “L’uomo della pioggia” (453.000 spettatori, 2,6%) e Rete 4 con “Realpolitik” (421.000 spettatori, 3,2%).
In access prime time La Ruota della Fortuna su Canale 5 ottiene 5.210.000 spettatori (25,2%), mentre Affari Tuoi su Rai1 ne totalizza 4.597.000 (22,2%).
Il monologo di Benigni: il legame tra Pietro e Gesù
Nel suo monologo, Benigni descrive San Pietro come “il migliore amico di Gesù”, aprendo lo speciale con un tono intimo e narrativo. L’evento è ambientato nei giardini segreti del Vaticano, un luogo solitamente accessibile solo ai Pontefici. Tra ironia e riflessione, l’attore racconta aneddoti, contesti storici e passaggi evangelici legati alla figura di Pietro.
Dopo “I dieci comandamenti” e “Il sogno”, Benigni torna a un racconto biblico affrontando la vita dell’uomo a cui Cristo affidò la sua Chiesa. Mostra la parte “nascosta” della Basilica di San Pietro e approfondisce la vicenda archeologica legata alla tomba e alle reliquie dell’apostolo. Pietro viene presentato come un uomo semplice, un pescatore della Galilea, che giunge a Roma con un’idea rivoluzionaria: un Dio che si fa ultimo tra gli uomini.
L’attore definisce Pietro “il primo follower di Gesù”, sottolineandone la fede incrollabile nonostante dubbi, paure e fragilità. La narrazione è costellata da episodi emblematici: il tentativo di camminare sulle acque, il rinnegamento, le incomprensioni con il Maestro, fino al ruolo decisivo che assume nella storia del Cristianesimo.
La rivoluzione dell’amore secondo Gesù
Il monologo si concentra anche sul messaggio di uguaglianza portato da Gesù in un’epoca segnata dalla schiavitù. Benigni ricorda come Cristo abbia annullato ogni barriera sociale, proclamando che davanti a Dio non esistono schiavi o padroni, uomini o donne, ma tutti sono fratelli.
Gesù viene descritto come colui che ha “inventato l’amore” nel senso moderno del termine: un amore universale, compreso quello verso il nemico. Un insegnamento radicale che, secondo lo storico Ernest Renan, ha contribuito a cancellare ogni distinzione di razza e a trasformare profondamente il mondo.