
- Perché mangiamo più del necessario?
- Quanto contano gusto e percezioni?
- I nostri pregiudizi influenzano davvero le scelte alimentari quotidiane?
Percezioni del cibo e consumo eccessivo: lo studio dell’Università di Leeds
Uno studio pubblicato su The Conversation da ricercatori dell’Università di Leeds (Regno Unito) analizza come le percezioni soggettive su sapore e lavorazione influenzino le scelte alimentari e la propensione al consumo eccessivo. I risultati, raccolti su un campione ampio, mettono in luce il ruolo delle convinzioni sulla natura di un alimento rispetto al suo reale profilo nutrizionale.
Metodologia dello studio
I ricercatori hanno coinvolto oltre 3.000 adulti e hanno presentato più di 400 immagini di alimenti di uso quotidiano senza alcuna etichettatura. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare quanto gradivano ogni alimento e la probabilità che lo consumassero in modo eccessivo. L’approccio ha permesso di osservare correlazioni tra preferenza, frequenza di consumo e percezione soggettiva del cibo.
Risultati principali sul consumo eccessivo
- I partecipanti tendevano a preferire e consumare più frequentemente gli alimenti che già consumavano regolarmente.
- Gli alimenti percepiti come ad alto contenuto calorico erano associati a una maggiore probabilità di consumo eccessivo.
- La percezione che un alimento fosse dolce, grasso o molto processato aumentava la probabilità di oltrepassare il consumo necessario, anche quando il profilo nutrizionale reale non giustificava tale giudizio.
- Al contrario, gli alimenti considerati amari o ricchi di fibre venivano associati a una minore propensione al consumo eccessivo.
Percezioni vs. contenuto nutrizionale
I ricercatori sottolineano che le convinzioni soggettive — come l’idea che un prodotto sia “processato” o “troppo calorico” — possono guidare il comportamento alimentare indipendentemente dai dati nutrizionali effettivi. Questo fenomeno suggerisce che l’immagine mentale di un alimento svolge un ruolo chiave nelle decisioni di consumo.
Motivazioni non legate alla fame
Il lavoro ricorda inoltre che il consumo non è determinato solo da fame fisiologica: molte persone mangiano per ragioni emotive e sociali, come comodità, connessione e piacere. Questi fattori possono potenziare la probabilità di eccedere nel consumo anche in presenza di consapevolezza sulle caratteristiche degli alimenti.
Implicazioni e raccomandazioni degli autori
Gli autori propongono che un miglioramento dell’educazione alimentare possa contribuire a modificare le abitudini alimentari della popolazione. Una maggiore informazione e strumenti per distinguere fra percezione e realtà nutrizionale potrebbero supportare scelte più consapevoli e ridurre il ricorso abituale al consumo eccessivo.
Educazione alimentare e consapevolezza: la chiave per cambiare abitudini
Lo studio della Università di Leeds evidenzia come percezioni e stereotipi legati al gusto e al grado di lavorazione degli alimenti influiscano sulle scelte e sulla propensione al consumo eccessivo. I risultati indicano che interventi informativi mirati potrebbero essere utili per promuovere abitudini alimentari più salutari e ridurre comportamenti alimentari dannosi.