
- Come nacque il leggendario sodalizio tra Mina e Barilla?
- Cosa rivelano i Caroselli sul costume e sulla pubblicità italiana degli anni ’60?
Mina e Barilla, 60 anni dal primo Carosello: la mostra alla Fondazione Magnani-Rocca
Nel 1965, in un’Italia in piena trasformazione culturale, l’incontro tra Pietro Barilla e Mina a Roma diede avvio a una stagione pubblicitaria destinata a ridefinire il ruolo della pasta nella cultura popolare. A sessant’anni dal primo Carosello Barilla con Mina testimonial, la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dedica una sezione speciale della mostra “Moda e pubblicità in Italia 1950-2000” a questo sodalizio, esponendo abiti di scena, filmati e materiali fotografici tratti dall’Archivio Storico Barilla.

Unione tra spettacolo, moda e pubblicità
I materiali esposti documentano un unicum nella storia della comunicazione pubblicitaria italiana. Alla regia e alla consulenza creativa di Mina contribuirono nomi di rilievo del cinema e della televisione — tra cui Valerio Zurlini, Piero Gherardi (due volte premio Oscar per i costumi), Antonello Falqui, Enzo Trapani ed Enrico Sannia — che costruirono messaggi raffinati e graficamente estremi, caratterizzati da scenografie surreali, abiti originali, inquadrature audaci e montaggi dinamici.
L’immagine di Mina nei caroselli
Al centro della narrazione pubblicitaria rimane Mina: interprete carismatica, con una mimica e una recitazione che valorizzano il prodotto. Nei caroselli la cantante accarezza le confezioni o troneggia accanto a immagini monumentali, sostenendo il claim che rese celebre il legame tra qualità e gusto: “B come Buona cucina, B come Barilla”. Le ambientazioni spaziano da architetture geometriche e strutture industriali a riferimenti classici e opere surrealiste, trasformando la scena pubblicitaria in una vetrina di stile.
Moda, costume e trasformazione dello stile
Il guardaroba di Mina — firmato da importanti costumisti e realizzato da maestranze sartoriali — rappresenta un percorso visivo della moda degli anni Sessanta. Dai tagli yé-yé del 1965, con acconciature alla Twiggy, alle mise tempestati di strass e paillettes fino ai lunghi boccoli dei caroselli diretti da Zurlini nel 1970, l’evoluzione del look riflette e spesso anticipa tendenze del periodo, trasformando la cantante in icona e musa.
Innovazione di prodotto e percezione della pasta
La collaborazione con Mina segnò anche una scelta strategica per Barilla, volta a valorizzare la modernità dei prodotti lanciati attraverso i caroselli. L’arrivo della pasta confezionata e la promozione dei primi sughi pronti — prodotti che iniziarono a essere commercializzati alla fine degli anni Sessanta — vennero narrati come scelte di stile e praticità, contribuendo a trasformare la pasta in un simbolo di tendenza esportato a livello internazionale.

Abiti, fotografia e archivio
La Fondazione Magnani-Rocca ospita una selezione di abiti disegnati da Piero Gherardi e realizzati dalla sartoria di Gabriele Mayer, affiancati dalle fotografie di scena di Piero Pascuttini, noto ritrattista delle dive di Cinecittà. I materiali offrono una lettura visiva dell’intersezione tra moda, cinema e pubblicità in quegli anni.
Evento speciale: “Pasta Diva” e proiezione dei caroselli
Nell’ambito di ApritiModa 2025 e in occasione della Giornata Mondiale della Pasta, il 25 ottobre 2025 la Fondazione promuove l’evento speciale “Pasta Diva – Mina e la moda in Italia negli anni Sessanta nei Caroselli Barilla”, con una conferenza e la proiezione di alcuni dei caroselli più significativi. Interverranno Giancarlo Gonizzi, curatore dell’Archivio Storico Barilla, ed Emmanuel Grossi, curatore della sezione multimediale della mostra, per ricostruire le atmosfere culturali di quel decennio.
La Giornata Mondiale della Pasta si celebra ogni anno il
25 ottobre per promuovere le qualità nutrizionali e la versatilità della pasta. La ricorrenza è nata nel 1998, dopo il primo congresso mondiale dei produttori di pasta nel 1995, ed è promossa principalmente dall’Unione Italiana Food e dall’International Pasta Organization.
Valore storico e culturale dei filmati
“I filmati commerciali realizzati da Mina per Barilla possono essere considerati tra i massimi risultati della pubblicità italiana degli anni Sessanta”, osserva Giancarlo Gonizzi. Le immagini dei caroselli offrono una chiave di lettura dell’evoluzione sociale e culturale del Paese e restano oggi documenti preziosi per studiosi e appassionati.
ApritiModa 2025 e accessibilità del patrimonio
L’iniziativa è parte della nona edizione di ApritiModa, che il 25 e 26 ottobre 2025 aprirà le porte di circa cento realtà del Made in Italy tra laboratori, botteghe e atelier, con visite guidate e incontri con stilisti e artigiani. I 65 cortometraggi, gli abiti e le fotografie di scena dei Caroselli Barilla con Mina sono consultabili anche online sul sito dell’Archivio Storico Barilla: www.archiviostoricobarilla.com.
Informazioni pratiche
La mostra “Moda e pubblicità in Italia 1950-2000” e la sezione dedicata a Mina e Barilla sono visitabili presso la Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma). Il calendario degli eventi e le modalità di partecipazione a ApritiModa 2025 sono consultabili attraverso i canali ufficiali della Fondazione. [Credits Foto: La Gazzetta di Parma]