
- Come cambia il passaporto dal 2025?
- Quali pagamenti usare?
- Dove fare domanda?
- Cosa serve davvero per la nuova procedura?
Cosa cambia dal 1° dicembre per la domanda di passaporto in Italia?
Dal 1° dicembre 2025 entrano in vigore importanti novità per chi deve richiedere il passaporto italiano. Le modifiche riguardano soprattutto le modalità di pagamento, gli strumenti digitali utilizzabili e alcuni passaggi della procedura amministrativa. L’obiettivo è semplificare il processo, ridurre le code agli sportelli e uniformare il sistema ai principi della piattaforma PagoPA.

Quali sono le nuove modalità di pagamento del passaporto?
A partire da questa data, il pagamento del passaporto non potrà più essere effettuato tramite bollettino postale.
Resteranno validi esclusivamente i bollettini già versati prima del 1° dicembre 2025.
Da oggi, invece, il contributo deve essere pagato tramite:
- canali fisici e digitali messi a disposizione da Poste Italiane;
- piattaforma PagoPA, attraverso i vari Prestatori di servizi di pagamento (Psp).
Tra gli operatori abilitati rientrano banche, sportelli postali, home banking, app di pagamento e piattaforme che aderiscono al circuito PagoPA.
Dove si presenta la domanda di passaporto?
La domanda per ottenere il passaporto può essere inoltrata:
- presso gli Uffici Passaporti del luogo di residenza, domicilio o dimora;
- all’estero, tramite ambasciate e consolati che gestiscono il rilascio dei documenti ai cittadini italiani.
La procedura resta sostanzialmente invariata, ma cambia la modalità con cui viene effettuato il pagamento, ora completamente digitalizzato.

Dove si può effettuare il pagamento?
Il nuovo sistema offre più canali disponibili, sia fisici sia online. I cittadini possono pagare in:
- Uffici Postali;
- sportelli bancari aderenti;
- tabaccherie abilitate al circuito PagoPA;
- ricevitorie autorizzate;
- piattaforme online di Poste, Banche e altri Psp, con possibilità di effettuare tutto da casa.
Questa diversificazione consente una maggiore flessibilità, soprattutto a chi preferisce operare in autonomia tramite smartphone o computer.
Quali dati servono per pagare?
Al momento del pagamento è obbligatorio indicare:
- nome e cognome del richiedente;
- codice fiscale, anche nel caso di persone minorenni.
Queste informazioni permettono al sistema di associare correttamente il pagamento alla domanda di passaporto e velocizzare la procedura presso la Questura o il consolato.
Quanto costa ora il passaporto?
Il contributo previsto per il rilascio del passaporto è stato aggiornato a 42,70 euro, leggermente superiore ai precedenti 42,50 euro. Rimane invece invariato il costo del libretto, che continua a essere calcolato separatamente.
Perché è stato introdotto il nuovo sistema?
L’aggiornamento delle modalità di pagamento risponde a tre esigenze principali:
- uniformarsi agli standard digitali della Pubblica Amministrazione;
- rendere il procedimento più semplice e tracciabile;
- ridurre l’utilizzo di strumenti cartacei come i vecchi bollettini postali.
L’obiettivo è migliorare l’esperienza degli utenti e diminuire i tempi di attesa, soprattutto in vista dell’aumento delle richieste di passaporti registrato negli ultimi anni.
Chi deve richiedere il passaporto deve fare qualcosa di diverso?
La procedura resta la stessa, ma chi presenta domanda dopo il 1° dicembre 2025 deve:
- utilizzare esclusivamente i nuovi canali di pagamento;
- assicurarsi di portare con sé la ricevuta PagoPA o il documento di pagamento rilasciato dagli operatori autorizzati;
- verificare che i dati inseriti durante il pagamento siano corretti, per evitare ritardi nella lavorazione.
Serve un appuntamento?
Nella maggior parte delle Questure italiane è ancora necessario prenotare un appuntamento tramite la piattaforma dedicata della Polizia di Stato. Le nuove norme non eliminano questo passaggio, ma rendono più semplice la fase precedente legata al versamento del contributo.