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Scoperto il Metodo Segreto dei Maya per prevedere le Eclissi

| 9 Novembre 2025

Un nuovo studio svela come gli antichi Maya prevedevano gli eclissi solari con precisione straordinaria grazie a un complesso sistema matematico.


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  • Come riuscivano i Maya a prevedere le eclissi solari?
  • Qual era il segreto del Codice di Dresda?
  • Cosa rivela oggi la scienza moderna?

Il segreto degli Antichi Astronomi Maya: un sistema sofisticato per prevedere le eclissi solari

Un gruppo di ricercatori ha svelato il meccanismo elaborato dagli specialisti dei calendari della civiltà maya per prevedere con sorprendente precisione le eclissi solari per oltre sette secoli. Lo studio, pubblicato a fine ottobre su Science Advances, ricostruisce l’origine e il funzionamento della celebre tavola delle 405 lunazioni del Codice di Dresda.

Il doppio calendario maya: civile e divinatorio

I Maya utilizzavano due calendari complementari: un calendario divinatorio di 260 giorni, impiegato per predizioni e rituali, e un calendario civile di 365 giorni, basato sull’anno solare.
Intorno al 500 a.C., il calendario divinatorio fu collegato ai fenomeni lunari: il nome di una notte veniva associato alla visibilità della Luna e al numero di notti trascorse dall’ultima luna nuova, creando un legame stabile tra ciclo lunare e calendario rituale.

Il Codice di Dresda, antico manoscritto maya, contiene le tavole per prevedere le eclissi solari con incredibile precisione.

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Il Codice di Dresda, antico manoscritto maya, contiene le tavole per prevedere le eclissi solari con incredibile precisione.

La tavola delle 405 lunazioni del Codice di Dresda

Per lungo tempo, la tavola delle 405 lunazioni nel Codice di Dresda è stata interpretata come un semplice catalogo per prevedere eclissi. Il nuovo studio mostra invece che quel ciclo nacque come strumento per sincronizzare il ciclo lunare con il calendario divinatorio di 260 giorni, integrando osservazione astronomica e modelli numerici.

Modelli matematici e precisione del ciclo

Attraverso modelli matematici e analisi statistiche, gli autori dimostrano che il ciclo di 405 mesi lunari — pari a 11.960 giorni — si allinea esattamente con il calendario di 260 giorni (46 × 260) e con i cicli delle eclissi solari e lunari.
Questo suggerisce che la tavola non fosse un semplice elenco, ma parte di un calendario lunare predittivo basato su calcoli e sincronizzazioni deliberate.

Correzioni periodiche e meccanismo di sovrapposizione

Lo studio evidenzia che i Maya applicavano correzioni periodiche alle tavole. Le sequenze venivano riavviate prima del termine del ciclo di 405 mesi — in corrispondenza dei mesi 223 o 358 — creando un sistema di sovrapposizione che riduceva l’errore accumulato nelle previsioni.
Questo approccio consentiva di mantenere l’accuratezza del calendario nel lungo periodo.

Gli astronomi della civiltà maya svilupparono un sistema matematico per sincronizzare la Luna con il calendario rituale.

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Gli astronomi della civiltà maya svilupparono un sistema matematico per sincronizzare Luna e calendario rituale.

Date di riferimento e visibilità delle eclissi

I ricercatori individuano possibili date di riferimento per la tavola del Codice di Dresda, tra cui il 1083 d.C. e il 1116 d.C., che risultano coerenti con la visibilità delle eclissi nella regione maya e con la struttura ciclica ricostruita.
Queste ipotesi sono state testate tramite simulazioni storiche.

Validazione sul lungo termine: oltre sette secoli di simulazioni

Attraverso simulazioni che coprono più di 700 anni di eclissi visibili ai Maya (circa dal 350 al 1150 d.C.), il team ha verificato l’efficacia del sistema di sovrapposizione.
Secondo lo studio, le revisioni periodiche avrebbero mantenuto la tavola valida per lunghi intervalli temporali, con deviazioni inferiori a 51 minuti ogni 134 anni, confermando l’elevata precisione del metodo.

Implicazioni per la storia delle scienze

La ricerca rafforza l’idea che la civiltà maya non si limitasse all’osservazione empirica del cielo, ma sviluppasse modelli matematici e procedure di aggiornamento per mantenere la precisione delle previsioni astronomiche.
La tavola delle 405 lunazioni emerge così come un esempio avanzato di integrazione tra calendario rituale e astronomia pratica.