
- Esiste una città nucleare nascosta in Groenlandia?
- Quali segreti della Guerra Fredda cela il ghiaccio?
- Come la NASA l’ha scoperta?
La NASA scopre una città nucleare sommersa in Groenlandia: una base segreta della Guerra Fredda
Un recente scoperta della NASA ha rivelato una base militare americana nascosta sotto il ghiaccio del nord-est della Groenlandia, offrendo nuove prospettive sulla Guerra Fredda e i progetti segreti degli Stati Uniti. La scoperta mostra come la tecnologia moderna possa rivelare strutture dimenticate e svelare operazioni militari nascoste per decenni.

La scoperta della base nascosta sotto il ghiaccio
A circa 30 metri di profondità, sotto strati di ghiaccio spesso e immacolati, i ricercatori hanno individuato una struttura costruita negli anni ’50 che era rimasta completamente nascosta per decenni. L’individuazione è avvenuta grazie all’uso di tecnologia radar avanzata, inizialmente impiegata per studiare i ghiacciai. Le prime immagini hanno rivelato ciò che sembrava essere una vera e propria città sotterranea, corrispondente agli edifici e ai tunnel della vecchia base.
La scoperta evidenzia come la ricerca scientifica possa incrociarsi con la storia militare, portando alla luce progetti segreti che fino a poco tempo fa erano considerati perduti. Gli esperti sottolineano che il ritrovamento permette anche di studiare le sfide ingegneristiche affrontate dagli Stati Uniti durante la Guerra Fredda in ambienti estremi.
Come è stata individuata la città nucleare
Il ritrovamento è avvenuto durante un volo scientifico nell’aprile 2024 sopra il nord della Groenlandia. A bordo, un gruppo di scienziati stava testando il radar UAVSAR (Radar ad Apertura Sintetica per Veicoli Aerei non Tripulati), progettato per generare mappe dettagliate delle capanne glaciali e delle strutture sepolte.
Il radar ha rilevato strutture insolite sepolte a più di 30 metri di profondità. Le immagini mostravano una rete di tunnel, edifici collegati e i resti di quella che era una base sotterranea completamente operativa. Gli esperti hanno immediatamente notato che la disposizione dei tunnel e degli edifici non corrispondeva a strutture naturali, suggerendo un progetto umano complesso.

Inizialmente, gli specialisti non sono riusciti a identificarne la natura. L’analisi successiva ha permesso di ricostruire per la prima volta la distribuzione completa di Camp Century, abbandonata nel 1967. La base disponeva di dormitori, mense, laboratori scientifici e spazi per circa 200 persone, alimentata da un reattore nucleare trasportato attraverso il ghiaccio mediante una complessa operazione logistica, considerata all’epoca una delle più ambiziose per ambienti estremi.
Chad Greene, specialista in teledetizione satellitare e apprendimento automatico presso il JPL/Caltech, ha dichiarato al Wall Street Journal che osservare la complessità della struttura è stato come “scoprire una civiltà perduta”, evidenziando la sofisticazione tecnica della base.
Camp Century: la città segreta della Guerra Fredda
Camp Century fu uno dei progetti più strategici degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda. Costruita nel 1959 dal Corpo degli Ingegneri dell’Esercito Americano, la base si trovava a 240 km a est della Base Spaziale Pituffik, e si estendeva per circa 3 km attraverso 21 tunnel sotterranei.
La struttura era alimentata da un reattore nucleare, uno dei primi esperimenti di energia nucleare mobile, e progettata per ospitare missili nucleari in grado di resistere a un eventuale attacco nemico. Nonostante il potenziale militare, il progetto non fu mai completato per mancanza di autorizzazioni da parte del governo danese. La base fu abbandonata nel 1967, quando il continuo movimento dei ghiacciai minacciava di compromettere la sicurezza delle strutture sotterranee.
Oltre alla funzione militare, Camp Century aveva anche uno scopo scientifico: la base conteneva laboratori per lo studio del ghiaccio e dei cambiamenti climatici, anticipando le future missioni di ricerca polare. Questo duplice ruolo militare e scientifico ha reso il progetto unico nel suo genere.

L’impatto politico e strategico della scoperta
La rivelazione di Camp Century mostra l’estensione degli sforzi segreti degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda e riaccende vecchie tensioni tra Danimarca e Washington. Documenti declassificati nel 1996 hanno confermato il vero scopo della base: il Progetto Iceworm, un piano del Pentagono per installare fino a 600 missili nucleari a medio raggio sotto il ghiaccio della Groenlandia.
Il governo danese, che aveva dichiarato il proprio territorio libero da armi nucleari, non fu mai informato dell’obiettivo reale. La base fu infine smantellata a causa dell’impossibilità di mantenere il materiale nucleare sotto il ghiaccio in continuo movimento.
Oggi, Camp Century giace sepolta a circa 30 metri sotto la superficie ghiacciata, rappresentando una delle pagine più segrete e affascinanti della Guerra Fredda, e un esempio delle sfide tecnologiche e logistiche affrontate dagli Stati Uniti per operare in ambienti estremi.
La tecnologia radar che ha rivoluzionato le scoperte polari
La scoperta evidenzia anche il ruolo della tecnologia moderna nella ricerca polare. L’UAVSAR e altri strumenti di teledetenzione permettono oggi di mappare il sottosuolo e individuare strutture nascoste, aprendo nuove possibilità di studio sia per la storia militare che per la scienza ambientale. Grazie a questi strumenti, i ricercatori possono comprendere meglio l’evoluzione dei ghiacciai e le sfide legate al cambiamento climatico, collegando così storia, tecnologia e scienza in un unico contesto.