
- Cosa si nasconde nella piramide di Micerino?
- Nuove cavità?
- Una seconda entrata?
- Cosa rivelano gli ultimi studi degli archeologi a Giza?
Scoperte due anomalie nascoste nella piramide di Micerino a Giza
Due anomalie interne sono state individuate nella piramide del faraone Micerino (Menkaura in antico egizio), la più piccola delle tre celebri piramidi della necropoli di Giza, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista ScienceDirect.

Il ritrovamento è frutto del lavoro del team internazionale ScanPyramids, composto da archeologi e ingegneri, che ha deciso di esplorare nuovamente aree mai più analizzate dai tempi delle storiche spedizioni dell’archeologo statunitense George Reisner, tra il 1906 e il 1910. All’epoca, Reisner condusse approfondite indagini sul complesso piramidale, rivelando dettagli importanti sul suo progetto architettonico.
Nuove indagini dopo un secolo
A oltre cento anni di distanza, ricercatori dell’Università del Cairo e della Technische Universität München (TUM) hanno rilevato la presenza di vuoti nascosti sotto la superficie di granito levigato del lato orientale della piramide.
Questi indizi sembrano rafforzare l’ipotesi dell’esistenza di una seconda entrata, basata sulle somiglianze tra i blocchi di rivestimento della facciata est e quelli che circondano l’ingresso principale sul lato nord della struttura.

Le tecniche utilizzate
Per verificare questa ipotesi, gli studiosi hanno impiegato metodi non invasivi di ultima generazione, tra cui:
- Tomografia di resistività elettrica (ERT), per misurare la conduzione elettrica attraverso la pietra;
- Radar a penetrazione terrestre (GPR), capace di “fotografare” l’interno dei materiali con onde elettromagnetiche;
- Test ultrasonici (UST), utilizzati per valutare la densità e la continuità della pietra.
Inoltre, un modello 3D laser scanner della facciata orientale ha permesso di integrare e confrontare i dati ottenuti con tutte le tecniche.
Due anomalie strutturali identificate
L’integrazione delle immagini ha consentito agli studiosi di individuare due anomalie distinte, denominate A1 e A2.
- La prima (A1) si trova a una profondità compresa tra 1,3 e 1,6 metri dietro un blocco di granito trapezoidale e misura circa 1,5 per 1 metro.
- La seconda (A2) è localizzata nella parte superiore sinistra della facciata est, a circa 1,13 metri di profondità, con dimensioni di 0,9 per 0,7 metri.
Secondo il professor Christian Grosse della TUM, “l’ipotesi di una seconda entrata è molto plausibile, e i nostri risultati ci avvicinano notevolmente alla sua conferma”.

Un passo avanti per l’archeologia egizia
Sebbene la scoperta non sia eclatante come quella del corridoio nascosto nella Grande Piramide di Cheope (Khufu) rivelato nel 2023, questa ricerca rappresenta la prima indagine scientifica moderna sulla piramide di Micerino dai primi del XX secolo.
I risultati restano preliminari, poiché non è ancora chiaro se i vuoti rilevati siano semplici cavità strutturali o elementi con una funzione simbolica o architettonica ancora sconosciuta.
Tuttavia, il progetto segna un nuovo capitolo nello studio delle piramidi di Giza e nella comprensione delle tecniche costruttive dell’antico Egitto.